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VERSI PER NINA


sento la vita quasi fosse

apparenza in vaghezza di sogno

l'anima è spersa dove fitta

trama d'ambiguo s'incaglia

ah le uve dei tuoi occhi: uno spasmo

di luce una spina nel sangue

e quel sorriso – oggi

che mi sorprendo a inseguire ombre

in cerca del tuo profilo –

mi si trasfigura in un graffio

difficile da decifrare

*

la mano disegna nell'aria

il tuo profilo indugia

su bocca naso e occhi

la mano della mente ben conosce

quei dettagli come una madre – Nina

stella del cielo che mi cammini nei sogni

ora sono aghi

che trafiggono

nell' accendersi nel sangue

la mai sopita passione

mentre la mente disegna

dove fermenta il cuore

*

silenzio allagato di luna – una

silhouette nella mente ondeggia

e gli arzigogoli

a dirmi vano

il ricordo sgualcito dal tempo

dalla foto color seppia

mi guardano

i tuoi occhi velati di mestizia

-ah l'assedio degli anni

e il cuore

a dare smalto a un sogno sbiadito

*

donna dei boschi: occhi

di cerbiatta – la tua

anima di foglia

di sé m'innamora

*

entro ed esco dalla tua anima

dove dimorano pezzi di me

un odore di pini ci avvolge

– certo lo senti anche tu –

i nostri passi sul viale accecato di sole

un grido di gabbiani e l'ascolto

del mare in una conchiglia:

questi i momenti

d' incantamento

fermati dal nostro amore imperituro

*

rosa il tuo fiato

fragranza di bosco la tua pelle ambrata

apparivi sirena

distesa s'uno scoglio

allucinazione forse

mi facevi un cenno

mentre il cielo s'apriva in una luce

aurorale

come il tuo sorriso

*

sparire nel nulla

è l'urlo della rosa strappata

da mano indelicata

consola a tratti un palpito

di luce selenica

che abbraccia il ricordo

ravviva empatie

gentile il velo spiegato

dell'angelo

su un lato del cielo

*

forse solo nell' oltre saprò

si scioglierà l' enigma – e intanto

i tuoi modi garbati che ritornano

nella camera viola della mente

mi sorreggono per il tempo a me concesso

mentre perso sono

nel perimetrare il vuoto che lasci:

un' ombra feroce

mi strappa all'abbraccio del sangue

il buconero risucchia

presenze umori respiri

non il tuo garbo che in me

non si cancella

*

non ti vedrò più Nina

se non in vaghezza di sogno –

oggi mi nutro come un passero

dei tuoi scritti di luce che aprono

su universi solo a te noti

e che forse ospitano la tua

essenza mentre mi appare

delinearsi il tuo volto

in una nuvola vagante

in questo cielo bianco di silenzi

*

e tu a lumeggiare le mie sere

anima di candore e di sogno

si fa conca il cuore

ad accogliere

dei versi dettati da un altrove

*

l'anima tendeva alle stelle

quando tu Nina apparivi

rosavestita

stagliata contro un lembo di cielo

ti fermavi nella piazzetta e

ti facevano festa i colombi

planando sul mangime che spargevi

allora

il tuo sorriso era una pasqua

mentre il tempo aveva una sosta

*

dimmi Nina: che vedi

tu che hai casa nelle nuvole

tu che sai il linguaggio dei voli?

forse

la giovinezza spezzata

che ora in lampi di déjà vu ritorna?

o

rivivi nel cuore

verde dell'acqua

che ti vide sirena emula del canto

di odisseo

rapimento

dei sensi

che in sogno ancora mi seduce

*

ahi i ponti sgretolati

o pure considera quelli

detti collanti di carne e di sangue

e il desiderio che

si fa arco d'amore

filo teso d'acrobata

all'altro capo sei Nina

e mi vedi adesso

varcare fra nuvole in sogno lo spazio

di un volo fino alle tue braccia

*

il tuo volteggiare Nina

nelle stanze viola della memoria

– dicevi il reale non è fatuo

apparire o entrare nello specchio

dell'essenza evocando

palpiti di luce

di un tempo senza tempo

noi dal celeste palpito

dicevi – qui siamo

affratellati nel sangue

con la terra e la morte

© Felice Serino

GIOIELLI RUBATI

Dal Domenicale di Flavio Almerighi

https://almerighi.wordpress.com/.

.
Geografia di graffi

dirò di quella volta
che l’ondata mi strappò
come una gigantesca mano
dallo scoglio
pensavo fosse finita
mentr’ero sballottato
come una cosa
poi mi guardai
la geografia di graffi
e mi toccai
inebetito

Gioielli rubati 3

https://almerighi.wordpress.com/

Lungopò
noi due mi dici
siamo della stessa pasta-
quanto a me non so dire i difetti
la trave nel mio occhio

le anatre abboccano
le nostre briciole
tra dorati riflessi e giochi d’acqua
tu
ti mantieni bella e gli anni non sciupano
questa luminosità del viso

mi chiedo quanti inverni
ancora nelle ossa
che gemono nelle giunture

Gioielli rubati 5

Angelo
angelo icona della volta
che mi vedevi da lassù
la testa all’ indietro
a contemplare i lineamenti perfetti
nei tuoi occhi vedevo palpitare
il cuore della Bellezza e
m’incantavo
poi per paura
del male del mondo
la sera mi rifugiavo nel sogno
di te e toccavo il cielo
quando
dopo la mia accorata preghiera
venivi a visitarmi

Gioielli rubati 8

La rosa di sangue
in sogno spio
se riesce a passare “qualcuno” per la cruna
Dio non è stanco
mai dell’uomo
gl’ insulti gli sputi
gli scivolano addosso
Lui perdona sempre perché “non sanno”
sempre viva è la rosa di sangue
e splende di bellezza

Gioielli rubati 18

Sapremo

sapremo – io di te tu di me dei nostri
scheletri nell’armadio
di ciò che non ci siamo detti
delle ammutolite coscienze nell’ora
alta delle scelte
dove si curva l’orizzonte dei pensieri

sapremo – ùnon per speculumin aenigmate:
trasparenti saremo

Gioielli rubati 23

E oggi che mi ritrovi uomo fatto

padre che sei rimasto di me più giovane
consumato anzitempo
una vita sul mare e le brevi
soste col mal di terra

avevi la salsedine nel sangue

così presenti mi restano
le rare passeggiate mattutine
e mai che mi avessi preso
per la strada in discesa
a cavalcioni sulle spalle

di carezze non eri capace

e oggi che mi ritrovi uomo fatto
sai: mi fa male quel distacco

Gioielli rubati 24

Elegia
ora m’incolpi del mio silenzio?
e Tu dov’eri mi chiedi
quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci
in verità
ti dico
Io sono la Vittima l’agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda
anch’io in sorte ho avuto una croce
la Croce
la più abietta la benedetta
ho urlato a un cielo distante Padre perché
perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto

Gioielli rubati 27

Anche per voi

salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte

Gioielli rubati 31

Qui ci sta bene uno spazio

ecco vedi
la poesia deve respirare
nascendo dal bianco
innalzarsi come
cresta d’onda per poi
immergersi fino allo spasimo
in profondità d’echi e ancora su
con lo slancio felice d’un
enjambement
vedi
la poesia è una tipa
selettiva
sfoglia scandaglia spoglia
immagini le riveste a sua
somiglianza
porta
sogni e nuvole al guinzaglio

Gioielli rubati 88

La casa delle nuvole

cieli d’acqua e cavalli
d’aria
lì custodisco ore
sfilacciate e segrete pene
-oh giovinezza di deliri e
notti illuni
lì dove il turbinio
degli anni
è rappreso in un palpito
che nell’aria trema

Gioielli rubati 92

Luna park

ride la piccola Margot
alle smorfie del papà che si rade
“suvvia ti porto alle giostre” e
lei s’illumina di gioia e
poi a cavalcioni sulle larghe spalle
nella fantasmagoria delle luci
un po’ ci si attarda
nell’aria ancora calda di fine settembre
riverbera una miriade di
stelle negli occhi innocenti
mentre le nasconde
il resto del viso una montagna
di zucchero filato

Gioielli rubati 93

Spleen (2)

lo scoglio
e tu
come un tutt’uno
quasi sul ciglio
del mondo avvolto
in una strana luce

labbra di cielo
questo
contatto di sole

vedi nell’aria
marina
un gabbiano planare
su una solitudine
che ti lacera
all’infinito

Gioielli rubati 106

Le vele del sogno

me ne andrei quasi di soppiatto
alle prime luci
mentre si fredda la tazzina
mai portata alle labbra

entrerebbe il vasto orizzonte
nei miei occhi azzurrocielo
il mare aperto
nell’abbraccio
delle vele del sogno

Gioielli rubati 123

L’ombra 2

meridiana a perpendicolo
poi eccola s’allunga
l’ombra oscuro specchio
che mi ripete
si spezza allorché riflessa
tra pigre nuvole nel lago

Gioielli rubati 124

L’albero di Giuda

tagliando per la pianura
non trovavi più il cuore
sulle punte delle stelle ti volevi trafitto
e il sangue quasi ricamasse
una scritta ingloriosa

ma il tuo albero
ecco venirti incontro
e già il cappio
vederlo
-sinistro

Gioielli rubati 131

Cavalli di nuvole

i primi smarrimenti: quando ti sembrava
dovesse cascare il mondo-
disegnavi angosce o voli
pindarici nell’aria
da una feritoia ti guardava
un pezzo di cielo-
tu ragazzino -ricordi-
rifugiato in una baracca
a smaltire l’ “onta” di una derisione
non sapendola costellata di prove
la tua stella

intanto
cavalli di nuvole
a sequenza
dicevano la vita leggera

Gioielli rubati 140

Fedele alla vita
mia vita
senza rete t’appigli
alla Bellezza intaccabile
a quella del cuore e alle
armoniose figure della danza
o del cavallo nel bianco salto

finché ti chiedi dov’è
lei l’irraggiungibile
non tutto è perduto

voltato sei sul giusto
versante lucente ancora
una volta – vita
fedele alla vita

Gioielli rubati 160

Avevo in mente una poesia

stamattina avevo in mente una poesia
stasera
non ricordo più nemmeno un verso

ho lasciato il foglio bianco
con flebili echi d’un mezzo secolo e
ora rammento solo una pioggia di luce
di stelle sopra il letto
e il caldo abbraccio di lei

sullo schermo della mente
un vissuto che sembra ieri

Gioielli rubati 167

Ai piedi della notte

un nodo d’inquietudine sospesa
si scioglie ai piedi della notte
sotto una luna ammiccante
l’amore è come l’ansimare del mare
s’abbevera del sangue delle stelle
aduna in sé il sentimento del tempo
vòlto dove è dolce la luce

Gioielli rubati 178

Emarginato

quest’uomo: tristezza
d’albero nudo
avanzo di vita aperta
ferita

-occhi scavati
che perdono pezzi
di cielo

quest’uomo
puntato a dito

quest’uomo fatto
torcia

per gioco

Gioielli rubati 184

La luna dei poeti

ho la luna dei poeti
-pesci sull’ imum coeli–

scivola
la barca della passione
verso terre di mistero

pesco sogni di ragno
nell’ intreccio di parole
nate sulla bocca dell’ alba

mentre
uno sbuffo di vento
porta afflati d’ amore

Gioielli rubati 190

Dei miei detrattori

(Diocleziano, uno dei più odiati della storia)

lasciai alla terra il corpo-zavorra
da cui forse con sollievo mi trassi
se sia ala d’angelo a coprirmi
il disonore -si dirà- ora che
s’una misera tomba s’accanisce
dei miei detrattori il ghigno
feroce e lo sputo

Gioielli rubati 195

Il mare era una favola

“non vorrei più uscire da questa
dimensione eppure basterebbe
come altre volte
stringere forte gli occhi e…”

ma voglia non ne avevo – poi giocoforza
mi ritrovai quasi deluso nel mio letto

avevo lasciato un mare che era
una favola
un’immensa tavola
imbandita per i gabbiani a frotte

Gioielli rubati 204

Spleen 4

brusio di voci

galleggiare di volti
su indefiniti fiati

si sta come
staccati
da sé

golfi di mestizia
mappe segnate
dietro gli occhi

vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce

Gioielli rubati 210

La colpa

sono io quel ragazzo che
scappò da casa con poche lire in tasca
e un quaderno d’improbabili versi?

lo sono sì ma dopo sei decenni
non mi riconosco in lui se non nel sogno
ricorrente che al mattino mi lascia
il cuore stretto dall’angoscia

sarà un residuo di “colpa da espiare”
per aver procurato un veleno sottile
a chi bene mi voleva

Gioielli rubati 215

Creatura

sembra che il solo sguardo
la mantenga in vitala sua creatura
ché Lui la pensò
ancor prima di sognarla
in forma ed essenza
poi del sogno
il suo farsi
carne e respiro

Gioielli rubati 222

Non sei dei loro

nel chiuso della stanza o
di pomeriggio nel sole
da un po’ ti sorprendono
a parlare coi morti – questi
non tornano e tu non sei
dei loro -ancora-

sono spirito (ma di essi
poco si sa) -ubiqui
ti leggono il pensiero e a volte
giocano con le nuvole – quando
nelle tue pareidolie
ti pare ravvisarli

Gioielli rubati 228

Dammi cuore (preghiera)

dammi ancora tempo
tempo per sognare
altre vite
tempo per arcobaleni e luce e voli

e che io fedele sia
alla verità

alla fine dei giorni
che non debba vergognarmi di me

dammi altro tempo – dammi dolore
per gli ultimi
dammi cuore per gli ultimi

Gioielli rubati 236

Di noi.

di noi
mostriamo esigua vita
più l’esteriore che
quella che ferve nel sangue
i viaggi mentali i sogni
mistero ch’è appannaggio
di proprietà esclusiva

-la testa reclina
il nostro fido ci guarda attento
come cogliesse pensieri

.Gioielli rubati 247

Fogli-aquiloni
impregnati dell’humus dell’estro
del vasto respiro di cielo
svolazzano s’impennano appena
liberati dall’artefice dei versi
-suoi non più suoi-
a volerli divulgare per il mondo

Gioielli rubati 254

I tuoi santi

corda tesa tra la bestia e l’angelo
scala al cielo per
l’Assoluto

c’è sempre
l’iconoclasta che
lascia osceni echi nel sangue
dileggiando i santi che
tu Nina preghi incessante

Gioielli rubati 261

Reliquie

a scrivere non la mano
ma la mia radice ferita

testimonianza siano
non lettere storte sull’acqua
o che volteggino eteree
dissanguandosi in volo

ma i momenti che restano
nel tempo appesi al cuore

Gioielli rubati 277

Primavera

mattina sul lago: si spalma
sugli occhi la luce
intonano melodie uccelli di passo

è un fremere di gioia la pineta

Gioielli rubati 291

Era una favola il mare

consapevole di trovarti nel sogno
chiederti se riuscirai ad uscirne
tuttavia volendoci restare ancora un poco

ché
era una favola il mare
su creste d’onde guizzavano pesci
dalle squame luccicanti nel sole

calavano gabbiani a frotte

Gioielli rubati 301

Divagazioni sullo zero e sulla o

il nucleo l’anello l’uroboro
due zeri abbracciati ti danno
il simbolo dell’infinito
puoi notare
la vocale o di rimbaud
gli ovali dell’ottocento
la bocca spalancata nell’urlo di munch
le bolle di sapone
immagina
gli occhielli delle forbici gli oblò
simili allo zero o alla o

Gioielli rubati 325

Calvario

(a San Massimiliano Kolbe).

portavo le mie quattr’ ossa sul calvario
accomunato alle migliaia di sventurati
lungo i binari della morte.

ti parlo
a nome di chi nome non aveva
ti parlo dalla regione del dolore
con la bocca dei morti.

ove germogliano fiori
di quel perdono che non è dei vivi

.Gioielli rubati 339

 

Si spalma la luce

come ti butta?

i passeri hanno fatto il nido

primavera s’infiora la luce

si spalma sugli alberi le case

quanto a me una distanza

mi separa sempre da me

Gioielli rubati 353

 

*

 


FUOCO DIPINTO
(2002)

1

CIELO INDACO

confondersi del sangue con l’indaco
cielo della memoria dove l’altro-
di-te preesiste – sogno
infinito di un atto d’amore

2

DENTRO UNA SOSPENSIONE

forme-pensiero dilatò
il mandala e una rosa di immagini
gli si aprì a ventaglio dietro
la fronte –
col terzo occhio (in un
capriolare all’indietro di dolce
vertigine) fu risucchiato in stanze
della memoria archetipa e
da luce noetica immerso
in una pace amniotica
-appena un grumo
in sintonia col pulsare di miriadi
di cellule ora si fondeva
col respiro dell’immenso corpo cosmico

3

AZZURRE PROFONDITA’

la testa affondata nel cielo (azzurre
profondità rivelano ombre
essere i corpi) -il foglio la mano un
vuoto-
mi levo dal sogno bagnato
di luce

4

SONO UN MISTERO A ME STESSO

da me una distanza mi separa
attraversa un incendio
la carne
per farla d’aria – vitreo
sperdimento

mistero a me stesso

e il mondo
fuoco dipinto

5

DOPPIO CELESTE

entrare nello specchio esserne
l’altra faccia:
uscire dal sogno di te stesso
apparenza tornata pneuma:

ri-unificarti col tuo doppio
celeste il-già-esistente di là
dal vetro: tua sostanza e pienezza

6

TRA ONIRICI LAMPI

tra onirici lampi
ride la tua immagine d’aria
intagliata nell’ombra del cuore

7

I FUOCHI DELLA LUNA
Giro di luna

giro di luna bivaccante nel sangue
baluginare d’albe e notti
che s’inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare
di creatura celeste
che a lato mi vive nella luce
pugnalata

8

PAESAGGIO INTERIORE

segreti cosmici ha il sangue: sperimenti
il mondo immaginativo nuotando
nel sangue come un pesce –
abitando le stanze dei nervi – leggendo
la geografia delle vene:

ti sintonizzi con la danza
delle molecole: sei nella danza: la danza

la circolazione
sfocia nei sensi: emerge un mondo
ispirato – da musica delle sfere –

9

FUNZIONE DEL CORPO

polvere stellare
corpo-immagine specchiato
narciso
corpo-mito
venere da spuma
desiderio / vita che non demorde
corpo piagato
primavera del corpo

10

LA DIFFICILE LUCE

esistere nel mondo: l’Essere
decentrato estraneo a sé
(lobotomia della propria
Immagine interiore –
da dispersioni di Energia
cristallizzati aneliti in un cielo
strappato voci
spezzate sul nascere)

rimanere in essere
incapsulati in una vita ch’è copia
sfocata dell’Originale:
diminuzione vita
a metà

pure:
zampillo d’acqua viva
dall’Io subliminale

la difficile luce

11

GRIDO IL MIO NOME

smarrimento dell’essere a
mimare la morte
io anelito sulla
bocca di Dio
perduto grido il mio nome
nei crinali del vento
discendo
nel mio specchio
attendo
una nuova nascita

12

TIRO ALLA FUNE

luce/ombra le mie due metà
tendo all’Uno all’androgino
l’io la linea che mi
divide
in grovigli di vene
sussistono tutti i contrari
un tiro alla fune
finché
non si frantuma il mio corpo
di vetro

13

IO

da acque amniotiche
gettato dentro il mare-mondo
l’io: tanti io diversi

io sospeso spasimo
fatto vertigine e sogno
io-onda io moltiplicato
e pure a sé ignoto
io mancanza vuoto
d’arto amputato

14

AZZURRO

passaggio dal
nero al bianco
l’ascendere alla luce
azzurro quello delirante
di mallarmé la vocale
o di rimbaud
la rosa azzurra
azzurro: tutto il cielo
negli occhi
azzurro manto
di Maria

15

VIA LATTEA

cammino luminoso scala che unisce
il mondo dei morti a quello dei viventi:
a una estremità la costellazione
del Lupo – Antares – sorveglia
l’entrata nel regno dei morti – all’altra
quella del Cane – Sirio – apre
la salita del cielo e guida
i naviganti: è la stella
Maris – la stella del mare e la stella
di Maria

16

VITA

lascia che m’incenerisca
per nuovo sorgere
adamantino
nell’aria secca del fuoco
lascia
ch’io mi bagni fino al cuore
della luce della tua saliva
voglio sentire il mio essere
avvolto nel risucchio
del tuo imbuto cosmico
del tuo vuoto affamato

17

L S D

nella magnetica notte allucinata
a vivere la tua morte urlata
anima infeconda strappata alla
pseudoincarnazione di un sogno:
parvenza d’amore immagine
accartocciata mortale

18

MAGNETICI OCCHI HA LA NOTTE

(a Hemingway)

come una morte tenuta in vita
questa vita
compagna la bottiglia
che almeno stanotte allenti
quel suo morso
a ricucire lo strappo infinito
domani un colpo e
ti adagerai nell’ombra
occhi in liquido cielo
capovolto

19

LA VITA NELLE MANI DEL VENTO

palpebre d’aria
chiuse sulla disfatta del giorno
(depistate tracce
rotte smarrite
a insanguinare il vento:
ruotare del tempo
nella sua vuota occhiaia)
anse d’ombre
annegano il grido
dell’anima giocata testa e croce

20

COME SOSPESI

è perdersi nelle stanze
arimaniche
questo disconoscerti
poesia della vita
è come stare sospesi
nello sporgersi
da delirante vetta interiore
l’aprirsi
di crepaccio
la sua bocca ad urlo

Fountain pen on stationery

Poesia: Crafting Unique Moments Through Personalized Poetry

21

PAROLA

(una stella di sangue è il sole
della pagina)

parola – tua preda o forse
tu
sua preda

amore
zenitale

le nozze del fuoco

22

SOGNO

(a Dino Campana)

si librava lo spirito nello
splendore di quel sorgere:
si chinava
il Sole a baciare la
sua storia: a
rischiararla tutta – in un istante

l’anima del
poema mai concepito
s’imbeveva di alfabeti
ineffabili –
galleggiava in quella luce
bianca

23

IQBAL

[in memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,
portavoce dei diritti dei bambini lavoratori,
ucciso a 12 anni, il 16 aprile 1995.]

come un bosco devastato
intristirono la tua infanzia
di pochi sogni

tra trame di tappeti e catene
ancora grida il tuo sangue nei piccoli
fratelli

quel mattino che nascesti in cielo – dimmi –
chi fu a cogliere il tuo dolore adulto
per appenderlo ad una stella?

24

NEI TUOI OCCHI DI VENTO

[A Davide, morto a 17 anni
il 16.4.1995, la domenica di Pasqua]

ti videro rimbalzare come un fantoccio
contro il parabrise

eri la loro preda di turno: sul collo
il fiato di quella banda di cani
armati di mazze

(arancia meccanica
una domenica pomeriggio
quando le ore si dilatano e
la città è una giungla)

sui tuoi sogni si era chiusa la Notte

ti ho rivisto all’obitorio: sentivo
palpitare un intero
universo
nei tuoi occhi di vento: Davide
non più diviso tra terra
e cielo

25

NELL’INDICIBILE

tu dici è scandalo la morte ma può
esserlo la bellezza perduta del fiore o
della farfalla che vive la luce di un giorno?
dietro il velo dell’esteriore il fiore
il verde la foglia – parte del cosmico
sé di cui è specchio il di qua – vivono ab aeterno
l’indicibile essenza di fiore/verde/foglia

26

A RISALIRE VORTICI

a specchio di cielo
cuore
a risalire vortici
di vita dispersa
(d’ore
ubriache)

vorresti tuffarti
nell’azzurro fonderti
con la luce

27

ESSERE

bava di ragno a tessere
unità del tempo
(gusci d’entità
masticati da morte)

essere
come momento
il Sé
universale

perdersi in chiarità
di cielo
farsi libro aperto

(dove albeggiano
azzurrità
di strade alte)

28

DA QUESTO MURO

da questo muro
trasudo le morti di tanti
sono l’urlo di ginsberg
il grido di munch di guernica
queste parole sono pallottole
dirette al cuore
voce di chi non ha voce verità di Cristo
di certo m’imbavaglieranno

non sopportano di guardarmi negli occhi

29

ANCHE PER VOI

salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte

30

LA FORZA DELLA PAROLA
a Dalton, Heraud, Urondo

-tre poeti assassinati – mi diceva
(occhi persi nel vuoto
a inseguire chissà quale visione) – tre
in posti diversi – (ne rammentava solo
vagamente i nomi e i luoghi)

-vedi: – puntualizzava – il potere è nemico della luce:
non sopportando la forza
della parola
si mimetizza viscida serpe
tra sterpi e inietta il suo veleno –

31

LA FORZA OSCURA

ingoio tenerezze davanti
alla poesia di un tramonto ma so
d’essere anche di quelli che non sanno
guardare la bellezza negli occhi
senza assassinarla

… e allora cos’è
questa forza
oscura che mi strappa
gli angeli dai sogni? chi
il nemico di dentro che affiora
a violentare
il fragile azzurro?

32

UN DIO CIBERNETICO?

vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
(ma la notte del sangue
conserva memoria di volo)

vita
sovrapposta alla sfera
celeste regno d’immagini
epifaniche / emozioni
elettroniche
eclissi dell’occhio-pensiero

33

RISALIRE ALL’IMMAGINE INFRANTA

(A Danilo Dolci)

risalire all’immagine infranta
dove è voce del sangue
la ferita aperta del cielo – limare
le parti non combacianti
con la figura del divino: è questo
il tuo credo e
la chiami città
terrestre la tua voglia
di rivoluzione: tu innamorato
dell’uomo nuovo – del suo
costruirsi incessante –

34

AION

1.
chi ti ha fatto sapere ch’eri nudo?
l’entrare della morte nel morso
della mela
(si erano creduti il Sole
scordando di essere riflessi)

1.a
il serpente mi diede dell’albero e…
eva la porta
di sangue
per dove passa la storia

2.
nell’incrocio dei legni
la conciliazione degli
opposti (lo scheletro del mondo)

2.a
è il Figlio che pende
dai chiodi
la risposta a giobbe

3.
ancora l’assordare dei martelli ancora
un giuda che fa il cappio abbraccia un albero di morte

sulle labbra il fuoco del bacio

35

LA VIDA ES SUENO

A Calderon De La Barca

col poeta dici la vida
es sueno mentre ti dibatti
in un non-tempo onirico:
ma
se nel saperti
forma vuota volessi
uscire dalla vita
non c’è
grido o sussulto che tenga

36

TRASFIGURATI ANELITI

(a Emanuel Swedenborg)

(quest’abito sta stretto – è
peso di terra

un fuoco passa per la carne)

ali ha lo spirito per
vastità ineffabili

per volare fra le braccia della
luce

profonde azzurrità
l’attraggono – sua origine e
sorgente

trasfigurati aneliti hanno
occhi di cherubini

di là – benevoli

37

NEL PAESE INTERIORE

nel paese interiore eiaculo i miei sogni –
fuoco e sole dell’anima – vivo
una stagione rubata al tempo (mimesi
icariana sul vetro del cielo)

nel paese interiore brucia il mio daimon
di febbre e di luce

38

NEL ROVESCIAMENTO

non vedi al di là del
tuo naso scientifico:
come leggessi sull’acqua
lettere storte: poiché noi siamo
nel rovesciamento e
negazione
ci appare la grazia

39

QUALE AMORE

nell’amore sai non c’è ricetta
che tenga: è buona regola giocare di
rimessa / vuoi

possedere l’oggetto d’amore e
resistere all’amore Quello-che-si-
dona

tu cuore diviso tra cielo e
terra carne/amore non più che sparso
seme

40

CANTO PER NKOSI

(E violentaci dunque)

(In memoriam: a Nkosi Johnson, morto a 12 anni, il 1° giugno 2001, a
Johannesburg. Nato sieropositivo, fu scelto come testimonial contro il
morbo dell’ AIDS)

(Non posso pensarti dolente
da che morte odora di resurrezione.

Eugenio Montale)

colei che ti diede vita
la sai madre di cielo
bambino che hai corteggiato la morte –
tu messo in un angolo come vergogna
presto non più
che mucchietto d’ossa – Nkosi
sei la nostra Coscienza:
e violentaci dunque nel profondo
-tu bambino già adulto-
con la purezza del tuo giorno breve

mentre questa morte – vedi –
già s’ingemma di sole

41

UROBOROS

calato
in un io che non sai dire
chi sia se non presenza
passeggera:
sospeso esistere
nel seme dell’amore:
attesa di pienezza nel pleroma

42

CONIUCTIO
(a C. G. Jung)

quando si unificheranno gli opposti e il Sé
riaffermerà la propria natura ermafrodita
e dallo squarcio del velo di maya
si manifesterà l’Altro – la nostra
controparte
(sconosciuta e prismatica) che
ci visita in sogno – l’occhio
interiore: allora còlta la totalità
si sarà dissolto insieme allo schermo
di apparenze nomi e forme
insieme alla rappresentazione della storia
e ai fiumi di sangue e di parole

anche il sale delle nostre lacrime

43

CHI SIAMO

caduta la carne
svelati a noi stessi
(resteranno graffi
nel cielo a presenza
d’un vissuto stuprato):

non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma
dove l’essere si aprirà
in fiore

44

ATTIMO-FUTURO

1.

nell’addentare il frutto proibito
si ritrovò affamato d’amore

1.a

(fu il creare gioco o sogno di Dio / coito mentale)

1.b

(si mordeva la coda il serpente uroboro
racchiudeva in sé l’uovo del mondo)

1.c

in quell’attimo infinitesimo la
storia dell’uomo era già scritta: passato e
futuro un tutt’uno simultaneo

2.

non lui va verso il futuro: esso
gli viene incontro ed è già presente
focalizzandosi in fotogrammi: ciò che avviene
esiste prima di lui: forse in un’altra
dimensione egli l’ha già vissuto (presente
a sé come il sé nel sogno) (abitante il riconoscibile istante
dentro una sospensione)

3.

il déjà vu è acquattato tra pieghe dell’inconscio

3.a

come in una sequenza di specchi
gioca con l’alter ego nell’eterno presente

punto da cui si vede il Tutto

versante luminoso del Sé: l’aleph

45

PLATONE

essere
notte dell’anima
il cammino
il tempo è la caverna
lancinante
attendere ti trapassi
amore sole cosmico

46

LETTERA DA UN AMICO

-non serve voltarsi indietro- mi scrivi -:
se metti in conto i limiti
le morti contratte le paure
passate e avvenire se porti in cuore
sventrate lune albe-capestro
se non ti esponi per
puro calcolo non fai
che raccogliere i frutti d’una vita
spesa male: presto
essa ti presenta il conto – deve questa vita
restarci nelle mani: dare tutto
se stesso a perdere arricchisce:
amare non è forse una scommessa?
dici (e la parola è bisturi): percorri
lo stretto marciapiede a lato
del cuore: nel profondo di te nel buio
di stelle calpestate ascolta il grido
verticale
che da caduta può farsi preghiera

47

DEUS ABSCONDITUS

(sempre a metà strada noi: sempre
nella terra di nessuno: il
fratello oscuro che s’agita nel sangue
(lato notturno dell’anima) che mima
il dolore del cosmo

(attraversando la valle della morte
penetrati da tutto il freddo del mondo: immersi
fino all’ultima fibra dell’essere
in un dramma da consumarsi fino in fondo)

il Dio che sta dietro le apparenze: il Dio
sconfitto nella storia Dio-del-paradosso
che vince con la debolezza – il Totalmente
Altro: l’increato (ab aeterno) che si
a u t o l i m i t a

per recuperare la sua potenza alla
fine dei tempi – grumo di vortice d’astri –

48

LUCE AL TUO PASSO

(dal crogiuolo del dolore guardare
oltre il visibile oltre
l’io – schermo di carne)
ma più in là non vuoi vedere – solo
cattiva stella che graffia
l’azzurro del tuo cielo
(ed è gioco perverso pensarla
nel tuo codice iscritta):

non esiste solo nelle favole
il tuo angelo: egli da dietro il velo
del tempo è luce al tuo passo
perché vivibile sia questa vita: perché batta
nel sangue un tempo tuo – rotondo
(non sai che della polvere dei sogni
son fatte le sue ali?)

attiva il terzo occhio – sii come
la clorofilla che si nutre di luce

49

CIELO INTERIORE
(a Gustavo Rol)

cosmonauta di spazi
sovramentali
trasfiguravi il tempo
velandolo d’irreale:

quiddità di un cielo
interiore
aperto su mondi paralleli

50

IL LAGO DEL MIO SPIRITO

al di fuori di me –
io stesso luogo-non-luogo –
mi espando

di cerchi concentrici è il lago
del mio spirito: sasso gettato
dal capriccio della musa

fremito d’acque e stelle

51

JUNGHIANA

legato a un vago giro di pensiero
alla tua libido caro freud antepongo
la vita che guarda se stessa guardarsi:
il centro del mandala dove la luce
pensa – le nozze alchemiche – alla
mancanza di sacralità il Pesce *
(Unus mundus) –
all’analità l’Anima l’Animus
l’Ombra – il corpo che si apre nel suo doppio – la
nostalgia di un cielo prima della caduta

  • Simbolo del Cristo

52

NELLA VALIGIA (NOTE DI VIAGGIO)

(il chi-siamo-dove-andiamo:
dove la mente
inlabirinta)
l’io
vestito di nebbia
promesso alla morte –

(nella valigia pronta la perdita
originaria la vita a
metà)

destinazione: il Sé

53

AGAPE / EROS / PHILIA

imago dèi: noi chiamati
ad amare (senza essere nostri)
noi abbracciati dalla
Luce: dai tre aspetti dell’amore:
Dio madre / amante / amico
(agape / eros / philia)

l’Uno dai molti nomi:
sole – oceano – fortezza

LA DIFFICILE LUCE
(2005)

54

LA TUA POESIA

capriolare nel mare prenatale
ripercorrere a ritroso
la vita
azzerando l’Io spaziotempo –
leggere la vera sola poesia
aprendo
gli occhi sul Sogno infinito:

Poesia cavalcherà
in un’ albazzurra i marosi
del sangue
fiorirà negli occhi di un’eterna
giovinezza

55

ANGELO DELLA POESIA

librarsi della tua ala azzurra nel mio sangue

io-non-io: in me ti trascendi e sei

d’ineffabili alfabeti s’imbeve il nascere delle mie aurore

56

TECNICHE DELLA MORTE

atomi di solitudine
abbandoni / distacchi / fini
assaggi di morte
le morti figurate i
suicidi/omicidi camuffati
la notte blu dell’anima
morte presente dalla nascita
morire porta sul nascere
emigrare di forma in forma
o Dieu purifiez nos coeurs
ora e nell’ora della nostra morte

57

LA VITA INESAURIBILE

la mente in stand-by
ti culla un canto
d’alberi e di cielo
assapori per poco ancora
il tepore delle lenzuola: ora
senti la vita che ti scorre
dentro come un fiume (batte
rotondo nel sangue il tuo tempo –
ti senti in comunione col sole):
adesso che afferri
vita – più vita – allontani
per paradosso la tua
dissoluzione

58

ANGELI CADUTI

fuori dal cielo
bevvero l’acqua del Lete

ora non sanno più chi sono

presi nella ruota del tempo
mendicano avanzi di luce – curano
le ali spezzate

per risalire nell’azzurro

59

VENTO DI MEMORIE

è salamandra
sorpresa immobile
che finge la morte
due braccia schiuse a croce
vento di memorie
la vita
-ora sospesa
carne e cielo

60

LA FORZA GENTILE

Dio è paziente: ha sogni
per l’uomo infiniti – frutti
immarcescibili
(centro del cosmo: non è
il suo un giocare a dadi)
egli visita le nostre
piaghe – manda angeli
a spazzare gli angoli del cuore
(suo disegno è
la Bellezza)
la sua forza è gentile

61

I LATI DEL VOLTO

tra reale e apparente l’ovale
del volto che ti guarda dal fondo
dello specchio – il non poterti
vedere come gli altri
ti vedono – la parte di te
l’inespressa forma
spiandoti
di sbieco è perverso
gioco: incontro con l’Ombra

62

IN FONDO AGLI SPECCHI

(a J. L. Borges)

in un moltiplicarsi di specchi
imprigionata è la luce
dei tuoi déjà vu –
s’odono se ascolti i sordi
tamburi del sangue
in fondo agli specchi dove si
legge l’eterno ritorno
-lì è il centro il mondo
rovesciato

63

ONNIAMORE

accettare di farsi
trasparenza (libro aperto)
lasciarsi attraversare
dalla vita – da morte-vita (rosa
e croce) –
da Colui-che-è: l’Onni
amorevole

di fronte all’Assoluto

…immersi
nell’Assoluto –

quando il R a g g i o
assorbirà le ombre

64

SOSPENSIONE

tempo elastico
gli orologi molli di dalì
tempo-sospensione l’aprirsi del fiore
tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre
tempo diluito non-tempo onirico
tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh
tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale

65

NEL SEME DELL’AMORE
a Tagore

ascolta
…non senti urgere vita più vita
nel seme dell’amore che
aspetta di esplodere in un abbraccio cosmico?

66

VITA IN NUCE

sangue del pendolo
tempo-maya dagli occhi
di giada
capovolti

nell’oltre è cuore
del sole abisso
di cielo – antimondo

67

A

1.
vocale
in sospensione come urlo
muto – il bianco
dell’urlo
il nero
di rimbaud

2.
ritrarsi del
fuocosacro a un
vaneggiare di gole
spiegate /
scimmiottanti maiacoschi

68

COGLI IL MIO MORIRE

cogli il mio morire tra una
radice di sangue strappata e un’altra
appena nata dal suo grido

69

GANDHI

miracolo il sorriso
interiore
mentre il mondo ti ringhia addosso

ti offri s’apre una rosa
di sangue

nel Cielo un canto d’alleluja

70

VERSI ALL’AMORE

irradia un sole il cuore
che vuole incenerirsi
nelle tue braccia
ove la Bellezza delira

il tuo sguardo s’instella
dove comincia il cielo
anima bella
farfalla imprevedibile del volo

71

PARUSIA
(nell’ultimo giorno: scaduto il tempo osceno)

sporgersi sull’oltretempo ai bordi
della luce
presenze
evanescenti in chiarità
di cielo: farsi
corpi di luce

72

INFANZIA

[Eravamo nell’età illusa
Eugenio Montale]

la tenerezza dei giorni verdi
sparpagliati
nell’oro del sole appesi
alla luna

il papà dalle spalle
larghe come la volta
del cielo

quel sentirsi dèi – quasi
alati senza peso – e
non sapere la vita

Innocenza nostalgia del paradiso

73

ADOLESCENZA ASPRI SAPORI

adolescenza aspri sapori
occhi belli fieno nei capelli
alle spalle della notte
fuggire nello schiaffo del vento

74

NEL PERDURARE LA LUCE

le ore arroventate: erano
estati lunghe a morire

le corse pazze le ginocchia
sbucciate nel perdurare la luce:

ancora un mordere
la sanguigna polpa del giorno – ricordi? –

75

IL NULLA LUCENTE

in ka* nulla è casuale
credi morire non è farsi
pietra e silenzio: è grido
liberato pietà che vede –
ruotare
su cardini rovescio
del guanto – essere
sogno? luogo-non-luogo ubiquità
e s p a n s i o n e : lacerante
biancore il nulla lucente **

  • ka: il “doppio” incorporeo dell’io
    ** P.P.Pasolini, da Poesia in forma di rosa

76

GRAVIDE DI LAMPI

la luna piegata sui miei fogli
compone queste lettere
gravide di lampi
tagliate nella luce
assetate
nel supplizio dell’inchiostro
vibranti
su pentagrammi di sogni

77

SEI LUCE SEI FUOCO

presente a te
chiamami amore
la bocca colma di luce
sei fuoco
antimondo
chiamami a un silenzio
galattico
presente a te
fuoco-luce chiamami
da un mondo di vetro

78

POESIA ONIRICA

il sogno sfoglia
spirali di memoria
al lume di luna
disegna
il sonno delle cose

79

LA LUCE GRIDA

la luce grida aprendosi
uno spazio nel cuore

80

UN VERSO SALVAVITA

un verso salvavita ti bagna di luce
nell’orfanezza del Sogno

81

FIGURA

indiafanata da un vento di luce
sei immagine di sogno che svapora
in un cielo di cobalto

82

POESIA

scavare nascere nel bianco – parola
intagliata nel cielo del sogno –
è come estrarre sangue dalle pietre

(ecco forbici di luce
sfrondarti):
la pagina è tuo lenzuolo
mentre in amplessi
cerebrali muori-rinasci

(da un luogo puro giunge questo sole
sulla pagina)

83

ZEN

(non
studiare il taglio
di luce come l’artista)

non scegliere:

lascia
che sia fa il vuoto
fino
a essere e non essere

84

SONO DEL CIELO

sono del cielo
circumnavigo
psiche
abito la morte
di me stesso
insieme a tanta vita

85

CADUCITA’

il tempo è uscito dal calendario
in un balenìo
di stagioni e amori
svolando
obliquo
nel sole con ali d’icaro

86

A META’ DEL SUO CORSO LA NOTTE

a metà del suo corso la notte
inghiotte l’ultima luce
rende
suoi ostaggi i corpi

su un mondo immateriale
-più nostro-
il sogno apre il sipario

87
CREATURA DI SABBIA

io non io esisto
di qua di là dello specchio -una
distanza mi separa: vivo mi
avviluppo in un sogno
lucido

Sogno sono di me

io creatura
di sabbia

88

VOLI A SOLCARE L’INDACO

(voli a solcare l’indaco
staccandosi dal tramonto)

ti sveni come questa luce –
dai muri diroccati
dalle feritoie a spiarti
gli anni spogliati nel cuore:
l’infanzia che rimonta
dentro te come un sole (il sangue
sparpagliato nella luce):
l’esplodere dei sogni che aprivano
i mattini – l’innocenza
negli occhi di pianto
di quel fanciullo col suo aquilone –
sparito nel profondo azzurro…
89

IN UN PUNTO DELL’ETERNO

(momento)

spiove luce di stelle
la stanza si riempie di cielo
come quando
in un punto
dell’eterno palpitò la mia essenza
biancore irreale
carne-e-cielo
l’Io
nell’oceanosogno si guarda cadere
a imbuto
fuori del tempo
fino all’attimo prenatale
alla luce del sangue

90

M’INONDO’ IL SOGNO

fuggii negli specchi
sprofondai nei cieli anteriori
cavalcando eoni-spaziotempo
vidi nella memoria cosmica
il centro di me
dove ardeva il mio sangue
in simbiosi col palpitare degli astri

il mio sangue confuso col cielo
della memoria
precipitato nella vita
——————————————-

IL SENTIRE CELESTE
(2006)

91

ARCHETIPI O LETTERE CELESTI

sulla pura pergamena
della sostanza primordiale
tutti i pensieri lo Spirito scrive
con l’inchiostro luminoso
della divina emanazione: nel Libro
dei libri sotto forma di archetipi
o lettere celesti si trova tutto
quel che fu è e sarà

92

POESIA COSMICA

io-non-io:
lasciare che mi superi
la luce

sentirmi espandere
nell’amore
infinito sparso per il cielo

83

ROL

Fantasia

nel giro d’una
luna
ti sognerò levarti
da orizzonti di fuoco
su cavalli
d’aria
dipingere arcobaleni
coi colori dell’amore

94

MIO SANGUE ALATO

tu come un’esplosione
all’aprirsi del fiore –

vita: mio sangue alato

ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato

95

SPRAZZI DI PACE

spiove dal cielo una luce
di stelle gonfie di vento – quasi
provenisse dall’oltre

nel cuore un aprirsi
di sprazzi di pace: vedermi
in tutto con il mio sognare –

il vissuto la vita
sognata

96

L’OMBRA

negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce – se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?

pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà

che estinta con l’ultima sua luce
rientrerà nel corpo-contenitore
unificata con la terra – senza un grido
tutt’uno con la morte –
senza perché – solo ombra

97

IL PECULIO DI LUCE

(a Simone Weil)

(occhi come laghi
abbracciano da eco
a eco
fremiti di vita)

ha mani che sfondano muri
di solitudine

amore

germoglia grido di luce
da nuovo dolore


A beautiful poem about letting go and allowing yourself to fall into your lover’s arms by Janne Robinson. Excerpted from her poetry collection “This Is For The Women Who Don’t Give A F#CK” published by Thought Catalog Books | ShopCatalog.com.

Poesia: Bringing Your Emotions to Life with Expert Poetry Services

Felice Serino

Il sentire celeste

98

SIESTA
(Entrando in un sogno lucido
con la visione dilatata di gatta che si stiracchia)

le fauci spalanca la natura animale in enorme sbadiglio
della tigre di blake a ricordare la geometria felina
dinanzi agli avanzi della sua preda sanguinolenta
nella solitudine lucente tinta dalla cenere rossa del tramonto
pancia all’aria nella conca del sole occhi socchiusi impastati
dell’ultima luce in un tempo sospeso un silenzio
che disegna l’atavica forma aperta del grido

99

NEI MIEI SOGNI

nei miei sogni ricorrenti il mare
ne attraverso lunghi tratti io che appena
sto a galla – altre volte mi trovo
in viaggio (nave/treno) o mi vedo nella
casa giù al paese a tavola
coi parenti che mi ricolmano fino
agli occhi e mi accorgo che sono in ritardo per
il lavoro ora nemmeno più ricordo dove
ho parcheggiato scendo di corsa salgo
scalinate eccoli i miei morti i parenti
sorridermi mai che mi dessero
numeri

(ora non sogno più a colori
vividi né di librarmi come
falena contro il soffitto

100

CREATURA

mi godo la luce
come farfalla
sul palmo della tua mano

Signore non posso
che offrirti il mio niente –

fragile creatura
una morte ti devo

101

PARVENZA D’AMORE

pietre ancora calde di sole
con la luce declinante
una virgola di amore ti è rimasta
negli occhi
-un sangue rappreso

come un olio è passata la luce
sopra il dolore –
pseudoincarnazione di
un sogno –

102

HA MEMORIA IL MARE

grovigli di rami
disegnano
la forma del vento
voli
di gabbiani ubriachi di luce
a pelo d’acqua decifrano tra
auree increspature le vene del mare

interroghi sortilegi nella
vastità di te solo
ti aspetti giungano da un dove
messaggi in bottiglia un nome un grido
ha memoria il mare
scatole nere sepolte nel cuore
dove la storia
ha un sangue e una voce

103

SPAESANO LE ORE DEL CUORE

i primi turbamenti i morsi
dell’amore – luce
d’infanzia come sogno scolora
dove l’orizzonte taglia il cielo

spaesano le ore del cuore
nel giorno alto

104

ANANKE

più a morire che a nascere a
volte – un colpo e via è preferibile
dici ma anche la pianta si
ammala e soffre in natura si sa
tutto soggiace a legge:
la
supernova che collassando si fa
buco nero e noi
mortali…

105

GIOCO DI SPECCHI

l’ambiguità è forse nel sogno
mentre vivi e ti cammina a lato
un altro te – insospettato

allora è sogno la vita? o
riflesso copia sbiadita o
gioco di specchi in cui
ti chiami e ti perdi…

106

ROSA D’AMORE

letificato d’amore angelicato fiore

si schiude la rosa
fra cristalli dell’inverno

107

A RISALIRE LE ORE

non resteranno tracce
dei giorni informi
solo parole
scritte sull’acqua

a risalire le ore
del sangue il vortice
del vuoto: solo
parlerà l’amore
che si è donato

108

ANCHE A META’ UN SORRISO
(anche a metà un sorriso
è terapeutico:
sprecato è il giorno senza
la sua luce)

fare anima aprirsi
al nuovo come cercare
un tesoro con occhi tornati
innocenti

coltivare la
meraviglia il bambino che
è in noi unico
filo rosso
109

STANZE
[ispirata leggendo Il corponauta –
appunti di viaggio di uno spirito libero,
di Flavio Emer]

io pensiero dilatato
a spolverare le stanze dell’oblio
sulle pareti la memoria
ancestrale
metteva in luce emozioni dipinte
su volti che furono me

rifluiva dai bui corridoi
degli anni il vissuto
a imbuto
mi perdevo come in sogno
nell’abbraccio di quelle figure che
accendevano il mio sangue

110

PER SPECULUM IN AENIGMATE

chi sei: quale il tuo nome nel registro
della Luce quale la tua figura
inespressa

questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli di cui non è memoria

…caduto
il velo il tuo Sé faccia a faccia

un ri-trovarsi:
moltiplicato

111

LA SUA LUCE DI MILLE SOLI

ci accecherebbe la sua luce
di mille e mille soli
se solo potessimo
vederlo con occhi di carne

Lui l’absconditus –
Colui
che indossò una carne (e
la sua carne
vestì una croce): che
per sollevarci
si fece bambino e ultimo

112

LE TUE POESIE

sono astruse dici parlano per lo più
di cieli e affini mai di quaggiù – lo
ammetto ma ti pare siamo solo di terra e
non fatti d’infinito e di mistero o
materia dei sogni come il cuore sente?
farsi d’aria e parlare col cielo non
insegna forse a vivere in terra?
a riscattarsi da debole carne?

113

ACQUE

1.
acque uterine dove sognammo di nascere
oceano circolare mare
di nostra madre

2.
lavàti
con acqua e sangue – fonte
battesimale seconda nascita

3.
acqua è porta
acqua è Vita
venite a me
Io vi disseterò

…camminava sulle acque
coniugava le forme dell’acqua

“oceano circolare mare / di nostra madre”: versi adottati
da Jean Debruynne, L’acqua battesimale

114

IO-UN ALTRO

questo sentirmi diviso: e
non riconoscermi come
il fuori del mio dentro:
convivere con gli umori
di un corpo di morte
115

IL MONDO LE COSE DEL MONDO
a padre Pio

il mondo le cose del mondo
ci devono scivolare addosso
come acqua – dicevi
mentre era un sorriso
interiore a illuminarti –

guaglio’:
la casa del Padre è in fondo al tuo cuore
ma è il cuore
un campo di battaglia: a ogni giorno basta
la sua pena –
116

FRAGILE FOGLIA

e nel momento del distacco
l’io si farà fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di vento

117

NELL’ABBRACCIO DEL MISTERO

terebrante luce: intima
ferita celeste

(la sfiorano
le balsamiche dita
di Amore)

nell’abbraccio del mistero
farsi trasparenza
espansa
percezione di sensi
———————————————–

DENTRO UNA SOSPENSIONE
(2006)

118

SE QUESTO MONDO

se questo mondo ti ha forse
deluso è perché ho lasciato
che ti perdessi e dal tuo
vuoto mi tendessi le mani

su me che sono altro
scommetti pure la tua vita
di me non vergognarti:
ho offerto il mio Essere
carne e dio
al supplizio del legno
mia rivincita d’amore

sono il mattino che ti coglie
cuore di madre

119

LETTERA
(frammento)

non angustiarti se non sai pregare

se preghi con la testa tra le nuvole

lo fai e bene se spandi
su foglio metafisica luce

e il soffitto ti si fa cielo

120

E’ IN TE NELL’ARIA

è in te nell’aria
sottile la senti
la mancanza di vita piena
ma è regale regalo
questo rapido frullo
d’ali
atto d’amore
non affidarlo nelle mani del vento

sii àncora
gettata nel cielo

121

E’ VELO CHE CADRA’

è velo che cadrà
la carne

rendere fruttuosa la morte
perdendo la vita

(rovescio
dell’io tra nome e senza nome)

ma è l’amore che mi sceglie

(nudo
alla luce)

ho sognato d’essere trasparente

122

VISIONE

imbevuto del sangue della passione un cielo
di angeli folgora l’attesa vertiginosa
nella cattedrale del Sole dove ruotano
i mondi
è palpito bianco la colomba sacrificale

123

QUEL SORRISO

oltre lei forse fra le stelle
dura quel sorriso che nell’aria
ti appare ora sospeso come fumo

lucido incanto il tuo
sperdutamente altrove –
l’ha disperso il vento

124

VERTIGINE DEL VUOTO

[leggendo E. M. Cioran]

sognandosi al di sopra dei precipizi
le vene cariche di notti
carpire qualche vertigine all’Abisso

125

ELEGIA DELL’ULTIMO GIORNO

ormai è passata come tutte
le cose dell’aldiqua prendila come
un sogno anche se sogno non è
questo nell’ultimo giorno avrò da dirti
fratello a me nella carne e nello spirito
marchiato a fuoco
ma tutto questo doveva accadere ti dico
perché “si compissero le scritture”

ora m’incolpi del mio silenzio e
Tu dov’eri mi chiedi quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci in verità
ti dico Io sono la Vittima l’agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda
“quando avete fatto queste cose ad uno
di questi piccoli l’avete fatto a me”

anch’io in sorte ho avuto una croce la Croce
la più abietta la benedetta
anch’io ho urlato a un cielo muto e distante
Padre perché

perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto

126

DAL DI FUORI

precipitati da un primo
mondo di luce indivisa –
essere qui e insieme
altrove

dal di fuori il pulsare
dell’universo
impregnato di dolore e di canto

questo dolore questo
canto: ne siamo
l’essenza

siamo volti che galleggiano
sulla superficie di un sogno

127

RISVEGLIO

tra le pieghe della storia
c’è sempre il maligno
che strappa
le più belle pagine di poesia

un giorno i morti
risvegliati
da pioggia d’uccelli
le ricomporranno
in musica celeste

128

SOSPENSIONE

un camminare nella morte dicevi
come su vetri non conti le ferite
aspettare di nascere uscire
da una vita-a-rovescio

riconoscersi enigma dicevi
di un Eterno nel suo pensarsi

129

SCONNESSIONE

pensavi guadagnare la chiarezza?
la vita imita sempre più il sogno
nelle sconnessioni avanti con gli anni

ti coniughi ad un presente che s’infrange
dove l’orizzonte incontra il cielo:
e ti sorprendi a chiederti chi sei
oggi da specchi rifranto
e moltiplicato
mentre il tempo a te ti sottrae

130

SPERDIMENTO

silenzio-ombelico di luce –
affondo
in vertigini di cielo

… unforgettable…
le uve dei suoi occhi
ad addolcire il sangue

(sperdimento il tempo
che si sfoglia e squama
questo cuore di paglia)

131

ALZHEIMER

dello stupore della vita
egli non ha memoria
né dell’infanzia
né di un amore
ora intagliato
in una finestra
consuma giorni in attesa
che gli si sveli
il paese della meraviglia –
dove la mente
come un sole si e s p a n d e

132
SOTTO UN MUTEVOLE CIELO

[leggendo Sandro Penna: una cheta follia, di Elio Pecora]

sotto un mutevole cielo chiuso
nel tuo grido di diverso

cresce la luce a cui vòlti
le spalle: voglia di sparire
dentro un sogno o restare
nell’ora dolce dei vivi

133

LASCIATE CHE SOGNI

lasciate che sogni il paese
delle più dimenticate musiche
dove vibra la segreta stella del mio sangue
il paese del Tutto dove nel tutto esisto
senza limiti
in una infinita danza dove sono la danza

134

LA NOTTE LATERALE

unghie crescono nella morte
il gravitare dell’ombra che
ti segue a lato – questo
sentirti enigma vederti
nel sogno moltiplicato
da una vertigine di specchi a
scalare la notte

135

MORIRE A RITROSO

amiamo ciò che passa
legati eppur distanti
a corpi di carne mentre
il tempo scava lento
per noi e per la morte che
buca la notte
è un morire a ritroso finché
si esce da questa
vita da questa
morte

136

PREGHIERA

spogliami Signore da questa morte che mi veste
lasciami rifugiare come un uccello bagnato
nel tuo dolcissimo abbraccio di madre
che racchiude il respiro degli oceani il poema del vento
ch’ è onda di suoni e soavissimo amore
fa’ che nello specchio del cielo
mi pervada l’angelica ebbrezza
del girotondo planetario non prima che quest’anima
indegna si lavi nel sangue di tuo Figlio

137

L’ESSENZIALE

arrivare all’essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta – un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)

così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all’Essenza: non altro
della vita
che avanzi in pasto al suo vuoto
famelico

quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra

138

NON POSSIAMO CONCEPIRE

non possiamo concepire come
chi ci ha lasciati
in un fresco mattino di settembre
ci appaia più grande si espanda
corteggiando le stelle
questo è parte del mistero
non dover essere ma essere-di-più
in pienezza
e perché poi ti sconcerti che l’io
debba disintegrarsi con la sua
tronfia ruota-da-pavone
quest’io a cui credi appartenere?

139

NEL BUCO NERO DEL GRIDO

nel buco nero del grido
s’attorciglia
la spiralante
vertigine di munch

140

LA PARTE CELESTE

vera rivoluzione sarà
l’oltre: mi sveglierà
nel sole in un paese
innocente *- il cuore
s’irradierà di gioia
piena nella vertigine
della luce – ricongiunto
alla parte celeste
puro tornerà alle
origini – perso e
ritrovato –

al seme della meraviglia

*da un verso di Ungaretti

141

AD ALTEZZE SEGRETE
(volontariato)

sperimentare l’Indicibile

spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto
ad altezze segrete

sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita –
lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso

142

RAMMENDI AZZURRI
(per il 25° anniversario di matrimonio)

in braccio al vento
questo giorno dai rammendi azzurri

——————————————-

LA BELLEZZA DELL’ESSERE
2007

143

LA BELLEZZA DELL’ESSERE

la bellezza dell’essere
è di una certa età
dipende
dal modo in cui la percepisci
quando ti commuovi per un nonnulla
scambiando un sogno per una visione
ti senti tornato bambino
lo sguardo perso ad inseguire un volo
non temi l’ ignoto
quando in vita ti sei ben speso

144

SULLE RIVE DEL MISTERO

ciò che non appare mistero
neppure è bello *

fragile come i sogni
spaesa il cuore
di là del mare

tutta
una vita –
… finché lo spaesare
non si adagia
sulle rive del mistero

*frase presa in prestito dal mio amico
pittore-poeta-critico Andrea Crostelli

145

MAYA

il di qua dice l’asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno

sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito

non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra

si è dunque
del cielo o anelito
d’infinito ancor prima
del primo respiro?

-certa è la fiamma che dentro
ci arde – sottile –

146

IN SOGNO RITORNANO

[ispirata nella notte del 25.3.07]

in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
si affaccia nel tuo sogno sudato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti
emerge dai fondali
dell’inconscio dove naviga il sangue
e tu non puoi disfartene

147

INSOSTANZIALE LA LUCE

insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)

luce verde della memoria
scuote la morte:

il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo
presto deperibile

148

UNA VITA
(a Jung)

perdutamente
dei sangui
l’aprirsi d’echi
su cieli
anteriori
lo spazio
d’un grido

149

PREVITA

cosa saremo ora non sappiamo
bene ci conosce il Demiurgo già
in mente Dèi eravamo prima
della creazione pur senza saperlo
ingabbiati come siamo in questa vita

puro anelito di spiccare il volo

150

EVOCATIVO

come in una bolla d’aria

si ha vita
dentro il fiato
di sogni sgretolati

151

RICORDA

[ispirandomi a David Maria Turoldo]

sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina

ma sei amato

immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia

ritorna a volare:
ti attende la madre al suo nido

ricorda: sei parte
dell’Indicibile – sua
infinita Essenza

nato
per la terra
da uno sputo nella polvere

152

LACERA TRASPARENZA

insaziata parte
di cielo
vertigine della prima
immagine
e somiglianza
vita
lacera trasparenza

sostanza di luce e silenzio

sapore dell’origine

fuoco e sangue del nascere

153

ALLA FINE DEI TEMPI

“Per risplendere devi bruciare” – John Giorno

deve il maligno consumare
il suo fuoco – stravolgere
la faccia del mondo
fin quando uscirà di scena

la vita: “la vita può andarsene domani” *

-cerchio breve che si chiude

la consolazione per chi resta?
aspettarsi alla fine dei tempi
un radioso trapasso:”ch’io
non resti confuso…”

*verso di Paolo Bertolani

154

QUALCUNO MI CONOSCE

somigliano i sogni
a queste nuvole a stracci

mai come ora
ho bisogno d’un gancio
per appendermi al cielo

155

LONGEVI

brindano al mistero della vita
forzano le porte
della sera – vedono oltre
dove altri non vedono: per loro
il sognare non ha più fine:
hanno occhi
lavati con acqua celeste

156

UN SOLO RESPIRO

la porta stretta –
dove macera amore

(nell’oltretempo risiede
il Verbo e
il suo cuore-battito
d’universo)

a un solo
respiro si tende –
oltre un tempo
di transizione

157

IL PARADISO SE AMIAMO
(sentenza facile con versi facili)

(il grido dell’afflitto
anima sparse stelle)

terra è dolore il cielo amore?
l’inferno ce lo facciamo noi

terra è pianto?
il cielo canto?

il paradiso se amiamo
è già qui

158

NELLA DANZA

quando ti adagerai nella tua ombra
e avrai già l’inverno nelle ossa
esulta perché sarà l’ora
d’essere trasfigurato
pervaderai con una particella
di te ogni cosa
l’anima si confonderà con le stelle
allora entrerai nella danza
nel Signore della danza

159

ENTRARE NELLA LUCE

[ispirata nel dormiveglia il 2.10.07]

leggere sull’acqua
lettere storte
camminare nel mistero a volte
con passi non tuoi

nella parusia entrare nella luce
goccia
che si frange nel sole

-che contiene un mondo

160

IL SOGNO E’ UN’OASI

un grande desiderio di azzurro
urge nel sangue
senza più odio e dolore
solo amore –
un arcobaleno di amore

nella notte dell’anima
acceca il bagliore della lama
dello sparo – “caino dov’è
tuo fratello” –
ancora e ancora
l’assordare
dei martelli che inchiodano al legno

è il sogno un’oasi di pace
nel cuore devastato

… non si tende alla bellezza?

161

SE CI PENSI

capisci quanto provvisoria
è questa casa di pietra e di sangue
dove tra i marosi il tempo
trama il tuo destino di piccolo uomo?

se ci pensi:
quale enigma ti sovrasta
mentre la vita non è che un batter d’ali

-e tu immagine
passeggera
dentro gioco di specchi
copia sbiadita riflesso del riflesso –

ci sei ma non ti appartieni
sebbene all’esistere
ti attacchi
come ostrica allo scoglio

mentre ti ripugna
il disfacelo lo scandalo
della morte
il salto nel vuoto

162

MONDO

freddo incanaglito la tua iniquità
è specchio che deforma
la bellezza del creato

tu esperienza della ferita
per l’amore che lasci morire
ci lascerai incastrati
tra questa e un’altra dimensione?

dell’uomo incompiuto vòlto al cielo
tu mondo piaga e grido

163

MOMENTO

ad Angela

torpore:
velo di tenebra sugli occhi
mano che ti muore nella mano

ed è bellezza anche questa:
minimo ritaglio dell’eterno

164

A SPECCHIO DI CIELO

a specchio di cielo
il tuo coniugarti
corpo-amore
albero che veste
primavere
grido
di terra
benedetto –
fonte di luce-vita
corpo-amore

165

ANELITO

rinascere dal cuore

come una fortezza
il peculio di pena ha elevato
il silenzio al rango della luce

166

SU UN VERSO DI PESSOA

(In un volo)

di felicità effimera
brucia il tramonto in un volo
che si perde dietro l’ala
di vetrocemento
fin che giunge lo sguardo…

(apparizione o forse
déjà vu)

IN UNA GOCCIA DI LUCE
2008

167

IMMERSI NELL’ASSOLUTO

come in una bolla d’aria o goccia
di luce

si ha vita
nel fiato del Sogno infinito

168

SPIOVE LUCE

spiove luce
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria

siamo frecce
scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?

169

AVVOLTI NELLA LUCE

se nascere nella morte
è questa vita
breve sarà il vagare
nella tenebra della conoscenza
per noi apprendisti
dell’Indicibile
legati da una promessa di sangue
a Chi ci tende nei secoli
le braccia aperte in forma di croce

170

SIC TRANSIT

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge

è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza

lo scheletro la trasparenza

171

DISTACCO

giungere dove ogni linea s’annulla

un brivido bianco… e sei altro

fiume che perde nel mare il suo nome *

*da un verso di Billy Collins

172

IN UNA GOCCIA DI LUCE

s’arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un’acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all’Immenso
allora non sarò più
quell’Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d’amore
in una goccia di luce

173

LIBRO SACRO

perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa’ che sia pane
non polvere nel vento la Parola

174

SCAVANDO NEL PROFONDO
a Giuseppe Soffiantini

rimuovere i macigni
di odio e vendetta
che tengono in ostaggio per la vita:
questo rispecchia

il tuo animo regale
tu che umanizzasti il tuo carnefice

tu che sai il dolore
della luce – sentinella dell’aurora

175

NEL SEGRETO DEL CUORE

tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne

custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni –
le coordinate dei sogni – e
l’insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti

-che tenga lontano la morte

176

L’ESISTERE SPECCHIATO

con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte *

ma a te presente un altro
te – il Sé celeste – l’esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere –

un mondo in un altro

*il corpo secondo la Bhagavadgita

177

BARLUME

qui non altro
che un barlume di vero
dove cielo decaduto
è il cuore in tumulto
che spera anela a una riva
di pace

per acquietarsi

178

RI-CREARE LA BELLEZZA

A Lolek (Karol Wojtyla)

la pietra scartata è la prima
della Bellezza – che trasuda
il sangue della luce

-posata sulla stoltezza
del mondo

179

PENTECOSTE

aleggiare dello Spirito sulla
creazione

l’Avvento: respiro
dell’Altissimo
(virgola-di-fuoco) in
fragilissimo cuore
– un angolo
di cielo

180

TURBINE VORTICA

turbine vortica intorno al chi sono

non altro sapere che la tua
inconsistenza

-ma a un tempo
di contenere un mondo –