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Why Choose Poesia 2 for Your Local Needs?

367
PALPITI

la parola graffiante
ferita viva lascia nel bianco

l’anima in luce
di sangue
si china sulla bellezza
mentre
rossi palpiti annoda
un navigar di vele
sull’aperto mare del sogno

368
DA UN ALTROVE

a volte la tua vita la pensi
come fosse
in mano a un vento che t’avvolga
in un mantello di luce

tu che in azzurre volte
ti perdi: dimmi cosa
senti da un altrove?

forse
lontananza che richiama
un altro Sé?

369
DOVE NASCE UNA POESIA

non puoi sapere come e dove nasce
una poesia – arco
teso dell’essere che

sulle ali del vento
corteggia il sogno e
pentagrammi disegna

mentre la Musa
come una Venere
esce da un bagno di liquida luce

370
SCRIVI SUL VENTO

non vedi di là del tuo naso
se ridimensioni la trave nell’occhio
dove l’ego veleggia
per terre di conquista

corri sul filo di abissi
di vanagloria

il tuo sogno
cattedrali di nulla

girasoli accesi ed arco-
baleni pare t’invitino
stolto che te depredi
del bello

metti in tavola
pane e rancore

disamore scrivi sul vento

371
VERITA’

non scritte sull’acqua
le mie parole

pure mi nascondo
come l’inchiostro simpatico
mi paleso a chi mi sa
leggere tra le righe

sarebbe
dare perle ai porci
uno sbandierarmi ai quattro venti
per chi è sordo
alla stregua dei potenti

372
L’ACCUMULO

ti preoccupi per il vestito? e
per l’oro nei
forzieri dove urlerà
la ruggine?

la so quella certa
malattia contagiosa
serpeggiarti nel sangue

guarda i gigli
del campo – Lui dice

e
ti senti come chiuso
all’angolo

Lui: ti fidi?

mai hai visto un sì benigno Cielo
accoglierti

373
PER VOLARE

pensa: sono appena passato “di là”
eppure
non me ne sono accorto

vi si sta d’un bene ed è come
in un sogno
tanto ma tanto più vivido

ora
aspetto soltanto di vestire
un corpo fatto d’aria

per poter
volare

374
PAROLE

parole sulla bocca
dell’alba
in dormiveglia mentre
inizi l’interiore viaggio

cavare sangue
da neo-nate parole
in seno a un dio
non visto

dove sale la luce

375
VELE DI NUVOLE

escono fonemi
dal ventre della notte
quasi ectoplasmi
nell’alone di luna

saltabeccanti passeri
sbocconcellano
interpunzioni vaganti
con vele di nuvole

376
VELARIO

amare è fatica

caduta delle braccia

ma dal peso
mortale un cielo ci nasce

strappa dunque
il velario volgi lo sguardo
sul monte
al Cristo trasfigurato

agli ultimi
della terra

377
DISTACCO

ti fai fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di brezza

378
FANTASIA

entravano nella cruna del sogno
salendo su per il naso
vele e gabbiani danzanti sulle creste
nei mari di Melville

era voce d’acque a lenire giorni
feriti
nell’anima a perdere

379
ARCO D’AMORE

noi siamo proiezione di Dio
e come angeli incarnati
del nostro Sé
similmente di noi
i nostri figli

-frecce scoccate oltre
il corpo
dall’arco teso dell’amore

380
ACQUA E MEMORIA

in cadenza di respiro
acqua e memoria
siamo
scafi a solcare oceani
del periglioso esistere

su un vento salato
s’invola
la sacralità della parola

381
DIETRO IL VELO

splende rosacea luce
sulla bocca dell’alba

miriadi
di stelle nascoste alla vista

come la vita
dietro il velo della morte
-a cogliere
aneliti d’infinito

382
LE VOCI REMOTE

un’accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare

il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
di Seferis

Ghiorgos Seferis, poeta greco – 1900-1971

383
LIQUIDA

è striscia di luce verde
la mente
mentre la forma
assumi
dell’involucro-status quo

alchimie del sangue
nel vestire la vita

il chi-sei
serpeggia
si morde la coda

384
PRIMAVERA

si posano le uve dei suoi occhi
su silenzi sospesi
teneri corpi come giunchi
dondolano nella luce
sognando la vita altra

—————————————–

VITA TRASVERSALE

LE VOCI REMOTE

2017

1
LE VOCI REMOTE

un’accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare

il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante

2
ONDIVAGHE MACERI PAROLE

quando ti rigiri tra le lenzuola
-ondivaghe maceri parole
dove latita il cuore-
somigli al gabbiano ferito
che solo in sogno ritrova
il suo mare – la vita altra

3
SOGNO DI CUPIDO

aleggiavo “per l’aere”
-io figlio di Venere- o
era il mio doppio incorporeo che
con molte frecce al suo arco
germinava amore

vedevo
nel tempo di Veneralia
in un cielo quasi dipinto
splendere carnale fiamma

[Veneralia: festività romana celebrata il I° aprile, dedicata a Venere Verticordia (“che apre i cuori”).]

4
FUOCO AZZURRO

lascia che sia
più che naturale
da una forzatura un pastrocchio ne verrebbe
come l’idea di ritagliare lettere
per “confezionare” una poesia

fa’ che sia lei
a visitarti col suo azzurro fuoco
ti salga fin dalle viscere
ti cali nell’humus della parola

5
LA GRANDE AVVENTURA LA VITA

“marinaio col mal di terra”
se mai ne perdessi il gusto -della vita

dal cuore della zolla il verde grida
sempre vita rinasce
all’infinito

lei è mamma-chioccia
-travalica la morte col suo tepore-amore

6
GENERAZIONI

eccoti un ectoplasma ovvero
un antenato
a sentenziare da un aldilà
-non sapete neppure vestirvi

-bella forza: voi con i vostri
doppiopetti
vi credevate dio in terra o guappi
noi
casual-cibernetici
della libertà siamo bandiera
grida il rosso
del nostro sangue nelle piazze

per le ginocchia aria di primavera

7
ELUCUBRAZIONI

dicono esce dalla testa
il corpo astrale parto della mente

è sempiterna la mente
come il reale che in sogno appare

liquida luce – oltre
la mente solo ombra o niente

8

PRIMAVERA CANTERINA

di verde in chiome folte
natura si riveste

a specchio di sole -sangue
di primavera-
becchetta
l’immagine nell’acqua
il chiurlo e ti fa il verso
se abbozzi un motivetto

9
L’ESTRO

rischiava la galera chi
procurava cibo
ai fantasmi era l’editto
del castello

pure
l’intrepido ragazzino
Arthur R. giocava il tutto
per tutto pur d’avere in cambio
versi “divini”

o più probabile fosse
solo un sogno e lui stesso sogno
nel sogno e i versi
parto del suo estro

10
MONDO DI LUCE

m’invitano i miei morti
a una uscita fuori porta
amano
farmi partecipe del loro mondo
m’avvedo
dagli occhi lucenti e i sorrisi complici
ch’è molto molto gradita
indispensabile quasi la mia presenza
ché senza orfani sarebbero
e tristi forse
pur essendo estraneo al loro mondo
di luce

11
IO SONO IL MARE

danzi su creste d’onde
gabbiano Jonathan
io sono il mare l’immenso
desco su cui ti posi
-ti guizza nel becco preda lucente-
io sono il mare tua madre
se in burrasca
vieppiù in simbiosi siamo
ti abbraccia il mio cuore trasparente
di salsedine

poi per l’azzurra volta
ti vedo svettare – verso
profondità di cieli

verso quella
libertà che aneli

12
L’INNOCENTE

già l’immagino i titoli
“classe 41 – stecchito da una raffica”

ho a volte il pallino
-farneticare dell’età-
che d’improvviso qualcuno mi spari
da un’auto che rallenta e poi via
-come in una scena da gangsters
-è fantasioso ma
freddamente reale

dove -si sa- a pagare
è chi non c’entra un bel niente

13
FUMATORI D’OPPIO

figure inconsistenti
come carta bruciata
sbriciolata d’un soffio

e
alberi che camminano
capovolti e navi
di nuvole

visioni aleggianti nelle
stanze del tuo sangue

Jonas
preso nella rete dei
fumatori d’oppio

14
SE QUALCUNO E’ A SPIARTI

lasciartele scivolare addosso -dici-
distaccarti sempre più dalle cose
finanche da questo

corpo: vederti presente
a te
come nel sogno – quasi
evanescente

sogni
e sei sognato –
mondi speculari

vedi: se
qualcuno è a spiarti

non sei che tu
da un altrove

15
SOGNARMI

sull’otto orizzontale
librarmi etereo

piume d’angelo a coperta
di cielo

16
SE LASCI CHE LA VITA

il moscerino che taglia nella luce
del monitor
l’ultima tua poesia riveduta

sembra imbeversi
del sangue delle sillabe

in questo minuscolo essere
smarritosi
nella sua realtà-sogno

vedi te stesso se lasci che la vita
ti conduca lungo
i labirinti viola della mente

17
TRASMIGRA IL TUO GIORNO

compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?

lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei “restauratori”

-la vecchiezza un obbrobrio!

ecco vedi trasmigrare
il tuo giorno
in sudari di calce

18

ED E’ SANGUE IN LUCE

esilio di carne
anse d’ombre

ed è sangue in luce
l’ancestrale fiorir
d’appigli

a schiudere il giorno

19
SIMBIOSI

di notte sto bene con me e l’altro

sono io l’altro che -c’hai mai
pensato?- non proietta ombra
ombra di me è il sogno

come un bambino
avvolto dal regno delle ombre
affido tutto me stesso alla notte

20

COMPLICE L’OMBRA

non un posto al sole
non m’ispira il tipo lucertola

ora dove sosto
un venticello spira
che mi pettina i pensieri
aggrovigliati
nel cielo della mente

dove un abbozzo
di poesia inizia
a mettere ali

21
IL LA’ PROPIZIO

quando sperimenti il fantastico e
non focalizzata l’immagine salta
sul video della mente

quando magari
è Borges a darti l’abbrivio
il là propizio
dal suo cielo d’esagoni e sfere

[ultimo verso: ispirandomi a “Finzioni”, di Jorge Luis Borges]

22
DOVE PALPITA IL SOGNO

da una dimensione parallela
il Sé in me rispecchia
la sua primaria origine
punto dell’eterno
dove palpita il mio sogno
di carne e cielo

23
TESTIMONI

di sole indorate
distese a maggese
ricamate di fiori di sangue
per mano assassina
tramante nell’ombra

vòlto al cielo: testimone
non “profeta” di
panegirici
fulminato a due passi
dal luogo di culto
le mani ancora nell’atto
di benedire

-come in un tempo sospeso
l’oscillare di grani
di rosario

24
LA CARA MUSA

ti ci arrovelli ma non trovi soluzione
ti ha lasciato a metà la cara musa

sei come quell’albero reciso
la cui ferita bianca
non si vede sanguinare

25
SIC TRANSIT

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge

è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza

lo scheletro la trasparenza

26
RICORDA

[ispirandomi a David Maria Turoldo]

sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina

ma sei amato

immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia

ritorna a volare:
ti attende la madre al suo
nido

ricorda: sei parte
dell’Indicibile – sua
infinita Essenza

pure
nato per la terra
da uno sputo nella polvere

27
AD ALTEZZE SEGRETE

(volontariato)

spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto ad altezze
segrete

sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita

lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso

28
CLOWN

la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d’aria

l’ora si fà elettrica
nel cielo
di un capriolare d’umori

29
ESPANSIONE

il sogno è proiezione? o
sei tu in veste onirica
uscito dal corpo?

sognare è un po’
essere già morti

come
nell’oltrevita
e l’essere si espande
si sogna moltiplicato
in fiore atomo stella

appendice? o
espansione è il sogno?

30
NUDO ALLA LUCE

è velo che cadrà la carne

rendere fruttuosa la morte
“perdendo” la vita

rovescio
dell’io tra nome e senza nome

ma è l’amore che mi sceglie

-nudo
alla luce

ho sognato d’essere trasparente

31

QUELL’ETA’

siamo quelli
di un’età ahimé biasimevole
se la moglie impreca
per la camicia ricamata di sugo

“l’altra faccia”
-a firma di arabeschi
di sangue sulle strade-
quell’età da sballo

32
ALLUCINOGENI

corrono brividi nel sangue psichico

dentro l’occhio di Selene ondeggia
distorto volto d’angelo

bruciarla la vita sul filo
della notte liquida

33

SANTO CHE SOFFRI

Amore inchiodato alla croce
Sole che apri spiragli
nei cuori di carne
Luce che accechi i potenti

t’incontriamo nel povero
ma non ti conosciamo
come Pietro al canto del gallo
cosa mai saremmo senza di te
che hai sepolto per sempre
la morte
chi mai saremmo se
di te facessimo a meno

l’ultimo giorno verrà
e noi perduti
perduti per sempre senza di te

Santo che soffri
che ci ami fino alla morte

[Il titolo è preso da Ungaretti]

34
TUTTO E’ PREGHIERA

una farfalla è una farfalla ma
tutto un mondo nella sua essenza

la natura
riflesso del cielo è preghiera
ogni respiro ogni sangue
vòlto verso l’alto è lode

l’anima nel suo profondo
in segreto s’inginocchia e piange

35

SPRAZZI DI LUCE

non riesco a saziarmi di Te

penetri nella
mia vitrea solitudine
con sprazzi di luce come
attraverso una smagliatura

36
LA CARA MUSA 2

giungerà con quest’aria incendiata
tra un ghiacciolo e un bagno la cara
musa latitante da giorni

intanto afose notti
inzuppate di sogni
hanno complice una luna menomante

37
DIETRO UN’ALBA CADMIO

ha dipinto nel tempo il suo
“capolavoro” di nulla?
-spuntato
da duemilanni il suo pungiglione

dietro un’alba cadmio il nero dove
ogni volta la ricacciamo
-nell’oceano di energia
miseramente essa si spegne

l’humus si nutre
di vermi e foglie: non si rinnova
la vita mangiando se stessa?

in un palpebrare di luce
del sangue l’aprirsi in fiore

38
SU ASSONNATE RIVE

su assonnate rive uno scorcio
si frange di tuo vissuto: i tanti
io disincarnati i tanti
ingoiati – non hanno più
ombra che nel sogno
nell’onda del sangue

39

VIVE UNA LUCE

vive nell’akasha una luce che
custodisce quel mosaico che dici
destino

tu sei l’ombra
del Sé: l’alterego o se vuoi
l’angelo che
ti vive a lato nei
paradossi della vita

40
FRATTO IL TEMPO

fratto il tempo dove
è ritrarsi di vita
come da risacca l’onda

il mostro a tratti
ghermisce la memoria
che vuole eradere ricordi

l’angelo è cenere
dove gridano ustioni
di luce

41

INVETTIVE

[a Padre Pio, tacciato di impostura]

una parola un fendente

minimizzi

l’orgoglio un ordigno
inesploso

carità
ti accompagnerà nella polvere

42
TENTO VERSARE VERSI

tento versare versi
sulla chiara facciata del foglio

“navigare di nuvole pigre” -questo
l’incipit
ma ahi cara musa
son già qui arenato

potrei imbastire una rima
tipo fiore-amore o
scrivere il verso più bello
dettatomi in sogno

pure
fibrilla nel sangue un qualcosa
che non saprò dire

43

NELL’OLTRE

imprigioniamo paure
in mantelli marchio privacy
ci genuflettiamo
a ipocriti sorrisi

nell’oltre
non ci son porte e chiavi
è tutto -in trasparenza-
un fondersi di sguardi

44
COL TUO CORPO D’ARIA

[A Mirta Rem Picci, 44 anni, suicida il 17.7.17.]

ti attirò lo strapiombo del vuoto
mentre mani cercavano afferrarti

un buco nel cuore hai lasciato Mirta
al tuo amorevole amico

ora
danzi il flamenco che amavi
col tuo corpo d’aria

e da un altrove “detti” poesie
quelle
che non hai avuto il tempo di scrivere

45

CASA DI NUVOLE

a volte non è ancora poesia
ma la sua forma possibile

lasci che fluttuino parole
che essa prenda sangue e voce

ti lasci condurre e non sai
dove ti porti
-dimorerà
la poesia
forse in una casa di nuvole

TRASMIGRA IL GIORNO

46
TRASMIGRA IL GIORNO

compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?

lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei “restauratori”

-la vecchiezza un obbrobrio!

ecco vedi trasmigrare
il tuo giorno
in sudari di calce

47
IL GRIDO

non lasciare ch’emerga
il mostro come da abissi
marini fa’ che affoghi
nel suo sangue

rabbuia nelle vene il giorno:
grido che tende
levarsi nell’aria rossa

48
INFINITE VITE

infinite vite possibili
ha forse l’anima
quel che è detto da taluno
l’essere moltiplicato

mai si chiude il cerchio?

è come traversare innumerevoli
porte nei meandri dei sogni
o abbandonarsi a visioni
di déjà vu

non si chiuderà il cerchio se
come si sa
è del Demiurgo un continuo creare
infiniti
mondi-entità col solo sognarsi

49

QUEL SORRISO

senti la vita quasi fosse
apparenza in vaghezza di sogno

l’anima è spersa dove fitta
trama d’ambiguo s’incaglia

ah le uve dei suoi occhi: uno spasmo
di luce – una spina nel sangue

e quel sorriso -oggi
che ti sorprendi a inseguire ombre
in cerca del suo profilo-
ti si trasfigura in un graffio
difficile da decifrare

50
SEGUENDO L’OMBRA

i tavoli tra ombra e sole dove
sedeva chi più non c’è

la mente è in fermento
nel lento giro del sangue
in questo scorcio di cielo

mi sposto seguendo l’ombra
seduto a leggere Brodskij
mentre
lo sciabordio dell’onda mi culla i pensieri
che vagano
sul filo di versi in fieri

mi distoglie
il ronzio di una mosca: salto un rigo
nero della pagina

il libro si chiude di scatto
sul giorno azzurro

51

MEMENTO

la luce si spalma
dentro la parola
che di sé vive:

a ricordarci la bellezza

lasciarci impregnare
di fascinazione
nell’orfanezza del sogno

52
SANTIAGO

traversare il ponte sull’Atlantico
t’ispira qualcosa
che appunti in un angolo sicuro
della mente

dopo
per davvero
guardi in un modo diverso le cose

è quello stupirti
amando l’Amore

il cammino di Santiago
finisce nell’Oceano

[percorso Fatima – Santiago di Compostela]

53

L’ASCETA

è nell’invisibile dice
l’architettura dell’essere –
perfezione la carne che si
trasfigura

il resto è apparire o maya: mondo
i cui regimi e regni andranno
capitolando – insieme a chi
li rappresenta

54
SUL CANCELLO

drappo viola dalla finestra affisso
sul cancello di fronte: un altro vicino
agli ottanta è andato a miglior vita –
non ritirerà più
il giornale al mattino
il passo pesante il fiato corto

unificatosi col suo doppio
ha lasciato qui la zavorra

55

EROS E THANATOS

far l’amore e la morte sono in stretta
connessione:
l’appagamento è un dolce morire

attimi che sembrano infiniti
perché amore e morte si abbraccino

come la terra nel suo grembo accoglie
le foglie cadute

56
CRONACA

“in luce di sangue vita ti diedi
e tu l’hai gettata nel cassonetto”

ahi quel cielo di carta stampata
che s’indigna sotto gelida penna!

57

SCORCI DI SETTEMBRE

scorci di settembre è l’ombra
a dominare i posti prima assolati
che trovavi nelle tue uscite

familiare ti è l’ombra ed è
dissonanza se ti sorprende
il pensiero di quel bambino che
dopo il crepuscolo ha paura del buio
e se non mangia arriva il mammone
con tre tocchi -sotto il tavolo

[mammone: in gergo è l’orco]

58
IN TE LA LUCE

s’inginocchia in te la luce

ti dividi
nelle due dimensioni:
dreamtime e corporea insieme

a sorvegliarti è l’Occhio
interiore –
il tuo doppio di perfezione celeste

[dreamtime: il tempo della creazione]

59

ANGELO DELLA LUCE

adagiati creatura del sogno
sulla curva del nostro abbandono

la lontananza è ferita insanabile
un cielo d’astri divelti

e tu balsamo sei
-tu orifiamma tu altezza
sognato stargate-
dove voce insanguinata c’inchioda

dalla caduta

60
LUCE ALTA

luce alta – paiono
incendiarsi le finestre degli hotel

un altro caffè
spezza la mattina –
strilli
di bambini in pineta lampi di
sole tra il fogliame

“Dio c’è” è la scritta sul
muretto che delimita la spiaggia

dichiararlo a cuore aperto:
ché un miracolo
è la vita

61

QUALCUNO TI CONOSCE

-non credi in un dopo? e
in un prima? e il mondo
pensi s’è fatto da solo?- ti chiedo
e tu t’aggrappi agli specchi

ma nulla va perduto
sai:
Qualcuno ha contati
tutti i tuoi capelli

davanti
a un pericolo mortale

un’invocazione ti salirà alle labbra?

62

IN VAGHEZZA DI SOGNO

ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno-
un te estraneo vagare
per strade buie e vuote
come un sansebastiano a trafiggerti
gli strali della notte – senti
recalcitrare
in te l’uomo vecchio -ah convivere
con gli umori di un corpo-zavorra-
ti avvedi d’aver perso le chiavi
di casa mentre un gallo
canta
in lontananza ed è l’alba

63
PIU’ D’UNA VITA

convivere con gli umori
di un corpo di morte

dall’animalità all’angelo: questa
l’impervia salita

più d’una vita se dal sangue
fioritura sia d’ali levate:

ogni passo ne perdi una piuma

64

ULISSIDI

andare per procellosi mari in cerca
del proprio nome l’origine
la loro Itaca

coglierne forse la voce nella
cavità del cielo
insufflate le narici da un vento salino

quel battere del sangue
di cui si parlerà a un nuovo approdo

e i morti? quelli che sono
parte del loro cuore alla ventura?

entrati nel mito
essi custodiscono
quel mai perduto nome

65
FORSE UNA NUBE

(a Pierluigi Cappello)

mi accoglierà un non-luogo
non più inalerò resina di abeti
alle finestre degli occhi colombe
bianche si poseranno
mi abbraccerà vaghezza
forse una nube vorrà dire casa

66

DI STAGIONI DI SOLE

ho sognato mio padre -non è giunto
il tuo momento- mi ha detto

di nuovo agli alberi cresce
la folta chioma
è tempo dei gatti in amore
-il ciclo si ripete della vita

quante ancora ne restano
di stagioni di sole -mi domando- di quel
sole che si spande come liquido oro
sul tavolo a cena

67
FIUME D’ECHI

rotte voci e forme
impermanenti
sotto luna menomante

anime siamo
che si cercano

fiume d’echi
la cui scia
porta con sé il lamento
di nomadi d’amore

68

VANAGLORIA

la forma assumi dell’involucro-
status quo
mentre a preesistere
in te specchiato
è quel pizzico di vanagloria
ingannevole capriccio
che rimonta a un giro di vento

69
IL GRIDO 2

resilienza questo vivere
morigerato e anse d’ombre
dappresso dove annega il grido

sudate notti e sogni
scollati da grigie albe

e chiederti
se non sia impari lotta
aggrapparti a rupi erose dai venti

man reading book

Unveiling the Art of Poesia 2: Expertise and Excellence in Your Local Area

69
IL GRIDO 2

resilienza questo vivere
morigerato e anse d’ombre
dappresso dove annega il grido

sudate notti e sogni
scollati da grigie albe

e chiederti
se non sia impari lotta
aggrapparti a rupi erose dai venti

70

LE MANI AFFONDI

in emorragie di non-senso
ricacci al fondo il Sé
superiore
uniformandoti al mondo
le mani affondi
nel sangue delle convenzioni
mentre
all’angelo lucente del sogno
tarpi le ali
facendolo all’alba svanire

71
FONEMA

insufflato dal dio
passa come un vento di mare
il ricercato fonèma

che nel sogno dispiega le ali
di scintillante bellezza

72

CUORE DI PAGLIA

è dell’umano il tempo
non certo dell’anima e ti pare
d’esser sempre giovane anche se
vicino agli ottanta il fisico non rende

se cavalchi
un’emozione ecco spunta una lacrima
e senti capriolare
questo cuore di paglia

come un imberbe a prima cotta

73
RICAMBIO D’ALI

va controtempo in un ricambio d’ali
l’angelo insozzato di mondo

nel sonno del giusto
abbevera le radici
del sangue della luce

74

QUEL SENTIRTI

può piacere quel po’ d’intontimento
in banchetti interminabili
col capotavola
che devi urlare per farti sentire
due parole per darti un contegno
col tuo dirimpettaio
non toccando temi impegnativi s’intende
controllando i freni inibitori
una comunione di anime allegre
ma tutti i commensali alla fine
si resta perfetti estranei

poi fuori il freddo pungente
a sollevarti il bavero e
quel sentirti un cane di nebbia che vaga
che ha perso la strada

75

ETERNO PRESENTE

kronos esce dal mare
prenatale

il domani è un imbuto
dove fluiscono gli oggi
coi sordi tamburi del sangue

dove in fondo
agli specchi annegherà la
realtà
relativa: lì il mondo che

si vede
rovesciato

76

SULL’ACQUA

sul grande mare del sogno
veleggiano i miei morti
gli occhi forti di luce
con un cenno m’invitano
al loro banchetto sull’acqua
d’argento striata

m’accorgo di non avere
l’abito adatto
cambiarmi rivoltarmi
devo
vestire l’altro da sé

77
INQUIETI FUOCHI

nuvole a stracci nell’azzurro
curve ariose di voli

vastità di te solo: figura
inespressa lacera ombra

ti aspetti una eco un suono
in questa sospensione

inquieti fuochi son gli occhi dell’anima
mentre guardi
un gabbiano staccarsi dal tramonto

78

LA REGIONE DEL SOGNO

la via regia puoi dirla
vita trasversale
nell’ondeggiare di curve di luce

del pensiero allucinato
vedi prendere vita
le figure surreali di dalì

e ancora da questa

infinita vastità del sogno
emergere gli angeli di rafael
o le eccelse visioni
di blake su uno sfondo viola

[Via regia: definizione di Freud del sogno; Rafael Alberti, poeta spagnolo]

79

E IL VENTO S’IMPIGLIA

(soliloquio)

in meditazione ti trovo
assiso sui gradini del tempo

chi interroghi
sotto una luna menomante?

vedi

e se fosse soltanto un apparire
questa vita

protendimento di un luogo della mente

dove passano navi di nuvole
in sogno e figure
evanescenti e il vento

che s’impiglia in grovigli di foglie

80

L’INVERNO DEL CUORE

[mancanza dello stato di grazia, ovvero aridità d’ispirazione]

sentirsi disabitato

simile a quell’albero nudo
da cui son fuggiti i canti

vivere
di stelle spente

81

FEDELE ALLA VITA

mia vita
senza rete t’appigli
alla Bellezza intaccabile

a quella del cuore e alle
armoniose figure della danza
o del cavallo nel bianco salto

finché ti chiedi dov’è
lei l’ irraggiungibile
non tutto è perduto

voltato sei sul giusto
versante lucente ancora
una volta – vita

fedele alla vita

82

IL GRAFOMANE

sei tu che graffi con la penna
questi fogli che raggricciano
come una bianca pelle

i tuoi quaderni riempi
per lasciare ai posteri parola di Dio
mentre qualcuno da lassù

guida la tua mano
a riempire fogli e fogli
come in trance

vivi di grandiose visioni celesti
e anzitempo contempli
di Dio il volto

[Jakob Lorber, si definiva “lo scrivano di Dio” – mistico e chiaroveggente sloveno, 1800 – 1864.]

83

NELLE NUVOLE HAI CASA

dimmi Nina: che vedi
tu che hai casa nelle nuvole
tu che sai il linguaggio dei voli?

forse
la giovinezza spezzata
che ora in lampi di déjà vu ritorna?

o
rivivi nel cuore
verde dell’acqua

che ti vide sirena emula del canto
di odisseo

-rapimento
dei sensi
che in sogno ancora mi seduce

84

IL POZZO DEI RICORDI

come la volta celeste
s’immilla di presenze il sogno

in questa moltitudine
la tua
cerca il non rassegnato cuore

ma è beffarda sequenza
come seguissi
la velocità d’un treno

forse la tua figura è sepolta
in fondo al pozzo dei ricordi

da cui risale flebile
eco

85
DUE NOTE

e come puoi oggi accennare
a quel motivetto che ti arrovella
se non è la mente
sgombra da impellenze che artigliano

restano due note nell’aria
monche
e il canto strozzato come d’un
barbagianni

mentre abita
il cuore
una danza di foglie

86

QUELLA PARTE DEL MONDO

[la sorte degli immigrati morti nel Mediterraneo]

è un presentito bianco grido
il cielo proiettato su
quella parte del mondo: un mare
tappezzato di cadaveri

agghiaccia il sangue mentre
la forchetta è nell’aria

o
non smuove la vista e
l’assuefazione è sovrana?

87
SOGNO

è calda l’acqua dell’oceano
ove sono immerso come quando
ero nello stato prenatale

traquillo nuoto non ansia mi prende
anche se scorgo solo
davanti a me l’orizzonte

ed ecco
vedere venirmi incontro
i miei morti portati sull’acqua

e
madido di luce destarmi

88

L’ELEMENTO CELESTE

tornerò ad essere pensiero espanso
quando dalla scena
sarò sparito
dove si curva all’orizzonte il mare

sarò forse atomo
fiore o stella e

in estasi

mi unificherò all’elemento che da sempre
mi appartiene

89

UN ARCO SULL’INFINITO

dal non-luogo che immagini
non potrai quel giorno
farci un fischio per darcene notizia

se sarai per davvero
passato a “miglior vita”
mettendo a frutto le esperienze
secondo gl’intimi
desideri irrealizzati quaggiù

e se vestirai un corpo
d’aria e sarai arco
teso sull’infinito

90

DOVE L’ANGELO

un dove di trasparenza t’assale
ti entra nei sogni

azzurro soffio di vento
sul sangue psichico

luce ferita
dove l’angelo con ala pietosa

i crudi patimenti copre e il tuo cuore

AFFLATI
2018 – 2019

1

SPERDUTAMENTE ALTROVE
(2018)

un intrico di rami
fitto a mo’ di tetto -quasi
a contenere la dolce indolenza
d’un meriggiare montaliano

vastità di te solo
a spandersi
in un infinito galattico

saperti
così sperdutamente altrove

2

CALVARIO

(a San Massimiliano Kolbe)

portavo le mie quattr’ ossa sul calvario
accomunato alle migliaia di sventurati
lungo i binari della morte

ti parlo
a nome di chi nome non aveva
ti parlo dalla regione del dolore
con la bocca dei morti

ove germogliano fiori
di quel perdono che non è dei vivi

3

SILLABE

pilucca sillabe
la mia anima di carta

l’attraversa noetica luce

ammicca la musa nell’azzurro
dei miei vaniloqui

epifania di voli

4

LE SCALE DI MONTALE

quante volte ho sceso scale
pensando a “quelle” di Montale
-ancor giovane ti senti e il braccio
non l’ hai voluto-

e quella certa luce a flettersi
sulla mia dolce indolenza
nel sentirmi chiedere che si fà
stasera

voglia non ho di uscire -ci assediano
gli anni- sediamo sui gradini
del tempo sotto una luna menomante

(2018)

5

IN UNA SOSPENSIONE LUCENTE

dormire abbracciati -io che non
riprendo sonno-
il glu-glu-glu di colombi
sul terrazzo-

a inondarci la bianca luce
delle stelle che andranno a svanire

una mosca è il verso che mi ronza
in una sospensione lucente

sento che creando noi si viva
d’ infinito

6

COSA VUOI NE SAPPIA

(parla un agnostico)

tu dici
il sopra è il sotto citando I King
ma cosa vuoi ne sappia
di capovolti cieli e dell’essere
“rivoltato” a un colpo di vento

erudiscimi allora e dimmi
cos’ è la verità tu che non
la ritieni un optional

io so soltanto di terra
e non ho baricentro

lascia perdere l’anima e dimmi
se qualcuno mi ha chiesto di nascere

7

IN SOGNO

vedevo di dalì il Cristo pie(a)gato
gli orologi molli danzare
mutando forma
i lunghi colli
di modigliani curvarsi
e gli uccelli di mantegna invadere
il mio studio
lasciando deiezioni

ancora intinto nel giallo
il pennello di kandinskji

[Opera di Dalì: “Cristo di San Juan de la Cruz”, 1961]

8

GEOGRAFIA DI GRAFFI

dirò di quella volta
che l’ondata mi strappò
come una gigantesca mano
dallo scoglio

pensavo fosse finita
mentr’ero sballottato
come una cosa

poi mi guardai
la geografia di graffi

e mi toccai
inebetito

9

COME NUVOLE PIGRE I PENSIERI

di quei momenti che
come nuvole pigre i pensieri
veleggiavano verso isole di spleen
nell’essenza del sogno

e lei tenerezza
in sorrisi di rose
ad aprirti il cuore nel passare
come un arco nel cielo

10

LA SCRITTURA

torna sulla terra
pensa alla
realtà degli ultimi ai
margini

i voli non fanno
per noi
lasciamoli ai sognatori

la tua penna sia invece un fuoco
a trapassare l’essere -voce
di chi non ne ha

e la scrittura

-angelo di giustizia- si elevi
in luce

11

ORIZZONTI DI PALPITI

il cuore a specchiarsi nel grido
di luce mentre stormi
d’ uccelli
disegnano asimmetrici voli

e
si mutano in forme d’ animali
le nuvole

l’ urgenza di ricreare orizzonti
di palpiti
su tela o bianco foglio

l’ arte
è un viatico per restare
immortali

12

L’ASSENTE

è nella natura delle cose
-dici quasi rubandomi
luce dagli occhi-

che la foglia maceri rinasca
sul ramo e allo stesso modo
l’assente

ha il suo “posto” etereo e
d’ un sangue e una voce vive
come invisibile radice

13

HIKIKOMORI

stiamo pulendo le strade dai sogni – tutto
così asettico e

ora non sappiamo dire
i ragazzi dove appenderanno i loro
aneliti

senza saper vedere
il giallo d’ una foglia
raccogliere il grido d’ un gabbiano

il virtuale li reclude
-hikikomori- nelle loro stanze
sempre più in tenera età

e il cuore annaspa

senz’aria

14

LUNGOPO’

noi due mi dici
siamo della stessa pasta
-quanto a me non so dire i difetti
la trave nel mio occhio

le anatre abboccano
le nostre briciole
tra dorati riflessi e giochi d’acqua

tu
ti mantieni bella e gli anni non sciupano
questa luminosità del viso

mi chiedo quanti inverni
ancora nelle ossa
che gemono nelle giunture

15

AUTUNNO

amore vagabondo dicevi
di smemorate carezze
nei primi versi giovanili

perché poi vagabondo
oggi non te lo spieghi

tempo
uggioso diresti uguale
mestizia
a ottenebrare il cuore

ripensi con nostalgia
alle corse tra sciabolate di sole
nella verde età fuggitiva

autunno è la stagione dei morti

17

ULISSIDE

occhi di terra e di cielo
e oceani
occhi ove vive
noetica luce
a sognare procelle e bompressi

e
un’itaca lontana

esce dalla coda dell’occhio
il tuo vascello
a circumnavigare terre di mistero

ed è casa
di mare aperto
l’anima del viaggio

18

I PASSI IN CADENZA

sei la mia spina
Rosa
pelle di pesca

ti elevi e danzi
sopra le nuvole
a corteggiarti le stelle

invidiano
gli angeli i tuoi passi
in cadenza

tra archi di luce

19

LISTA D’ATTESA

e siamo in lista d’attesa
dici con un mezzo sorriso
-dall’angolo del labbro la stessa
sigaretta mai accesa

anche vivere è un vizio che
-aggiungi scherzoso- ci dovremo
togliere un giorno

ed è umano chiedere se
possibile una dilazione al
Pantocrator

spiralante il pensiero – navigano
gli occhi in un mare
d’aria

20

IL COMPROMESSO

(divertissement)

l’hai adocchiata da tempo
la bella villetta
in cima alla collina
col suo bel giardino
e tanto verde intorno
dove possa correre
felice la tua cagnetta
e tu a fare footing

non vorresti fosse un sogno

hai anche studiato
la planimetria
sei pronto per il compromesso
e accendere un mutuo

ma di’: non corri troppo
dentro il tuo sogno e
ti comprometti?

21

IN QUESTA VITA CHE VIVI

l’angelo veste una parabola
di carne

egli
la tua entità lucente
la tua statura

luce della vita messa negli occhi

22

SENZA TITOLO

un’alba cadmio
apre spazi
inusitati nel cuore

usciti dal sogno
beccano sillabe
gli uccelli di maeterlinck
in un cielo di vetro

da un luogo non-luogo
le uve dei tuoi occhi
chiamano il mio nome
genuflesso nella luce

23

NELL’OLTRE

[Parla il ragazzo che ha perso la sua amata in un incidente.]

il tuo sangue spanto -Nina-
che intinge
di deliranti arabeschi le mie notti bianche

e quell’ albero con i cuori incisi
a sopravviverti – le radici impregnate
del nostro amore

ma tu anima di stella
sei nell’Oltre

24

NEI CIELI DI TORINO

nei cieli di Torino
promette pioggia livida luce

uno sguardo di sottecchi
al vicino di panchina
mentre leggo Kavafis

-le dà fastidio il fumo?-
al mio cenno spegne
garbato come ne trovi pochi

la metro e sei al centro
Porta Nuova la trovi
intasata di affaristi ed extra-
comunitari
un cappotto liso fa da coperta
ad un barbone e il suo cane

ad uno sputo è in sosta
una testarossa fiammante

tra i morti e i viventi
il mondo ha denti aguzzi

25

IL ROVESCIO

spossato sono dal mio sogno
non mi sovviene per quale ragione
nell’ondivago moto del cuore
mi disperavo e
come un agnellino piangevo

il sogno dicono
è il negativo del reale
il pianto è gioia
e lo stesso sarà entrando nell’orbita
di cieli dell’Oltre?

il rovescio dunque
di questa realtà che ci appare
per speculum in aenigmate?

mi aspetto buone nuove
prosit!

26

SOGNO DALINIANO

(splendenza rubata da un
non-dove -mi dico- questo

piccolo universo racchiuso
nel profondo di noi piccoli
universi)

mi ero
annullato in pensieri allucinati e

in un abbaglio di figure

Gala e Mae West mi sorridevano
sdentate

[Tra i famosi dipinti di Dalì: Gala, di origine russa, sua moglie e musa; Mae West, attrice, New York 1893 – Los Angeles 1980.]

27

DI LUCE DI SANGUE

sostanza
sei di luce e di sangue

le cellule cambiano di continuo e
non sei più lo stesso di prima
-com’ è ogni ciclo in natura

ma eco
insopprimibile in te risuona
d’immortalità:

sempre a
superarti

a superare d’un passo la morte

28

ANGELO

angelo icona della volta
che mi vedevi da lassù
la testa all’ indietro
a contemplare i lineamenti perfetti

nei tuoi occhi vedevo palpitare
il cuore della Bellezza e
m’ incantavo

poi per paura
del male del mondo
la sera mi rifugiavo nel sogno
di te e toccavo il cielo

quando
dopo la mia accorata preghiera
venivi a visitarmi

29

ANSE D’OMBRE

anse d’ ombre
notte bevuta sudata notte
un grumo di sangue la parola
nel bailamme l’anima dissolta

sogno sputato
l’essere svuotato di forme

ad un cielo muto appeso il grido

30

L’EGO

non è che fumo
il tuo riflettere se
al tuo (d)io t’ inchini

l’ interpellarti cade nel vuoto
come un assordare di cristalli

inutile imbiancarle
le pareti pregne
d’ insormontabili retaggi

31

TUTTO E’ ANCORA POSSIBILE

ti senti altrove e il più
delle volte fuori dal coro

ti chiedi se -nell’ordito della vita dove
si spezza la parola- ti sei perso
qualcosa – vorresti allora
rovesciarti come un guanto

riconoscerti come il
fuori del tuo dentro

aprirti a un’ alba che
diradi questa
corolla di tenebre

e sai che tutto
è ancora possibile

32

COSI’ ESISTE LA PAROLA

così esiste la parola
nutrita del sangue degli dei

prende il largo quello che si dice
afflato o musa ispiratrice
alla scoperta di fonèmi

fa cerchi concentrici
nel lago fondo dello spirito

33

ALLUCINOGENI

stato d’ incantesimo
inventarsi un cielo
delirio che
sanguina luce

l’ anima travestita
a farsi pseudo-
incarnazione di un sogno

breve estasi – amara
al “risveglio”

34

LATITANTE LA MUSA

sillabe cadute dagli occhi
l’ingoio di stelle a svanire

“credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono”:

questo
salvi dal tuo dormiveglia – relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico

tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole – latitante
la musa

35

MIGRANTI

segni indecifrabili
lasciano lungo il percorso
come orme sulla sabbia

è stato un miraggio
la terra promessa

negli occhi pezzi di cielo
a dire l’ avverso destino

resta un muto grido
di scatole nere sepolte nel cuore

36

DI GIORNI A PERDERE

nel bailamme di giorni a perdere
in virtuale ti giochi
la vita testa e croce
all’altezza di precipizi
ti avvolge il manto del vento
cogliere il fiore-essenza del tempo
dirti se l’esistere sia
quasi finzione o sogno

37

IN BILICO

giungeremo
nell’Oltre dove le ombre
parlano col vento

increduli e colmi
di lucente meraviglia – noi resi
impalpabili
essenze e vieppiù reali

tanto che ci parrà un sogno
l’aver attraversato
nella carne la morte

nel circolo del sangue
noi in bilico

un piede nel mistero

38

ALLO SPECCHIO

ho un rospo-invettiva
mi sta lì
lo raccolgo in un foglio
intanto lascio gridino le pietre

per la bellezza deturpata e
il suo esse-o-esse
per i figli del progresso dio-boomerang
dai chiusi orizzonti e una vita
di passi perduti

per l’uomo e il suo specchio
dai mille rebus irrisolti
dove confluisce la sua storia

intanto la luna
non più ispira rime e sogni

divorano topi famelici
la polpa del mondo

39
INDIVISA SOSTANZA

sono indivisa sostanza
dimora delle origini
porto il respiro di voci
tra ramate ombre

nelle trame del vento
lascio si dilegui la morte
mi vivono nella carne
illimitati cieli

mi ustiono di rosacea luce

40

QUANDO L’ANGELO

quando l’angelo verrà a chiamarti
discreto senza tromba
e avrai lasciato questo corpo frale
-burattino senza fili-

aleggerà nel cosmo la tua essenza
col bagaglio di esperienze e sogni
(quei sogni che non muoiono mai)

sarà un capriolare
di dolce vertigine

come immergerti in una pace amniotica

41

LA DOMANDA

l’abisso capovolto della croce

duemila anni
e il grido vano lacera l’aria

“Padre perché”

sasso
gettato nel lago del mistero
la domanda

a toccare una
impercettibile
morte apparente

42

A DARE SMALTO A UN SOGNO

silenzio allagato di luna – una
silhouette nella mente ondeggia
e gli arzigogoli
a dirmi vano
il ricordo sgualcito dal tempo

dalla foto color seppia
mi guardano
i suoi occhi velati di mestizia

-ah l’assedio degli anni
e il cuore
a dare smalto a un sogno sbiadito

43

SOGNAI ATLANTIDE

vaghi e ondosi pensieri
risucchiati in nero gorgo
si fecero sogno-incubo e
il sangue gridò sugli orizzonti perduti
mentre la mostruosa mano dell’oceano
ghermì in un baleno
intere terre sommergendole
e l’antica città sparì

solo un gabbiano planato
sulla bianca cresta laggiù
sembrava farmi il verso

44

CON GLI OCCHI DELL’OLTRE

con gli occhi dell’ Oltre
ci guardano i morti

e tu avvolto nel sudario
delle convenzioni
tu che ti pieghi nello specchio
nel dirti quali ombre
il tuo cielo offuscano e

quale trave ri-cresce
nel tuo occhio

con lo sguardo dell’ Oltre
ci vedono i morti

se stessi e i vivi
gli è dato perdonare

45

LA MANO DELL’ANGELO

(leggendo una poesia datata)

-ma è mia questa poesia?-

avviene che il sangue dirami
il suo flusso e il cuore
sia per un attimo terra
di nessuno

le immagini tornate alla luce
poco a poco
si fanno riconoscere

come rispolverate
dalla mano dell’ angelo

46

UN RICCO NATALE

(essenza in fuga è il cuore
a disperdersi
tra luminarie ed epifanie del nulla)

mi sovviene quel Natale
che l’ angelo si staccò da me
per chinarsi benevolo
sul derelitto sotto i portici all’addiaccio

fu il calore in quel giorno santo
a farlo sentire ancora
persona

[“epifanie del nulla”: espressione presa in prestito da un amico poeta]

47

DALL’INERZIA

scuotersi dall’inerzia: vegliare
con le lampade accese
nel turbinio del mondo

olio non manchi della saggezza
mentre
come acqua di fiume scorre il tempo

a riva
non cali densa tenebra

48

LO SPIRITO DELLE COSE

quell’ essere consanguineo
con lo spirito delle cose – non sai a volte
che smarrimento ti prende

vivi in una bolla
di vaga luminosità e
ti si confonde il sangue con l’indaco
del cielo

l’inerzia ti tende
la mano ma senti che tutto
può ancora accadere

49

NO MAN’S LAND

ti lasci scivolare addosso
le avversità o le mille e una fake
news nonché le tragiche
morti per acqua

il movimento eludono gli occhi
di un volo
sotto una luna bislacca

sei terra di nessuno
dove non battono i tamburi del sangue

50

NEL MISTERO LUCENTE

non vedrai più per speculum
in aenigmate
assorbirà la tua essenza il Tutto

nel suo mistero lucente
sarai nella danza la danza
sarai sull’arcobaleno del cielo

sarà come abitare una casa sul mare

con lo stridio dei gabbiani e nel
sangue vivrà per sempre il fiore
della passione

ti sorprenderai
di aver contribuito a dare al mondo
la bellezza

51

RELATIVO IL TEMPO

relativo elastico
il tempo -sovvengono
gli orologi molli- i tuoi busillis

aleggiano sul vuoto
annegano
nel sangue della clessidra

annaspi nella spirale
del tempo uroborico – idolo del nulla
il tuo io si frange negli specchi

52

COME NELLA PRIMA LUCE 2

diciamo che non sai
da dove è venuta l’origine
di tutto

solo che sei
orfano di Dio

dai voce alla notte
sognando di uccelli
che volano in fondo agli specchi

e ti avvolge la bolla
di un tempo non-tempo

come nella prima luce

53

CADERE DAI CIELI DEL SOGNO

cadere dai cieli del sogno
fino allo stato di coscienza
-che ha occhi per riconoscere
il frutto proibito

avanzare su filo teso
acrobati tra nuovi barbari
votati all’arrivismo
in un battesimo di deliri

cala il sole ingoiando i sogni
la concupiscenza va di fiore in fiore

la bellezza è sfigurata e
la poesia annaspa

black microphone

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54

DIMENTICA

[mi giunge voce in sogno del Glorioso]

tutto dimentica come Io ho dimenticato

nelle tue preghiere mi supplichi
di liberarti dalle catene della carne
mentre urla il sangue
le “piaghe” in questo scorcio d’anni

e come può non accoglierti la luce
se tu da questa hai origine?

ti dico dimentica
i bianchi deliri della solitudine
i voltafaccia
dei giorni perduti

dimentica
come io ho dimenticato
sulla croce

55

PER STUPIRSI

per stupirsi bisogna
fermarsi

l’impossibile si fa
possibile

riconoscere ciò che sembra
umanamente assurdo:

l’anziana rimase
gravida – la vergine partorì

stupirti –
come sentirti

scricciolo sul palmo della
Sua mano

56

ETERNO PRESENTE

Lui il Giusto l’ ha in tasca
la morte

dunque niente
paura: quel che diciamo
il nulla
non esiste

di terra e sangue
anelito e cielo siamo

oggi è il sempre
eterno presente

57

LA ROSA DI SANGUE

in sogno spio se
riesce a passare “qualcuno”
per la cruna
Dio non è stanco
mai dell’uomo

gl’ insulti gli sputi
gli scivolano addosso
Lui perdona sempre perché “non sanno”

sempre viva è la rosa di sangue
e splende di bellezza

58

LE ISOLE DEL SOGNO

un certo alone di magia ti avvolge
ed è quello stato di grazia
che ti fa veleggiare su navi di nuvole
verso le isole del sogno

a risillabare
fonèmi e palpiti t’ invita
la musa dai generosi seni

sotto una luna ammiccante

59

CHI CI DIRA’

chi ci dice dove
sarà la nostra essenza

non lo sapremo
che di là

forse
spogliata dell’ io
convoglierà nella memoria cosmica

dove arde il sangue
col palpitare degli astri
in un continuum di vita

cosa saremo
chi ci dirà?

60

IN UN TEMPO SOSPESO

in un tempo sospeso
resta appesa la sillaba
a una goccia d’ inchiostro

quella che non sai dire

che si avvita nei gorghi
dell’ immaginario e si dibatte
per uscire da sé

il nudo respiro
lo avviluppa
un lenzuolo di sogni

61

FRAMMENTO DI STELLA

da altro sangue
a convergere i nostri destini
e tu dicevi
“trentaquattro all’alba”
di giorni da sgranare

poi Nina frammento di stella
a renderci lieta la vita

e
a reggerla tutt’oggi
siamo noi i bastoni
in un mondo dagli orizzonti incupiti

62

NELLA TUA CONTINUIRA’

ci stai ancora bene nel tuo soma
malgrado la spada di damocle degli anni
spiace un giorno
lasciare i cari libri e
l’ “abitudine” alla scrittura

ma nella tua continuità
la mente espansa
avrà infiniti collegamenti e
sarai tu il motore di ricerca

sarai nel Tutto e tutto
è te -cos’ altro più-

63

C’E’ DEL BUONO

sempre ci si trova
a scalzare la morte
noi umani o la foglia la rosa
damascena

si riveste ad ogni ciclo
la natura – ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo

c’è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona

64

COME MONNALISA 2

simile alla monnalisa
che il tuo sguardo segue se ti sposti

è musa risvegliata l’idea latente
che in modo misterioso ti prende
corpo e anima

allora dallo stato di grazia
ti lasci portare al guinzaglio

65

DUE NOTE 2

due note
insistono nella mente
risalendo da un altrove in sogno

inducono
a una mestizia
che non sai dire

come quando intenerisce
il cuore
abbeverandosi a un filo di pietà

66

PER NASCERE FARFALLA

rivolti convenzioni
ti affidi all’inaspettato che
abita ogni tua cellula e sangue

rovesci il senso
del mondo: strato su strato
risali
cieli

per nascere farfalla

67

UN CANTO NELLE VENE

scompariremo

sì – la verità ci attende

spariremo alla vista
per essere altro: forse
vaghezza di nuvola o
sorriso di fiori

saremo volti
che galleggiano
sulla superficie del sogno

e avremo nelle vene un canto

68

Il BELLO CHE HAI DENTRO

(a una madre)

sarai o già sei musica e luce
se vivi per il bello
che ti fa vibrare le intime corde

pensi è un miracolo questo
fagottino che ti trovi in braccio
che dorme come un angioletto

nessuno potrà strapparti
il bello che hai già dentro

che ti supera

69

FIORE DEL SOGNO

fiore del sogno
ricamato di nonsensi
su sbavature di ossimori

sequenze di figure
daliniane
uscite dalla bocca della notte

fiore del sogno
che apre oblò
sul bello o sulla follia

70

SAPREMO

sapremo – io di te tu di me dei nostri
scheletri nell’armadio
di ciò che non ci siamo detti
delle ammutolite coscienze nell’ora
alta delle scelte
dove si curva l’orizzonte dei pensieri

sapremo – non per speculum
in aenigmate: trasparenti saremo

71

E OGGI CHE MI RITROVO UOMO FATTO

padre che sei rimasto di me più giovane
consumato anzitempo
una vita sul mare e le brevi
soste col mal di terra

avevi la salsedine nel sangue

così presenti
mi restano le rare passeggiate
mattutine e mai che mi avessi preso
per la strada in discesa
a cavalcioni sulle spalle

di carezze non eri capace

e oggi che mi ritrovi
uomo fatto
sai: mi fa male quel distacco

72

CONOSCERO’

[ispirandomi a David Maria Turoldo]

non oso toccare
il Tuo amore: rendimi
bianco come neve

per quel giorno che
mi si schiuderà la porta
che mi tiene nella morte

invadendomi la luce

allora
conoscerò
come sono conosciuto

73

DIRE DEL SOGNO

dire del sogno
di orologi molli e
di allucinate visioni
dell’inconscio che s’apre a ventaglio
portandoti a guinzaglio lungo
corridoi asettici senza
interruzione di porte

sentirti avvitare
nella vertigine
capriolare nell’orbita
di stato ipnagogico

risalire
al grembo-casa di mare

74

LO SPAZIO DI UN VOLO

ahi i ponti sgretolati
o pure considera quelli
detti collanti di carne e di sangue

e il desiderio che
si fa arco d’amore
filo teso d’acrobata

all’altro capo sei Nina

e mi vedi adesso
varcare fra nuvole in sogno lo spazio
di un volo fino alle tue braccia

75

DEJA’-VU

a perforare il bianco silenzio
l’ eco d’ un gemito lungo
corridoi e alle volte
di camere d’ albergo dei suicidi

v’ è un qualcosa d’ ancestrale che torna
per condurti dove sei già stato

nel tuo profondo il pendolo oscilla
dì una vita trasversale

76

PER STUPIRTI

in extrema ratio
ti aggrappi a curve di sguardi
per poterti ancora stupire

conoscenza è dall’alba dell’uomo
il primo anelito

in un cielo di silenzi
il tuo richiamo si spezza

77

SE AMORE SCRIVI

salverà il mondo
la poesia? no di certo non è cosa
immanente: il suo grembo è di celesti
aneliti ed è voce
di conchiglie che fa eco nei sogni

è la smorfia del clown
il bacio
condito di lacrime in un addio
l’ala d’angelo che perde una
piuma se senza il cuore “amore” scrivi

78

L’ENIGMA

il bambino col nasino all’insù
lo sguardo è un punto interrogativo
-i suoi perché

vagano nello spazio -alati- e
cristallizzano

altro l’Enigma
-racchiuso in una bolla-
altro i perché
dall’antichissima voce
alveo di siderali lontananze

-è il sogno il nostro specchio?

-dietro il velario di carne
chi siamo?

79

L’ IMMAGINARIO

[Leggendo “Finzioni” di J. L. Borges]

l’ immaginario apre al volo e a squarci
di vite trasversali

realtà sfumanti
nel mistero: parvenze a rapirti
in insondabili cieli d’ esagoni e sfere

porte spalancate
a risucchiarti
in innumerevoli stanze

fino agl’ inaccessibili meandri
del sogno

80

UN VAGO SCANDIRE DI NOTE

ti stringe il cuore un vago
scandire di note
legate a quel ricordo di lei
reciso dalle forbici del tempo

con l’imbarazzo del ragazzo imberbe
le lasciasti due versi d’addio

chissà non sia nell’aria
la risposta e la porti nel becco

il gabbiano
che scorgi al mattino
lambire le creste dell’onda

o solo plani
a inalare respiri
d’amanti dei fondali

81

ONIRICA

altro il reale mi dico –
a trapassarmi una lama di luce

mi sveglia un’accecante
finestra-specchio

mi vive ancora una distesa
di mare
a riempirmi di serenità –
vedevo venire dal largo
i miei morti che mi sorridevano gentili

non mi sentivo carne ma solo sogno
sapevo d’essere

82

PROFUMI NINNOLI 2

[sindrome di Stendhal]

profumi pinzette ninnoli
la collana sulla specchiera
resta a dire il gesto
dell’indossare

spesso
nelle sere vuote
una mano ti attira nella tela
effigie di lei e il suo sudario

ma peschi solo sogni
di ragno
dentro la vertiginosa trama

83

NELL’ULTIMO SANGUE

ora nell’ultimo sangue
è il vuoto delle braccia

ma sai non è difficile
far rivivere
la tua figura dall’ali recise:

un po’ mi consola
la visione
di te languida riversa
sull’amaca

mentre gli uccelli ti cantano
sulla testa

84

UN NON SO CHE

a volte
un nonsoche ti attira
come lo scandire di versi armoniosi
o la luce di uno sguardo

ci vedi un mare
aperto e

pescatori cotti dal sole
a prendere a morsi la vita
sognare la morte

un bimbo che piange
una donna che aspetta il suo uomo

tutto un mondo ci vedi

non sai spiegarlo
questo incantamento che ti fa star bene

questo amare la vita

85

LA VERGINE

se lo mangiava con gli occhi
il suo bambino
riscaldato dal fiato animale

dovrà -nel dolore della luce-
bagnare di lacrime i piedi della croce

Mater dolorosa – et
admirabilis

tu dal celeste manto

davanti agli ultimi ritocchi
Raffaello
insonne ti guarda rapito

DELL’INDICIBILE
2019

1

SINCRONISMO

[ispirandomi a Jung]

quando dici
nel posto giusto al momento giusto
-o sbagliato se vuoi- e ti chiedi
cos’ era a spingerti:
fatalismo o un
sincronismo d’ eventi

certo
non potevi non passare
da lì in quel preciso istante
-prestabilito?-

dove ad incrociarti era il tuo
alterego

2

A NUOVA PRIMAVERA

[la carenza dell’ispirazione]

sono quello spazio
che ti dice bagnami
del tuo humus come una terra
abbandonata

che implora
di ridonarmi luce
nutrirmi coi fonèmi che conosci

farmi sentire vento
che sulle ali conduca alfabeti
come una preghiera

ah rimpiango quel sillabare
di palpiti di soli
che ora in sogni monocromatici
mi appare irraggiungibile

implora
quel vuoto spazio che sono
di farmi rinascere a nuova primavera

3

LA TENTAZIONE

immagina quanto debbano
sembrare infiniti
gl’ istanti della carne che urla

quando
in due è diviso l’essere

entrerebbe in te un mare
sul cui fondo
ti avviluppano tanti tentacoli

se bastassero le braccia incorporee
della mente

a liberartene

4

NOI OMBRE STAMPATE

album – libro bianco
di noi ombre stampate

vi è sospeso
il rosso grido
del fiore che anela aprirsi

fiore della nostra essenza
sdoppiata
nel tempo piegato su
quello specchio di tenebra

di figure estinte

5

ANCHE PER VOI

salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte

VENTO SALINO

[ispirandomi a
“Febo, cane metafisico” di Curzio Malaparte.]

alla mia cagnetta piace inalare
il vento salino

quando sulla battigia
la lascio libera e
lei va veloce come una saetta

poi arresta la corsa e
naso all’insù -lo sguardo
un punto interrogativo-

scruta un cielo carico di nubi

forse ci vede figure
strane – forse animali

come succede a noi umani

7

L’ALBERO INTAGLIATO

il bosco brulica di vita –
primavera l’albero
intagliato

lo abbraccia la luce – pende
dal ramo il sapore di un addio
il suo palpitante sanguinare

come la ferita di un tronco
fulminato

8

DI FIAMMEGGIANTI PALPITI

(ad Alda Merini)

di fiammeggianti palpiti
dicevi garbata
e a un tempo sanguigna

cantando
lo spazio dell’anima

dei voli asimmetrici e
di amori tuoi devastati

cantavi

mentre ti fuggiva
dagli occhi la vita

d’albe di sogno la luce
vedevi salire ai Navigli

e senza remore
nudo esponevi
del tuo sangue il fiore
martoriato

9

DA UNA PARABOLA

una terra “dove
scorrono latte e miele”?

breve
il tempo – vedi è già sera

prostrato
dinanzi alla Sua splendenza
di “roccia spirituale”

la voce odi che
disarma:

“dammi il tuo cuore”

10

ABBRIVIDISCE UN CIELO

un cielo abbrividisce bianco di silenzi

guarda Signore come mosche annegano
i tuoi figli – un mare di cadaveri

niente più scuote sorprende
-agonia del mondo

quando finirà: ancora e ancora
speculano sulla pelle dei miserabili
gli scafisti trafficanti di morte

11

FEBBRE AZZURRA

del senso del bene
che ti prende per mano o del
sentire indicibile
suggerito dall’angelo che non vedi

febbre azzurra
di quell’agitarsi nel sangue della musa
o dell’infinito spazio
della mente aperta al sogno

quando chiami i morti
la cui empatia
ti dona uno stato di grazia
che oltre il giorno perdura

12

NO MAN’S LAND 2

l’incognita dell’ora – sempre
a metà strada noi che siamo
terra di nessuno:

il fratello oscuro
che s’agita nel sangue

a mimare
il dolore del cosmo

penetrati da tutto il freddo
del mondo –
immersi nel mistero di noi

13

CHI TI CREDI

(contro la prepotenza e la superbia)

usi il plurale maiestatis
ma chi ti credi
aureolato tu di vacue
onorificenze
che col lupo segui la pista
del sangue

nightmare per te se
ti fronteggiasse un davide

ad abbattere con fionda quel tuo trono
di tracotanza

anche le pietre canterebbero – sì!

14

L’AFFRONTO

oltre l’età
dell’oro o della incoscienza
sbattiamo la faccia contro la notte

il primo impatto
forse quando
ci si isola perché ci hanno
gratuitamente derisi

e non sappiamo quali
“affronti” o spine o ferite
tenga in serbo la vita
per noi

sotto un mutevole cielo

15

IMMAGINI PASSEGGERE

la composizione dell’apparire
di cui è fatto il mondo – maya
se vuoi o fuoco dipinto

in questo vortice d’ombre
noi siamo
a noi stessi estranei: forse polvere
di stelle o solo immagini
passeggere

specchiate in un vacuo sogno

[fuoco dipinto: da un verso di Maria Luisa Spaziani]

16

LA LUNA NEL BICCHIERE

al quartiere della movida
addentano luccichii
bevono la luna nel bicchiere

dopo l’alto livello dei decibel
un silenzio striscia lungo i muri
tra vertigini di ebbrezza

chi saprà decifrarli
i respiri spezzati dove la parola
impastata annega

e nel cuore
incenerisce la carezza di un dio

17

LE PAROLE LEGGERE

come pensate
vogliono subito uscire nell’aria
posarsi sulla pagina-lenzuolo
sotto tante lampade

vite in fieri
chiamano legami

fan ressa una
scrematura è tuttavia
pressante

si cercano nel sangue
in epifanie di luce

18

MESSAGGERI

se li richiamiamo alla memoria o
solo diciamo il loro nome

ci rassicurano coi loro
impercettibili sussurri

per dire
eccoci

messaggeri incorporei
aleggiano su altri mondi – recepiscono

echi di tante entità –
vogliono dirci: “non siete soli”

19

GLI SPONSALI

(impressioni da un matrimonio)

banchetto luculliano e la musica
a palla il sorriso ebete da
“bicchiere di troppo”
lo spellarsi delle mani
il bacio casto la lacrimuccia
e

prima che il tempo li sciupi
l’indomani i fiori
andranno ad onorare i cari
familiari passati a miglior vita

20

SEI L’ATTESA E LA FERITA

Dio ti sognò e fece
del tuo sangue una cattedrale
sede del co-creare

sei l’attesa e la ferita
-da te così distante

fatto di abissi capovolti
e frammenti di memoria – cavalchi
il dorso del mare

dove un’itaca chiami senza voce

21

LE PAROLE

le parole giacciono avvolte
in sudari
toccate dalle mani dei morti

neo-nate
le scrive il mattino
sulle ali del vento

concepita dalla notte-madre
sanguina luce
quella che credevi smarrita

22

ED E’ UN PRESENTIRE

siamo buchi neri
affamati di cielo

ed è un presentire
come una mano sulla spalla
il doppio celeste che
chiama dall’ intime fibre

estrae dalle viscere la memoria e
la custodisce nell’ akasha

attende il ricongiungersi
nell’ abbraccio cosmico

23

COME ONDE DI LUCE

il già e il non ancora
la prima venuta e la seconda

quando
i cieli si apriranno e

come onde di luce o
purezza d’ angeli

schiuderà la parusia atomi
di verità

24

I POETI

i poeti “maledetti” vanno via presto
neanche il tempo di assaporare la gloria
-gira nella testa un celebre verso
di Bellezza o di Rimbaud-

vogliono mostrarci il passo d’addio
affacciati a un cielo carico di futuro

25

SOSTA

ricalchi i miei sentieri
riflettendoti in ogni mio pensiero
angelo che da me sei
invocato
da che ti so nell’oltre

tanto somigli -uno
stravedere?- a quello della volta
che da bambino in estasi guardavo
naso all’insù per ore

oggi -pesano gli anni e aspetto
il ritorno al grembo- mi crogiolo
s’una pietra ancora calda di sole

nel giorno che declina

26

LA SPINA E LA ROSA

sin dalle acque creaturali
prerogative del cuore
la spina e la rosa

emersi da naufragi-di-sangue siamo
fioriti dagli occhi – prima
di trasmutarci nell’aria

la luce una velata “ferita”
rosa che s’asconde

27

FANTASIA 6

che se mi chiedessero
ti piace la vita da clochard
in un certo senso approverei: non fosse
altro che per sentirsi libero
come un uccello senza il burocratico cappio

(ma vedere un poveraccio morto all’addiaccio
sì che ti stringerebbe il cuore)

i vivi mangiano i vivi e i morti
sono concime per la terra

un giorno
mi piacerebbe spuntasse almeno un fiorellino
all’altezza del mio cuore rinsecchito e nero

28

IN UN DOVE RIFLESSO

(dedicata alla donna)

affido alla pagina
questo grido inchiodato

te lo vedo
in un dove riflesso

materializzarsi nel braccio
a inane difesa dai colpi ciechi
del vile

affido alla penna
il raccapriccio
per la rosa di sangue che si espande

in questi tempi oscuri

29

LA FORMA DELL’ACQUA

il nostro sangue si confonde con l’indaco
dove il volo d’ una rondine s’ eclissa
dietro una nube

camminiamo con i piedi nella morte
-chi più cosciente chi meno-
siamo

senza bandiera terra di nessuno
-la forma dell’acqua
è quella che la contiene

30

D’ ISPIRATA LUCE

le ali azzurre della fantasia
sono vele ora e ti vedi
odisseo
a solcare i grandi mari
lambire inesplorate
terre
le vergini terre del sogno
dove s’imbeve il nascere
d’ ispirata luce

preludio alla bellezza

31

LIBRO SACRO

la riga nera balza dalla pagina
è cuore sanguinante
soffio dello Spirito che accoglie

è la piaga del costato
delle mani trapassate dai chiodi

produrrà i suoi frutti
non sarà polvere nel vento
la Parola fatta pane

32

GLI ALBERI DANNO UDIENZA

il noi è scalzato dall’io
l’altro neanche più lo si calcola
la sacralità della vita è una favola

le nostre menti che
per secoli d’arte e bellezza
hanno gettato al di sopra della notte
ponti di luce

ora annaspano in un vortice mortale

palpita la terra tradita
gli alberi danno udienza agli gnomi

33

VITA ZINGARA

ama passare interi pomeriggi
appollaiato sull’albero preferito
con la frescura delle foglie
dove nella pace gli nascono poesie
o si diletta a contemplare per ore
la lunga teoria di formiche amiche
che sanno dell’aria e del sole
non del peso della vita

un’ idea
sarebbe trasferire nei suoi versi
insieme all’asimmetrico avanzare
l’ istinto conservativo
nel loro ben ordinato universo
nonché la frequenza dell’atto
sessuale
di cui si dovrà documentare

quest’ uomo ama la vita
zingara senza cappi
gli mancano solo un paio d’ ali

34

GEOMETRIE INGANNEVOLI

(della tentazione)

giorni si dipanano
in geometrie ingannevoli

il maligno si cela tra le pieghe – tu
percorri lo scintillante sentiero
dove l’esistere
s’ imbeve delle radici della luce

lui è lì a spiare mentre
inconscio ti pieghi nello specchio

35

APPARENZE

qui
di noi solo apparenze
-ridimensionati siamo
-acqua e memoria un sogno di volti

delle nostre ali -dalla nascita-
abbiamo perso ogni tanto una piuma

e la chiave del cuore
-ahinoi- dimenticata in soffitta
tra arnesi fuori uso
mangiati dalla ruggine

36

RILEGGENDO

rileggendo capita mi sorprenda
la mia penna

sangue o inchiostro?
-quando le scrissi le parole

pareva aleggiassero
guidate da una mano d’angelo

o emergeva dal sogno il loro
criptato alfabeto

così dai fonèmi
ero portato al guinzaglio

37

IN DIVENIRE

vorresti
levitasse l’anima in cerchi
espansi nell’etere
mentre rappresi restano
negli occhi pezzi di cielo

cadono voci
come in frantumi di cristalli

su mari aperti -vedi-
si scrive la vita picara

38

COME CAMMELLO

come cammello da cruna
o porta stretta passerà
di là il sangue genuflesso
l’ Eccelso adorando ?

esulteranno allora le tue ossa ?

chi a dirti di capovolti cieli
-rovescio dell’ apparire-
se non l’angelo inavvertito ignorato
nei giorni grassi

39

IL CUORE DELLA LUCE

(Monna Lisa)

più che lo sguardo in sé
lo avviluppa il cuore della luce
entrando nel quadro

quella luce enigmatica che
lo seduce come musica lieve
sottofondo di un oltretempo

a saziare il suo cielo

un mare aperto in quegli occhi
d’inesprimibile incanto

40

CAINO

hai levato il braccio
e hai capovolto i cieli

dai recessi del sangue
rimonta la melopea selvaggia

hai sul collo il fiato di colui
che abomina la Croce

e ti trascina nel vortice osceno