
Di cosa ha bisogno un essere umano?
scritto, senza rileggere, da Niccolò Corcos.
giu 20, 2026
Di cosa ha bisogno un essere umano? Certo, è strano che uno pensi di poter trovare il singolo, unico, bisogno dell’essere umano. E non solo è un po’ arrogante, non trovi? Ma addirittura direi che è quasi impossibile, perché manca una definizione di chi sia un essere umano. Già, con questa definizione io includo tre soggetti distinti e diversi: io, la collettività e la specie.
Quindi procediamo per strutture ampie. Definizione di essere umano: Un sistema. Con questa definizione riusciamo a integrare i tre aspetti io, collettività e specie. Un sistema concentrico che addirittura mi permette di espandere la relazione tra uomo e essere. E già questo cambia la definizione di partenza. Non più essere umano dove umano è aggettivo dell’essere, ma essere e umano insieme come congiunzione. Questo risolve un problema molto importante, perché induce la tentazione, il rischio di cadere in tentazione, di definire l’essere in senso antropomorfo. E anche se Galileo ha chiarito che è la Terra che gira intorno al Sole, tutte le volte che guardiamo l’alba ce lo dimentichiamo.
Di conseguenza, per fare una valutazione dei bisogni dell’essere umano, possiamo calcolare, cosa valida per entrambi i tre più uno sistemi, la funzione entropica, oppure anche una semplice funzione di produzione calcolata con la formula della produttività marginale. Applicando questi semplici concetti, possiamo tradurre in modo che sia facilmente immaginabile, oltre che razionalmente comprensibile, la valutazione di un sistema in base a quanto sporca. E se lo valutiamo in questo modo, a prescindere che sia io la società o tutta la specie, sporchiamo tanto. L’impresa uomo è in fallimento e non solo in bancarotta fraudolenta, ma con l’aggravante di non rispettare il suo dovere di dominus, cioè di soggetto animico che ha responsabilità dell’anima del mondo. Tenendo presente che il balzo demografico, già esponenziale. Calcolandolo per test e condominio, ha assunto proporzioni incalcolabili se lo calcoliamo in base alle interazioni tecnologiche. In termini di rumore di pensiero e interferenza, l’inquinamento acustico ambientale ha superato il problema della plastica nell’acqua.
Di conseguenza emerge l’urgenza di riportare il sistema in efficienza e per poterlo fare è necessario rianalizzare tutti quelli che sono i cicli di produzione, la comunicazione tra cicli e il progetto stesso e gli scopi.
Come sappiamo, ogni tipo di ristrutturazione in un sistema complesso comporta una necessità di riserve e costi, che in questo caso è difficile valutare perché va a toccare direttamente il diritto di esistenza alla vita dei singoli. Ne consegue che se devo cambiare macchinario in un’impresa perché sta lavorando al 120% e questo non può sussistere nel medio periodo, per quanto riguarda la ristrutturazione del sistema umano, non posso dismettere soggetti viventi e invito ad accantonare l’idea anche nella memoria. Quindi l’unica soluzione è che l’essere umano comprenda che l’unico modo che si ha per poter ricostruire un’attività produttiva di utilità e quindi intelligente, è quello di ridefinire i valori di stima con la collaborazione consapevole di ognuno di noi. Da qui il vero unico bisogno di un essere umano è sempre quello: conoscere se stessi. Dante lo esprime, secondo Semenza, “Fatti non foste per vivere come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. L’unica possibilità che abbiamo di esistere è di prendere coscienza della nostra natura autentica, e solo in questo caso sarà possibile recuperare quel valore del tempo. Esattamente come dice l’Apocalisse, il tempo della rivelazione. E seguendo sempre il passo del Vangelo in senso laico, chi ha orecchie per intendere, intenda, il primo passaggio da fare è comprendere che sia necessario imparare ad ascoltare cominciando dalla propria voce e, quindi, dal proprio respiro.
Niccolò