
Aurea Nox
𝐌𝐚𝐠𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫
𝐈𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥'𝐀𝐧𝐢𝐦𝐚
𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗩𝗜𝗦𝗧𝗔 𝗔 Francisco Soriano
𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑖𝑠𝑐𝑜 𝑆𝑜𝑟𝑖𝑎𝑛𝑜 ℎ𝑎 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 Aurea Nox - Casa Editrice 𝑙𝑎 𝑠𝑖𝑙𝑙𝑜𝑔𝑒 "𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐬𝐞" - 𝑔𝑖𝑢𝑔𝑛𝑜 2026 𝐴𝑢𝑟𝑒𝑎 𝑁𝑜𝑥
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𝐀𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐍𝐨𝐱:
𝟏)"𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐬𝐞" non appare come una semplice raccolta di componimenti, ma come un unico grande poema che si sviluppa pagina dopo pagina. Come è nato questo progetto e quale filo invisibile tiene unite le tue poesie?
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨:
"𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐬𝐞" rimane nel solco di una esplorazione. Rifugge retoriche di qualsiasi genere e si pone come attraversamento. La poesia si abita nella considerazione che in quel luogo immaginato e vissuto nella realtà, con coerenza, l’elemento più importante rimane la sua soglia.
Il processo di individuazione dei contenuti è assolutamente in simbiosi con le forme della poesia intese nella loro funzione verbale, sonora, visiva. Una poesia senza la voce e il suono di ogni suo lemma non esprime nel pieno delle sue caratteristiche la sua funzione. Dunque forma e sostanza non solo sono osmosi, ma risultano elementi costitutivi ed esistenziali della poesia stessa.
Inoltre, un elemento ulteriore risiede in ciò che affermava 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐔𝐧𝐠𝐚𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢: senza il mistero non esisterebbe poesia. Nelle sue profondità, tuttavia, si schiude la possibilità di decifrarne almeno qualche sfaccettatura. Mi sono mosso entro questa visione, senza considerarla un punto di partenza né di arrivo.
𝐀𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐍𝐨𝐱:
𝟐) Nella tua scrittura ricorrono alcune immagini: pietra, vento, mare, rovine, luce, quasi dei simboli universali. L'esperienza vissuta e più forte della ricerca poetica?
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨:
Ci sono esempi emblematici come quello di Emily Dickinson in cui l’esperienza della sua vita si è svolta nell’intimità del suo regno intimo e sentimentale. La sua poesia per grandezza è difficilmente raggiungibile. Dunque non è detto che una vita vissuta sia una componente decisiva per scrivere le poesie.
Nel mio caso ho avuto la fortuna e il dolore di vivere una esistenza abbastanza rocambolesca, talvolta caotica, che ha impresso in me il desiderio di scrivere. È in questo marasma di vita che trovo il momento e la dimensione che più mi appartiengono, il silenzio e lo studio, molto lontano dallo starnazzare emotivo dei nuovi poeti
del nostro tempo. L'emozione non fa male alla salute, ma rappresenta il fruscio del volo di una falena.
Senza profondità non esiste un serio progetto poetico.
𝐀𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐍𝐨𝐱:
𝟑) Hai vissuto per molti anni in Iran, hai viaggiato in Armenia, Libano, Siria, Giordania, Azerbaigian e Turchia, 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐢𝐚𝐧𝐚. In che modo questi luoghi hanno modificato il tuo modo di percepire il mondo e di scrivere poesia?
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨:
I luoghi sono stati decisivi. Si può immaginare che la contemplazione dei 𝐜𝐢𝐞𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐬𝐚𝐫𝐠𝐚𝐫𝐝𝐞 possa lasciare
indifferenti verso l’infinito del mondo? E 𝐢𝐥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐚𝐠𝐚𝐡 e la 𝐋𝐨𝐠𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐀𝐬𝐬𝐚𝐬𝐬𝐢𝐧𝐢 dove 𝐇𝐚𝐬𝐬𝐚𝐧 𝐒𝐚𝐛𝐛𝐚𝐠𝐡 ottenne gli strumenti per lo studio delle stelle dal sovrano mongolo, mietitore di teste, possa essere un momento di transitoria ordinarietà?
Forse neppure il “𝐝𝐞𝐬𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐚𝐫𝐭𝐚𝐫𝐢” nel suo splendore tragico di Bam potrebbe meglio definire la nostra inconsistenza di fronte al destino delle cose. Le 𝐓𝐨𝐫𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 erano l’avamposto del mondo quando gli 𝐳𝐨𝐫𝐨𝐚𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐏𝐞𝐫𝐬𝐢𝐚 pregavano il sole e adoravano la luce contro il male dell’oscuro fraintendimento dei folli malefici.
Basterebbe questo per far percepire parte di un vissuto che non ritorna, ma che mi è appartenuto. Ma quella è stata un’altra vita e non basterebbe un solo libro a raccontare tutti quei luoghi.
𝐀𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐍𝐨𝐱:
𝟒) La fotografia di copertina di "𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐬𝐞" è stata realizzata da te sulle rive del 𝐋𝐚𝐠𝐨 𝐒𝐞𝐯𝐚𝐧, 𝐢𝐧 𝐀𝐫𝐦𝐞𝐧𝐢𝐚. Perché hai scelto proprio quell'immagine per rappresentare "𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐬𝐞"? Cosa racchiude, per te, quel paesaggio arcano?
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨:
"𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐬𝐞" in realtà è nato prima del mio ultimo viaggio in Armenia insieme alla mia compagna. Insieme ci siamo messi sulle tracce di 𝐎𝐬𝐢𝐩 𝐄̇𝐦𝐢𝐥'𝐞𝐯𝐢𝐜̌ 𝐌𝐚𝐧𝐝𝐞𝐥'𝐬̌𝐭𝐚𝐦 il mio poeta preferito, insieme a 𝐄𝐮𝐠𝐞𝐧𝐢𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 e 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐨; percorrendo quelle strade e immaginando con le nostre visioni quello che lui aveva visto e vissuto, nel dolore di pensarlo morto di freddo e di stenti in un gulag con la copia della Divina Commedia nella tasca della sua giacca, ucciso dalla follia autoritaria del bolscevismo e dall’autoritarismo insensato degli uomini. Un essere così insaziabilmente colto e silenzioso, un genio dell’immaginazione temuto dal potere. Un esempio per tutti noi e di quelli, stupidi epigoni della protesta civile, che nulla hanno capito della poesia.
Il viaggio è stato un coronamento, il permesso alla pubblicazione, la parola che mancava a tutte le altre poesie in attesa.
𝐀𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐍𝐨𝐱:
𝟓) Nella prefazione 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐢𝐧𝐨 parla di un «𝐞𝐫𝐨𝐬 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐮𝐬𝐨» che si sente in tutta la raccolta. L'amore, nelle sue poesie, sembra superare la dimensione personale per diventare una forza che permea il mondo e lo investe di potenza. È questa la tua idea di amore?
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨:
𝐌𝐚𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐢𝐧𝐨 è un maestro possente nella parola, mi intimidisce addirittura citarlo. Basta una frase:
"𝑇𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑎𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑑𝑢𝑐𝑒 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒, 𝑛𝑜𝑛 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑓𝑒𝑟𝑛𝑖 𝑒 𝑙𝑖𝑚𝑏𝑖, 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑖 𝑒
𝑎𝑡𝑡𝑒𝑠𝑒. 𝑁𝑜𝑛 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑎𝑙𝑙’𝑈𝑛𝑜 𝑚𝑎 𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙 𝑇𝑢𝑡𝑡𝑜".
𝐀𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐍𝐨𝐱:
𝟔) Sei docente, saggista, traduttore e promotore culturale. Come convivono, nella tua vita, il rigore dello studioso e la libertà del poeta? Sono due linguaggi distinti o due modi diversi di cercare la stessa verità? Ti sei trovato in difficoltà per vivere libero?
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨:
Sono docente nella primaria e poter imprimere una idea di mondo nei miei allievi è l’esperienza più straordinaria che potevo imma-ginare di compiere. Ho vissuto vari ruoli, anche dirigenziali, ma tornare nella geometrica realtà dell’infanzia come insegnante è stato cruciale, e per geometrica intendo le infinite profondità della disciplina.
Sono libero se non sono ipocrita, ammiccante, se non urlo e non sgomito, se posso permettermi il lusso di insultare un idiota. I linguaggi sono terreno di riflessione, il mio pensiero libertario e anarchico non mi consente fughe dalla realtà.
𝐀𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐍𝐨𝐱:
𝟕) La tua poesia sembra chiedere al lettore un tempo lento, quasi contemplativo, in un'epoca dominata dalla velocità e dalla comunicazione istantanea. Ma secondo te, che posto può avere oggi la poesia nella vita delle persone?
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨:
Nella mia vita non ho usato mai l’IA e mai l’utilizzerò. Bisogna allungare i tempi e non accorciarli. È una questione di divertimento, e io non trovo interessante colloquiare con un micro chip o qualcosa del genere anche essendo io a “dominare” i processi, come come mi si dice e si risponde ai miei dubbi… Ma io non voglio dominare un cazzo, solo essere dominato dalla parola/poetante, spero che succeda nella sua assoluta totalità, in tempi così lunghi da dissolvermi senza neppure accorgermene.
𝐀𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐍𝐨𝐱:
𝟖) Molti tuoi versi si muovono sul confine tra il visibile e l'invisibile, tra il reale e il simbolico. Esiste un autore, una tradizione letteraria o una corrente di pensiero che ha influenzato maggiormente questa tua disposizione?
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨:
Il periodo che più mi interessa dal punto di vista delle correnti e dei movimenti che hanno espresso lunghezza di visione sono quelli dei primi anni del Novecento, ad esempio quelli ideati da 𝐄𝐳𝐫𝐚 𝐏𝐨𝐮𝐧𝐝 e 𝐓.𝐒. 𝐄𝐥𝐢𝐨𝐭, l’acmeismo di 𝐌𝐚𝐧𝐝𝐞𝐥'𝐬̌𝐭𝐚𝐦 e 𝐀𝐧𝐧𝐚 𝐀𝐜𝐡𝐦𝐚𝐭𝐨𝐯𝐚, geni indiscussi. Oggi mi comunicano la nascita di movimenti i cui intenti, a leggerli, mi stimolano a una grassa risata.
𝐀𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐍𝐨𝐱:
𝟗) Dopo tanti libri pubblicati, traduzioni e studi dedicati anche al dialogo tra Oriente e Occidente, cosa rappresenta "𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐬𝐞" nel tuo percorso umano e letterario? È un punto di arrivo o l'inizio di una nuova stagione della sua scrittura?
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨:
"𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐬𝐞" è il tassello di un mosaico che spero di ultimare, per le persone che mi amano e per quelle, pochissime, che hanno stima per la mia serietà nello scrivere, preferibilmente in endeca-sillabi.
𝐀𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐍𝐨𝐱:
𝟏𝟎) Se dovessi comunicare ai tuoi lettori una sola chiave per entrare in "𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐬𝐞", quale sarebbe? Con quale disposizione d'animo suggerirebbe di aprire la prima pagina di questo libro?
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨:
Con discreta e intima felicità, in sottovoce.