Alla scoperta del passato nascosto della Sicilia

Con oltre 20 anni di esperienza, Dragonera s.r.l. offre servizi specializzati di progettazione e di ricerca archeologica terrestre e subacquea. Collaboriamo con orgoglio con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana per scoprire e preservare il nostro patrimonio marittimo. Unitevi a noi per scoprire le storie che si celano sotto le onde del mare

I Nostri Servizi

aerial view of city buildings during night time

Consulenza Archeologica per Progetti Edili

Supportiamo imprese e enti pubblici con consulenze archeologiche per garantire la tutela dei beni culturali durante lavori di costruzione e ristrutturazione.

Ricerche Archeologiche Terrestri

Con oltre 20 anni di esperienza, conduciamo ricerche archeologiche approfondite sul territorio per scoprire e documentare siti storici.

Archeologia Subacquea

Specializzati nello studio e recupero di reperti sommersi, collaboriamo principalmente con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana per garantire interventi efficaci e rispettosi.

Collaborazioni con Istituzioni e Enti Regionali

Lavoriamo in sinergia con la Soprintendenza del Mare e altre istituzioni per progetti di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio archeologico siciliano.

Servizi di Documentazione e Catalogazione

Offriamo servizi professionali di documentazione, catalogazione e conservazione dei reperti archeologici per musei e istituzioni.

Ricerca e Analisi di Materiali Antichi

Analizziamo materiali archeologici con tecniche avanzate per fornire dati scientifici utili a studi e ricerche accademiche.

Recupero e conservazione

Recupero e conservazione professionale di reperti sottomarini per garantirne l'integrità storica e la longevità.

Alla scoperta degli antichi segreti della Sicilia nascosti sotto le onde.

Contattaci

dragonerasrl@libero.it

La Squadra Dragonera

Leonardo Abelli

Archeologo

Giovan Battista Mannone

Responsabile Sommozzatori

Maria Vittoria Agosto

Archeologa

Diego Mileto

Sommozzatore e Fotografo

Trapani. Dopo il ricco carico, già in fase di studio e restauro, è stato recuperato il relitto “Marausa 2”, nave romana del III sec. d.C. Operazione complessa: è la prima volta in Sicilia. Dopo il restauro, al museo Baglio Anselmi, sarà musealizzata in una struttura da individuare nel Trapanese

Un fortunale, diciotto secoli fa, soprese la nave a 100 metri dalla riva facendola naufragare. Il relitto di quella nave romana del III secolo d.C. era stato individuato nei fondali di Marausa, nel territorio di Misiliscemi, a pochi chilometri da Trapani, a due metri di profondità, con tutto il suo carico composto da contenitori da trasporto e una grande varietà di oggetti. Molti sono già stati recuperati, come numerose anfore e materiali di grande pregio e fattura, trasferiti al museo Archeologico regionale Baglio Anselmi di Marsala per il primo trattamento conservativo. E ora anche quel relitto, denominato “Marausa 2”, è stato riportato in superficie. I lavori di scavo e recupero del relitto Marausa 2 si sono conclusi in questi giorni. L’operazione, per un importo di circa 500mila euro a valere sul “Patto per il Sud 2014-2020”, iniziata alla metà del mese di giugno 2023, è stata affidata alla ditta Antonio Vullo di Favara (AG).

Il team di archeologi e tecnici subacquei, coordinati dalla soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, ha progettato e diretto l’intera operazione di recupero che rappresenta un evento di straordinaria importanza: per la prima volta in Sicilia , ( al mondo in realtà per un relitto con questa datazione ) , viene effettuata una operazione complessa e delicata che ha consentito il trasporto via mare senza intaccare la struttura originaria dell’imbarcazione.

Dopo la prima fase di scavo e documentazione, a cui sono seguite le operazioni di recupero del carico, è iniziata la procedura di messa in sicurezza e protezione del relitto effettuata con tessuto e reti metalliche appositamente modellate, per consentire il trasporto via mare dal luogo di ritrovamento fino al porto di Marsala. La gabbia, realizzata con tubi metallici e supporti a snodo in ferro e legno, è stata costruita sul posto e ha consentito di sollevare il relitto nella sua interezza, senza modificarne la struttura originaria. Il relitto è stato portato in superficie grazie a palloni di sollevamento e cassoni che hanno consentito di spostare la struttura al largo della costa di Marausa.

La nave è stata quindi assicurata all’imbarcazione “El Merendero” del Blue Tek Diving di Marettimo che ha trainato la nave romana fino al porto di Marsala. Un tragitto impegnativo, scortato dai mezzi della Capitaneria di Porto di Trapani e di Marsala, durato circa 10 ore e seguito costantemente da imbarcazioni di appoggio con i subacquei che hanno monitorato la struttura durante tutta la traversata.

Lo scafo è stato depositato al cantiere “Capriccio Mare” di Marsala che ha provveduto alle operazioni di alaggio e di spostamento con un trasporto eccezionale che ha attraversato la città di Marsala fino al museo Baglio Anselmi di Marsala; qui il relitto è stato collocato in una vasca per il primo trattamento di desalinizzazione e le successive fasi di consolidamento e restauro del legno.

Dopo il restauro, la nave “Marausa 2” verrà musealizzata con il suo carico presso una struttura museale, attualmente in fase di individuazione, nel territorio della provincia di Trapani.

Dragonera: Archeologia e Mare