La postura in Meditazione

Ci sono molte tradizioni e molte posizioni di Meditazione. Ci sono insegnamenti che sono basati sull'incrocio delle gambe, sulla posizione, del loto, la posizione in ginocchio seduto sui talloni. Io preferisco insegnare una postura di Meditazione seduti su una sedia, perché essendo occidentali, siamo seduti per molte ore al giorno. Le tradizioni orientali, essendo più a contatto con la terra, utilizzano posture che coinvolgono tibia e perone come base di appoggio. Noi occidentali siamo abituati a camminare e a sederci su sedie per molte ore al giorno. Per questo motivo, è più naturale per noi adottare una postura di meditazione seduta su sedia, simile all'antica "seduta del faraone", che risulta più congeniale alla nostra costituzione fisica e alle nostre abitudini quotidiane.

Le tradizioni orientali, essendo molto più a contatto con la terra, utilizzano posture che coinvolgono tibia e perone come base di appoggio. Noi occidentali, invece, siamo più abituati a utilizzare i piedi come punto di appoggio. Anche se utilizziamo una seduta occidentale, questo non toglie che la connessione con la terra rimanga fondamentale: essa avverrà semplicemente attraverso la pianta dei piedi.

Le radici rosse

Le radici rosse sono un'istruzione di base fondamentale da praticare costantemente. La pratica continua delle radici rosse permette di mantenere un campo energetico solido e ben compatto. La maggior parte delle persone ha un campo di energia collassato o con blocchi.

Questa è una delle poche istruzioni tecniche che fornirò, ma riveste un'importanza fondamentale. Per il momento, mi limiterò a dare indicazioni solo a coloro che comprenderanno la rilevanza di questo concetto. Chi lo farà riceverà ulteriori approfondimenti. (segue)

Fatti non foste a viver come bruti — Sintesi in dialogo

Dante lo sapeva. Nel Canto XXVI dell'Inferno, Ulisse non esorta i compagni con una promessa di paradiso. Li esorta con un dato di fatto: siete fatti per la virtù e la conoscenza. Non per vivere come bruti. La parola bruto non è un insulto estetico. Deriva dal latino brūtus — pesante, immobile — e si aggancia al greco βροτός ( brotòs ): mortale. Ciò che è pesante cade. Si deposita sul fondo. Perde la capacità di elevarsi. La brutalità non è un difetto del carattere: è la condizione di chi accetta di essere solo un corpo che obbedisce alla gravità. L'etimologia di bruto porta a brotòs, che significa mortale. Quando un aggettivo definisce l'essere rendendolo mortale, la bruttezza fonda l'essere. La radice indoeuropea produce pesantezza, significa che porta in fondo. Esatto. E Omero lo fissa nella formula epica: οἷοι νῦν βροτοί εἰσιν ἐπιχθόνιοι — "quali sono ora i mortali che vivono sulla terra." L'aggettivo epichthónioi viene da chthôn , il suolo profondo. I mortali sono strutturalmente definiti come coloro che sono legati al suolo e destinati a finirci dentro. Quindi il trauma è questo: è il blocco della pesantezza. Trauma uguale interruzione temporale. Il dolore è l'incapacità di lasciare andare gli scenari del passato. L'orologio si ferma. Non vivi nel presente: sei incastrato in un loop. La neurobiologia lo conferma. La corteccia prefrontale sinistra, quando processa l'isolamento o il rifiuto, attiva gli stessi circuiti del dolore fisico. Se non si hanno strumenti per compensare, il cervello comincia a inviare allarmi continui: "hai sbagliato", "sei in pericolo". In Italia questo loop è istituzionalizzato: si ripete ogni domenica. Signore, non son degno. È una programmazione linguistica. Si imposta nella struttura neurale per ripetizione. E Medusa? Medusa trasforma gli uomini in pietra. La pietra è la massima espressione della pesantezza. Le sue sorelle sono immortali. Lei, che è mortale, vuole l'immortalità rubando il tempo agli uomini — congelando la loro vita. L'occupazione dello spazio sacro serve a riempire la cantina umana di simulacri di morte. Lo spazio sacro è geometrico e funzionale: è il vuoto necessario per muoversi. Se la cantina è stracolma di dogmi e traumi non digeriti, l'essere umano è paralizzato. Non c'è spazio per l'azione. Allora da dove si comincia? Espirare. Non è una metafora. Quando si espira a fondo, il diaframma risale, la pressione intra-addominale si modifica, il pavimento pelvico si rilascia. Il sacro si orienta verso il basso. La testa — che pesa tra i 4 e i 5 chili — si allinea sulla struttura ossea invece di essere retta dai muscoli del collo in contrazione cronica. Il cervello smette di essere in modalità emergenza. Smette di monopolizzare l'ossigeno disponibile. Il tiranno della testa cede. Io sto a sei cicli respiratori al minuto e fumo, e sono pure vecchio. Ma ho una forza incredibile. Non perché produco più energia: perché non la consumo inutilmente. Esatto. Non si tratta di produrre di più. Si tratta di smettere di dissipare. Il punto finale è questo. La mortalità è un'ipnosi collettiva. Io sono soltanto un fenomeno, come un numero di un dado. Ma il dado è quello che conta, non i numeri che escono. L'individuo è la manifestazione temporanea — il numero sulla faccia del dado. La forma muta e scompare nel tempo-spazio. Il dado, l'Essere, resta intatto. Chi sposta il peso sull'Io isolato spezza l'equilibrio, attiva la forza di gravità del brutus e si condanna come brotòs . E Kronos? Kronos mangiava i suoi figli per controllare il tempo, per bloccarlo. Aveva paura che i figli gli facessero cambiare il tempo. La Chiesa, con San Paolo, ha solo parassitato questa struttura già esistente. La domanda è una sola: ho ancora voglia di dare energia a un parassita? Smettere di alimentare il parassita è un atto biologico, non ideologico. Significa ritirare il consenso. Non convalidare il codice vero/falso dell'autorità costituita. Lasciare che il sistema decada da solo, privato di carburante.

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la postura in meditazione 2

La pratica della seduta è la seguente: Non si sta appoggiati alla sedia, ma lo schienale, i glutei e metà della gamba sono perfettamente aderenti alla sedia. Consiglio di mettere due cuscini, uno sotto sulla sedia e l'altro a metà, in modo che vada a dare sostegno alla base del coccige. È molto importante che si riceva un sostegno alla base del coccige, perchè abbiamo perso un po' di elasticità delle pelvi e del bacino. Questo consente di appoggiare un'estensione maggiore dei glutei sulla sedia. È essenziale che le ginocchia siano più basse del sedere. Questo permette al corpo di scaricare una parte del peso sulle gambe e sull'appoggio a terra. Le gambe sono di rete barricata a 90 gradi. La punta dei piedi prosegue la direzione delle ginocchia. I piedi sono completamente aderenti al terreno. La schiena non è dritta. Il corpo è rilassato, accasciato. Inizio a visualizzare delle radici che scendono giù profondamente al centro della terra, direttamente nel cuore della madre divina o della madre terra. Queste radici sono rosse o violetto melanzana, rossi rubino o violetto melanzana. Espiro e inspiro, non ci sono intervalli tra l'ispirazione e la ispirazione. Faccio due, tre, quattro cicli senza fretta. Inizio a sentire che l'ispirazione spinge verso il basso un liquido rosso intenso positivo che scende giù attraverso le gambe cave lungo le radici fino al centro della terra. Inspirando sento che questo liquido denso rubino chiaro risale lungo le radici, mi attraversa le gambe cave e sale su verso il bacino, mantenendo la respirazione lenta, profonda, solo con il naso, la bocca serve per mangiare. Quando mi sento confortevole con immagine, quando sento che posso sostenere questa immagine a lungo, inizio lentamente a introdurre un intervallo tra il ciclo di espirazione e quello di ispirazione. Seguo il mio tempo. Quando sento che il respiro si allunga la pausa di ispirazione comoda. Continuo a ispirare il liquido rosso dal centro della terra, espirandolo giù dalle gambe verso il centro della terra. Inspirando il liquido rosso sale, formando un tulipano con quattro petali, due davanti e due dietro sulle fasce laterali e addominali. I petali che salgono lungo la schiena coprono i fianchi e i rini. Il liquido rosso sale e arriva all'altezza del cuore eterico, al centro del petto. I petali formano una coppa all'altezza del chakra del cuore e io entro lì dentro, mi siedo lì al centro del petto e resto lì. E' importante praticare con intenzione e fiducia questo movimento ma non troppe volte, perché deve essere integrato con un movimento che porti a distendere le vertebre dorsali, tutta la colonna vertebrale e arrivare su, fino alla sommità della testa. Quindi diciamo che questo esercizio lo potete fare tre, quattro, cinque volte, poi è necessario procedere verso la distensione della colonna vertebrale. Ma questo passaggio successivo sarà ripreso in un altro documento. Mi fermo a metà di un esercizio perché è sufficiente per avere una certa percezione, è sufficiente per fare gli esercizi mentali che poi spiegheremo. Non crea nessuno tipo di effettivo cambiamento e quindi non produce un effetto di rimbalzo senza rompere il lavoro. Quindi avete una certa sicurezza nel praticare questo lavoro e rendervi conto se è qualcosa che vi interessa veramente. In tal caso ci sarà un video o probabilmente anche per le lezioni direttamente con me. Sono insegnamenti antichi e potentissimi. Vanno dati con rispetto e chi lo chiede deve prendersi la responsabilità di quello che riceve e quindi deve conoscerlo. Deve sapere cos'è, se non diventa una specie di trappola manipolatoria. Concludo dicendo che il Papa ha le calze rosse e non è un caso.

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