Comune di Arena Provincia Vibo Valentia

Borgo e Comprensorio

30 Dicembre 2025

Oggi è un giorno importante

è stato ufficialmente Inaugurato Digital Museum in collaborazione con la Regione Calabria.

Un’iniziativa ambiziosa e fortemente innovativa, che coniuga la valorizzazione del patrimonio storico con le più moderne tecnologie digitali, proiettando il piccolo borgo calabrese in una dimensione culturale di respiro europeo.

Arena in modo nuovo e coinvolgente.

Il Castello di Arena, simbolo del borgo e della sua storia medievale, sarà ricostruito virtualmente in 3D, con ambienti navigabili e interattivi. All’interno del percorso digitale, i visitatori potranno incontrare e dialogare con personaggi storici come la castellana, il cuoco o l’armiere, che racconteranno la vita e i costumi dell’epoca.

Il progetto è fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale di Arena, guidata dal sindaco Antonino Schinella, che con tenacia e visione ha saputo intercettare un importante finanziamento della Regione Calabria per trasformare un sogno in realtà.

Il museo sorgerà nell’immobile adiacente al Castello Normanno, oggi oggetto di un intervento di recupero e allestimento che si avvia alla conclusione: nelle prossime settimane è attesa l’inaugurazione ufficiale.

Il progetto possiede un elevato potenziale di attrazione turistica, grazie all’uso intelligente delle tecnologie immersive e alla capacità di trasformare la visita in un’esperienza emozionale e formativa.

Allo stesso tempo, valorizza tradizioni locali poco note, come la tessitura della ginestra, e consolida una rete istituzionale che promuove la sostenibilità culturale del territorio.

Le sfide principali saranno quelle di garantire un equilibrio tra spettacolarizzazione digitale e rigore storico, e di mantenere nel tempo un coinvolgimento attivo della comunità locale, affinché il museo diventi un punto di riferimento vivo e partecipato.

Il museo di Arena sarà unico nel suo genere in tutta la Calabria. Offrirà una vera immersione tridimensionale nel mondo medievale, consentendo ai visitatori di esplorare la ricostruzione in 3D del Castello di Arena, realizzata sulla base delle scoperte archeologiche condotte dall’Università di Siena durante la recente campagna di scavi.

Un Plauso a tutta L'Amministrazione Comunale per il coronoramento di un progetto portato a termine che proietta Arena a Livello Internazionale come attrattiva Turistica ,sviluppo Territoriale .

Storia di Arena

Geografia fisica

Il paese è raggruppato su un dosso, lungo la riva del torrente Petriano, ai piedi delle Serre Calabresi.

Storia

Sull’esatta etimologia del nome Arena sono state avanzate varie ipotesi. La prima è collegata all’ambiente montuoso in cui è situato il paese. Il nome, infatti, potrebbe derivare dal greco Orelne (paese montuoso) o da Eripna (monte scosceso, rupe). Una seconda teoria, invece, sostiene che Arena derivi da Erymnòs (luogo difeso, saldo) o da Erumnòs (fortezza, fortilizio). Il paese vanta origini antichissime. Pare, infatti, che il primo insediamento urbano risalga al IX secolo. Fu importante contea appartenente alla famiglia dei Conclubet prima e a quella degli Acquaviva poi. È certo, infatti, che nel 1125 Ruggero di Conclubet si insediò nel paese diventando primo conte di Arena. In questi anni egli attuò una politica di ripopolamento della valle del fiume Marepotamo in cui si svilupparono numerosi centri. Dopo un breve periodo di governo con il figlio di Ruggero, Guglielmo, nel 1198 la contea passò a Giovanni Conclubet che, dopo qualche tempo, si ammalò di lebbra. A causa delle sue disperate condizioni di salute Giovanni decise di dettare testamento, ma guarì miracolosamente grazie alle preghiere di San Pier d’Arena, Santo monaco del cenobio di Ciano. La gratitudine del conte fu tale che concesse molti dei suoi beni a chiese e monasteri. Matteo, fratello di Giovanni, ebbe un atteggiamento diverso nei confronti della Chiesa. Intentò, infatti, numerose azioni di reintegra contro i conventi. Nel 1229 Riccardo, nipote di Matteo, diventò signore di Arena. Per la sua grande fedeltà alla monarchia sveva fu nominato Gran Giustiziere di Sicilia dal re Manfredi di Svevia. Il fratello Federico diventò anche vicario del sovrano e nel 1256 fu convocato a Napoli da papa Alessandro IV per assistere, insieme agli altri Grandi del Regno, alla scomunica di Manfredi. Quando Carlo I di Francia invase il regno i Conclubet furono tra le prime vittime della vendetta angioina. La contea fu confiscata e i membri della casata fatti prigionieri o dispersi, mentre Federico e Riccardo non fecero più ritorno dalla Sicilia. Per i Conclubet si aprì un periodo doloroso (dal 1269, anno della confisca dei beni, al 1299, anno della restituzione). Durante questo trentennio i possedimenti della famiglia furono amministrati su nomina regia dal funzionario Michele Belot, mentre Carlo I tentava di investire del titolo di conti di Arena numerose dinastie nobiliari francesi. Le casate, però, rifiutarono la proposta. Al sovrano angioino non rimase, dunque, che perdonare i Conclubet, limitandosi a privarli dei beni situati fuori dal territorio di Arena. Restituì loro la contea nel 1299. Giovanna I nominò, nel 1352, Giordano Conclubet suo ciambellano e nel 1381 re Ladislao lo volle Giustiziere di Calabria, accogliendolo nel Gran Consiglio del Regno e nominandolo Castellano di Stilo. Giordano fece costruire fuori le mura del castello di Arena la cappella di S. Giacomo sulla quale, con una bolla del 1398, Papa Bonifacio IX concesse ai Conclubet lo “jus patronati” e indulgenze a chi la visitava. All’inizio del 1400 Nicolò Conclubet venne nominato primo conte di Arena, in base a una nuova numerazione dinastica. In questo periodo il territorio della dinastia raggiunse la sua massima espansione, ottenendo nel 1421 il centro di Caridà e acquistando nel 1428, per cinquemila ducati, la contea di Mileto. Loyse, figlio di Nicolò, rischiò con azioni spregiudicate di compromettere i successi del padre, schierandosi e appoggiando apertamente la rivolta di Centelles e causando l’amministrazione regia del feudo. Fu Gian Cola Conclubet a risollevare le sorti della famiglia avvicinandola ai nuovi dominatori Aragonesi, affiancandoli durante la guerra d’Otranto contro gli infedeli. Gian Cola fu devoto di San Francesco di Paola, ai piedi del quale andò a prostrarsi prima di raggiungere il campo di battaglia. In quest’occasione si racconta che il Santo raffigurò la propria immagine su un lenzuolo con un pezzo di carbone e che, all’improvviso, il tessuto si illuminò di una luce misteriosa. Per questa ragione Gian Cola, tornato ad Arena, concesse al beato Francesco da Zumpano, degli Agostiniani Scalzi, di costruire un convento presso Soreto. Gian Francesco, figlio di Gian Cola, convinto di fare cosa gradita alla memoria del padre, concesse il convento ai Frati minimi, piuttosto che agli Agostiniani. Francesco da Zumpano, indignato, abbandonò Soreto, lanciando contro il convento una terribile maledizione: «Mu diventa folea di ciauli» (Che diventi nido di corvi). Proprio Gian Francesco fu riconosciuto da Carlo V di Francia suo consanguineo e gli fu permesso di aggiungere al suo stemma l’aquila nera degli Asburgo. Il dominio dei Conclubet continuò ancora per qualche tempo. Nel 1661, infatti, Domenico Conclubet, non avendo figli, lasciò i suoi possedimenti al fratello Andrea, brillante uomo politico che amministrava anche possedimenti fuori Arena come Seminara, Palmi e Stilo. Fu in questi anni che si diffuse un crescente interesse verso la cultura. Andrea, infatti, ospitò nel suo salotto culturale l’Accademia degli Investiganti e fu anche uno dei rinnovatori di questo centro al quale partecipò anche Giovan Battista Vico. Il marchese Milani, invidioso del suo successo politico e delle sue ricchezze, gli tese un agguato. Andrea morì pochi giorni dopo a causa di un’infezione. L’assassinio fu un avvenimento gravissimo perché coinvolgeva due Grandi del Regno. Il mandante e gli esecutori furono esiliati in Sicilia per allontanarli dalle vendette dei Conclubet. L’unico figlio di Andrea, Riccardo, si ammalò gravemente a 14 anni morendo nel 1678, tre anni dopo il padre. Il patrimonio dei Conclubet passò ai discendenti della sorella di Andrea, Anna, che era sposata con un membro della famiglia spagnola Acquaviva d’Aragona. Gioisa Acquaviva d’Aragona, duca d’Atri e figlio di Anna Conclubet, prese possesso del marchesato di Arena, contea di Stilo, e delle terre di Palmi e Seminara. A questi possedimenti si aggiunsero quelli privati che contribuirono a formare uno dei più cospicui assi feudali. Quando scoppiò la guerra tra Spagna e Austria gli Acquaviva si schierarono con gli spagnoli, rimanendo fedeli anche quando ormai la sconfitta era inevitabile. Gerolamo d’Atri, della famiglia degli Acquaviva, preferì morire esule a Roma piuttosto che ritornare a Napoli, vendendo il feudo di Arena e i casali ai Caracciolo di Girifalco. L’arrivo di questa nuova dinastia segnò l’inizio di una lotta senza sosta con gli abitanti. I Caracciolo, infatti, iniziarono a pretendere dai contadini “angarie” e “parangarie”, prestazioni lavorative obbligatorie. Intanto la disastrata situazione economica della popolazione si aggravò ulteriormente, al punto che si dovette chiedere al sovrano Ferdinando IV il rateo in dieci anni del debito dovuto al fisco. L’ultimo marchese della casa fu Michele che aveva due figlie: Anna e Alice. La prima rinunciò ai diritti di primogenitura in favore della sorella, sposata con Edoardo di Francavilla. Fu con costoro che lo stato di Arena e Soreto scomparve poiché l’ingente patrimonio della dinastia fu disperso.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa Matrice di Santa Maria de Latinis

Eretta nel XVIII secolo, all’interno della chiesa Matrice di Santa Maria de Latinis si trovano un pregevole pulpito e due importanti statue lignee, un Cristo risorto e un San Michele Arcangelo entrambi attribuiti al maestro Gennaro Franzese[5], scultore attivo a Napoli nel quarantennio dal 1718 al 1757.

Nella chiesa è possibile ammirare il Reliquario della Santa Croce, stauroteca in argento del XV secolo a forma di croce, che al suo interno custodiva quelle che venivano considerate come tre delle spine della corona di Cristo e tre frammenti del legno della Croce. Sul terminale basso del prezioso reliquiario, sotto un cherubino, è inciso lo stemma dei Conclubet, feudatari di Arena (quattro fasce d'argento in campo rosso).

Chiesa di Maria SS. delle Grazie

Edificio in stile barocco e sede dell’omonima Confraternita fondata nel XVII sec. e riconosciuta con Regio Decreto il 9 Dicembre 1776. La Chiesa, con decorazioni di ottima fattura barocca offre già nella facciata principale caratteristiche riscontrabili in altre chiese della zona delle Serre (Tardo Barocco serrese), mentre al suo interno, tra le altre cose, è possibile ammirare sul soffitto della navata centrale e sulla parete di fondo del presbiterio preziose raffigurazioni degli affreschisti e pittori d’arte sacra Carmelo Zimatore (Pizzo Calabro, 1850 - Pizzo Calabro, 1933) e Diego Grillo (Pizzo Calabro, 1878 - Roma, 1963). Di pregevole fattura anche il dipinto raffigurante “La cacciata dei mercanti dal tempio” del pittore calabrese attivo nel corso del XIX sec. Nicola Valentino (Arena, 1850-Arena, 1929). Spiccano per qualità l’altare maggiore e il ciborio al cui interno è custodita la statua lignea di Maria Santissima delle Grazie, datata 1801 e attribuita allo scultore Domenico De Lorenzo (Tropea, 1740-Garopoli, 1812). Di pregio artistico anche la statua di San Giuseppe (1799), anch'essa del De Lorenzo, e quella raffigurante la Madonna del Buon Consiglio, scolpita nel 1823 dallo scultore serrese Raffaele Regio. Degni di menzione anche l’acquasantiera di epoca settecentesca e una campana bronzea del 1619, opera del Bertuccelli.

Chiesa di San Teodoro

La chiesetta di San Teodoro presente in via Giudecca, è un esempio di storia e cultura. Inizialmente di proprietà baronale, venne donata alla Confraternita di Maria SS. delle Grazie. Al suo interno possono essere ammirati un altare di legno dipinto, una statua dell'Immacolata Concezione e adornamenti antichi.

Architetture militari

Ruderi del Castello Normanno

«Il predetto castello da lungo e da vicino fa una bellissima vista e prospettiva,et è il più bello,forte e sicuro che vi sia in tutta detta provincia per stare esso situato in luogo eminente; può resistere in qualsivoglia assalto dei nemici e si può mantenere per molto tempo»

(Apprezzo di Arena, 1653)

L'edificio più antico del paese è il castello normanno dell'XI secolo, che fu ricostruito per la maggior parte Conclubet (tra il XIV e il XV secolo) e successivamente modificato dai duchi Acquaviva (tra il XVI e il XVIII secolo). Del castello, che distrutto da un terremoto nel 1783, rimane una parte delle torri angolari e delle mura perimetrali.

Nelle immediate vicinanze dei ruderi del castello si trovano i resti dell'acquedotto medievale (XII secolo), il quale attraverso una rete idrica sopra esso posizionata riforniva di acqua il castello.

Aree naturali

Riserva Naturale Biogenetica Marchesale

Acquisita al demanio forestale nel 1914, ha assunto lo status di Riserva Naturale Biogenetica Marchesale con Decreto Ministeriale il 13 luglio 1977. Sito di interesse comunitario, appartenne all’esteso feudo della Marchesa Caracciolo Imperiale di Arena, che la ereditò a sua volta dai duchi di Atri dopo la seconda metà del XVII sec.

L’area occupa una superficie di 1.545 ettari, si dispiega lungo le pendici montuose della catena delle Serre calabresi tra quote comprese tra i 750 e 1.170 metri. La visita a piedi della foresta è resa possibile attraverso 6 sentieri naturalistici segnati e tabellati, altresì sono possibili escursioni naturalistiche a cavallo e nell'area adiacente alla Riserva; sono presenti due rifugi in estate utilizzati dai visitatori e quattro aree pic-nic. Inoltre, accedendo alla Riserva da località Cerasara sita nel comune di Arena, è possibile ammirare un particolarissimo sistema di gestione delle acque destinate ad uso irriguo, un sistema di canalizzazioni in quota fra 700 e 800 m slm, le cosiddette “Prise”, patrimonio storico, culturale ed antropologico di grandissimo valore su cui nel 2021 hanno spostato le attenzioni i ricercatori nell’ambito di un più articolato progetto di studio e valorizzazione del Castello e del territorio circostante promosso dall’Amministrazione comunale di Arena, in sinergia con l'Università di Siena, l'Università della Basilicata e a Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia.

Tradizioni e folclore

Il Lunedì dell’Angelo si svolge la tradizionale rappresentazione religiosa dell'incontro tra le statue della Vergine Maria e del Cristo Risorto (Affruntata).

Le maggiori celebrazioni religiose si tengono in occasione della festa di Maria SS. delle Grazie (prima domenica di agosto) e di quella di San Michele Arcangelo (prima domenica di settembre), le quali prevedono riti processionali, fuochi d'artificio e concerti.

Cultura

Biblioteche e archivi

All’interno del Palazzo Municipale, già sede di un antico monastero ricostruito in epoca fascista, è custodito l’Archivio Caracciolo, una ricchissima raccolta di documenti importantissimi per la storia locale, suddiviso in quattro serie: carte patrimoniali, ossia una serie di documenti riconducibili al periodo tra il 1562 ed il 1857 relativi agli antichi possessori dei feudi di Arena e Soreto, titoli di proprietà, lasciti testamentari, inventari di beni mobili e immobili, istrumenti di compravendita di case e terreni, concessioni in enfiteusi, e poi carte amministrative e contabili, processi, cause civili e criminali celebrate nella corte locale e ammalianti allegati a stampa.

Economia

Sul territorio comunale, buona è la produzione di olio d'oliva. I boschi estesi alimentano la produzione di legno di castagno e di faggio, mentre il sottobosco fornisce funghi che vengono raccolti per la conservazione e la vendita. Importante anche l'allevamento e la produzione di latticini.

Amministrazione

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note 21 novembre 1993 16 novembre 1997 Francesco Cosentino lista civica Indipendente sindaco 16 novembre 1997 27 maggio 2002 Rosario Pugliese lista civica di centro-sinistra sindaco 27 maggio 2002 28 maggio 2007 Giosuele Schinella lista civica di centro-sinistra sindaco 28 maggio 2007 22 settembre 2011 Giosuele Schinella lista civica di centro-sinistra sindaco 22 settembre 2011 7 maggio 2012 Sergio Raimondo commissario straordinario 7 maggio 2012 11 giugno 2017 Antonino Schinella lista civica Insieme verso il futuro sindaco 11 giugno 2017 12 giugno 2022 Antonino Schinella lista civica Insieme verso il futuro sindaco 12 giugno 2022 in carica Antonino Schinella lista civica Insieme verso il futuro sindaco

https://vivipress.com/2025/08/11/la-castellana-di-arena-il-medioevo-rivive-nel-segno-di-ruggero-i-della-contea-di-arena-e-del-cammino-del-normanno/

https://www.zoom24.it/2025/07/30/arena-si-trasforma-nel-cuore-del-medioevo-il-borgo-accoglie-la-xiii-edizione-de-la-castellana/

https://europanelmondo.it/2025/08/10/arena-celebra-le-eccellenze-calabresi-tra-i-premiati-anche-giuseppe-fiamingo/

https://www.zoom24.it/2025/08/17/notte-di-musica-e-soap-ad-arena-arriva-ronn-moss-il-ridge-forrester-di-beautiful/

La Pagina Facebook de la Proloco Arena

https://www.facebook.com/profile.php?id=61573049594497

https://youtu.be/OO3-CnuRDu8

https://www.zoom24.it/news/146636967430/arena-digital-museum

Amminitsrazione Comunale Arena Elezione 2022

Antonino Schinella Lista Civica Insieme verso il futuro Sindaco 12 giugno 2022

In carica

Contact Us