Light bulb on green grass

The Future of Local Solutions with Poesia 2: Innovation and Expertise Combined

208

PAESAGGI INTERIORI

tu dici
la vita è della morte
vita che indossi
che mastichi e ti mastica

la chiave o il
rovescio -sai- è quella
“vita fedele alla vita” – ad aprirti

paesaggi interiori
ritagliandoti uno spicchio di cielo

209

L’ ETA’ SPAVALDA

il volo degli aeroplanini
con su scritte indecenze o
un candido complimento
e la destinataria avvampa
dal primo banco c’ è chi lascia
cadere la penna
per guardare le mutandine della prof
poi fuori come scalmanati allo
squillo della campanella
e ahi ci scappa l’occhio pesto
innato senso
di rivalità tra bulli
per una bocca di rosa

210

NONSENSE

il pensiero allucinato ti apre
varchi daliniani di nonsense

anche la tua figura si deforma
come gli orologi molli

e il cuore si libra
sul fiato
del dove e del quando

211

IN INFINITO ESPANDERTI

(a Gabriele Galloni)

ti vedo con fare garbato
rivolgerti ai morti tu che anzitempo
sei dei loro sei come loro
tu che ne scrivevi chiedendoti
“in che luce cadranno”

tu cuore amante dell’ ignoto
alla sua riva in infinito espanderti

(tra virgolette il titolo di una sua opera – 2018, RP)

212

NON SEI DEI LORO

nel chiuso della stanza o
di pomeriggio nel sole
da un po’ ti sorprendono
a parlare coi morti – questi
non tornano e tu non sei
dei loro -ancora-

sono spirito (ma di essi
poco si sa) -ubiqui
ti leggono il pensiero e a volte
giocano con le nuvole – quando
nelle tue pareidolie
ti pare ravvisarli

213

LUNGO UN FIUME D’ECHI

quel che accade “deve” accadere?
stabilito dall’alto
o da occulta trama?
e il libero arbitrio allora:
è al 50? al 30?

vestiamo le possibilità
le decisioni sofferte
tra gorghi del sangue

sarà un caso ma
trovarci di qua della strada
invece che di là
potrebbe ribaltarci la vita!

siamo tenui fiammelle
lungo un fiume d’ echi

(“caso” o quella definita “sincronicità” junghiana)

214

CONDONO

“condono” dici?
se era massacrato – una maschera
di sangue
la persona: un solo grande urlo

guerriglia urbana –
la pelle rischiano
gl’ inviati del tg
tra lacrimogeni e
manganelli che fendono l’ aria

abuso
di potere: come vuoi
chiamarlo
-un nuovo caso Cucchi
come tanti altri cristi in croce

215

UTOPIA

presi in un giro mortale
lasciare tra le mani
trascorrere le ombre della sera

utopia
raccogliere i frammenti di una vita
in un numerabile infinito

(primo verso: parafrasando Ungaretti)

216

L’INFERNO

(mala tempora ed è belzebù
a guidare la danza)

l’inferno è sulla terra
è l’ uomo stesso a crearselo
da quando caino alzò la mano sul fratello
da quando fiammate di odio
aizzano popolo contro popolo
per la supremazia di nazioni
e nascono come funghi velenosi
nuovi satrapi

(le vittime a migliaia
le raccoglie Dio nelle sue braccia –
giammai può il suo Amore
contenere l’ inferno)

esso
è in terra se vedi annegare
negli acquitrini la bellezza

217

PER UNA VOLTA

(quasi una preghiera)

volesse il cielo una volta
mi conducesse il mio angelo e
in una visione ipnagogica
sentirei il mio sangue espandersi
ai quattro lati della terra
a forma d’ una grande croce

sentirei allora
esplodermi il cuore
in tanti frammenti d’ amore

ma sono un peccatore

218

A VOI MORTI

mi rivolgo a voi
morti usciti dalla morte
voi non più in morte-vita
vivi ben più che i vivi

siete in noi e in nessun luogo
lontanissimi e vicini

lungi da voi ripercorrere
i meandri della memoria
perdervi e ritrovarvi
e ancora perdervi
nei dedali delle passioni
fuggevoli

è l’ atavico sangue a dire
“sono” –
è ritorno all’origine: come
nella prima luce

219

L’ INCONOSCIUTO

vertigine dei numeri
all’ infinito

tanto più che i granelli
di sabbia

così gli universi
le miriadi di mondi

l’ aleph: il punto
inconosciuto dove Dio li vide
specchiati nel Suo Sogno

220

LE PAROLE NON DORMONO

le parole non dormono
cercano il loro sangue
incessanti si affacciano
alle finestre degli occhi

nude presenze emerse
dal fondo dove è coro
di voci che sanguina
in luce

221

IL VIAGGIO

vedi aleggiare
il tuo soma d’ aria
a varcare confini di mistero

ulisside
su rifiorite rive
d’ un’ itaca celeste

222

MATTINO

nello specchio del comò
si guarda una luna sghemba – prima di
dissolversi

indugiano nel sangue
sfilacciati sogni –
si attende supini
mano nella mano
che cresca la luce

e c’ inondi col suo
buongiorno

……………………………………….

ASSONANZE
(2021)

223

PIETRA DI SOLE

scintilla il sogno
sopra la vita ondivaga

luce affebrata
accompagna
questo scorcio d’ anni

nel meriggiare ti accoglie
una pietra calda di sole

224

NEL SUO SEGRETO

non senti il grido della terra?
la natura si rivolta
araba fenice
la sacralità
della vita violata
è intatta

non è la notte del mondo

la rosa
ha in sé nel suo segreto
la bellezza

225

SECONDA VITA

all’alba svaniscono i sogni?
o sono parte di noi
insediati nell’ intime fibre
come una seconda vita
disincarnata?

attori-spettatori
secondo la “via regia”
trovarsi alla stazione o in
riva a un mare cristallino
-déjà-vu che ricorrono
in placida naturalezza

via regia: definizione di Freud del sogno

226

I POTENTI

“beato chi pratica la giustizia”:
i potenti voltano la faccia
i potenti operano al buio
non sopportano la luce che li acceca
ogni opera buona
di chi è troppo “umano”
è sasso d’ inciampo
i potenti dileggiano
chi osa parlare
d’ amor fraterno
al grido del povero
prostituito alla vita
oppongono un ghigno feroce

227

LE PAROLE

imbastire dei versi e
renderli appetibili? suvvia
non cercarli attendi
che vengano a te come in sogno
propiziatorie parole
neo-nate
dal sangue emerse
in luce

228

L’ APPAGAMENTO

(visione)

ti accoglie un mare di luce
e sei come appagato
di tutto
tu essendo tutto nel Tutto
ti si apre lo sguardo su
infinite dolcezze
mai sognate nemmeno
in alveo materno
la trasparenza del cuore
ecco librarsi sulle
corde del fanciullo
luminoso

229

NATALE PRAGHESE

(da una omelia)

la maestra imprigionata
la verità bendata
-macché! tutte fantasie!
-Gesù bambino non esiste!

di qui
il tumultuare in crescendo
di quei piccoli cuori:

e a quelli -i miscredenti-
sarà stato negato l’ abbaglio
di luce che avvolgeva

le anime innocenti

quando esse chiamarono
all’ unisono il Verbo incarnato

230

LA VITA SI GUARDA

la vita si guarda
vivere specchiata essendo
dell’ Oltre il suo rovescio

solo
apparire – geme la
natura: non senti le doglie
del parto?

231

INCANTAMENTO

sorprendete sempre
voi palpiti mutati in versi
se il cuore ha un balzo per una
metafora felice

come quando il bambino
gli occhi ridenti
spalanca per la novità
delle ciliege appese alle orecchie

232

FEMMINICIDIO

tempo di ribollir del sangue
e cielo e terra si tingono di rosso
l’abbaglio della lama tra la folla
impossibile sfuggire ai fendenti ciechi

l’ attimo dopo
lui è rivoltato in sé
-non più lo stesso-
nel proprio tragico buio

233

SENTO QUALCOSA IN ME

sento qualcosa in me
che non è di questo mondo
mi trapassano gli strali delle
convenzioni ma nella
curva degli occhi tremano
frammenti di stelle – stimolo
la mia innocua follia
nel segreto degli specchi dove ali
d’ angeli leniscono
l’ ebrietà del sangue

234

L’ INGANNO

-che vuoi da noi?
-sei venuto a rovinarci?

vedono i loro progetti
mondani contrastati
da quest’ uomo che si dice dio

le sottigliezze dello spirito
maligno si attivano dal primo
uomo e continuano a infierire
con danni irreparabili

-che vuoi da noi?

il male lo credono il bene
in quella loro cecità

235

DI LUCE E SOMMESSI GRIDI

è quasi fatta
tutta in dormiveglia come
nella testa una musica – poi
da eliminare i nonsense o
addomesticarli vestirli
ché diano colore

emergono i fonèmi dal fondo
tu li prendi di slancio e sono gonfi
di luce e sommessi gridi

236

CHISSA’ DOVE SEI

abbracci avvolgono il cuscino
gioca un raggio di luna
tra i tuoi capelli
ti guardo
dormire – penso
chissà “dove” sei ora

tu che ami i viaggi
interstellari
tu immersa in un
senzatempo
d’ esagoni e sfere

(ultimo verso: ispirato a J. L. Borges)

237

L’ISPIRATRICE

dopo forse più d’ un migliaio
dettate dall’alto o dal profondo
di te ti chiedi
se a crearle non sia stato
un altro e non tu:
specie delle più
datate non riconosci la mano

l’ispiratrice vagheggia nella
testa in auto per strada o
si nasconde tra le pieghe
del divano e
nei momenti più inattesi ti dà
la mano

stornando uno scialbo esistere

238

DAMMI CUORE (PREGHIERA)

dammi ancora tempo
tempo per sognare
altre vite
tempo per
arcobaleni e luce e voli

e che io fedele sia
alla verità

alla fine
dei giorni che non debba
vergognarmi di me

dammi altro tempo – dammi
dolore
per gli ultimi
dammi cuore per gli ultimi

239

L’ALBERO

l’abbraccio è scala al cielo
l’albero che si sente abbracciato
ti è grato con la sua ombra
nel rinvigorire
nell’incipiente primavera

è casa degli uccelli
che sentono
anch’essi il fraterno “contatto”
-sei nella
natura tutta che freme
di vita

240

DIVAGANDO

senza pentimento
strappai le poesie giovanili -sarà
capitato a tanti- altre poi
ripudiate

pezzetti di versi
continuano a svolazzare farfalle nell’ aria
nuove poesie germogliano
come alberi o fiori

241

NELL’ARMADIO 2

l’altro giorno nell’armadio
non trovai uno scheletro ma
in una giacca appesa da anni
un foglietto con alcuni versi
scritti in grafia minuta

li avevo
nelle stanze della mente
dapprima cullati poi
un po’ persi un po’ ripresi

vi vedevo le vele del sogno
andare su mari aperti
ulissidi cotti dal sole
legati a canti di sirene
mogli a tessere tele all’ infinito

e
molto altro: visioni
dissolte nel nulla

chissà quei versi
avessero preso forma
ne sarebbe uscita una piccola perla

no – diciamo
una cosa decente
ad essere onesti

242

NELL’INCERTA LUCE

nel sangue degli echi
i tuoi franti aneliti
le cicatrici di luna e il rosso
grido delle estati che non
vogliono morire

le pieghe dei ricordi
a vestire sorrisi di sole

ora galleggi
in questo brusio di vita
mentre una vecchia pietra ti accoglie
ancora calda di quel sole
che lento annega

e ti attardi
nell’ incerta luce

243

RELATIVO

dall’apparire dello ‘strisciante’
inganno convenzioni lussuria
i pilastri del mondo

relativo il tempo
come il soma come la morte
(il morire: una scrematura)

non del mondo l’Assoluto -che
è vita nascosta

244

VISIONE

siamo mare aperto
espandersi dei sensi
in onde di luce

la nostra stella
custodisce
i vergini sogni

245

SIESTA

(barlume di ispirazione)

quel che resta nella mente
dopo il dormiveglia non è
che balenìo o nulla

tale presentire ha
l’ accortezza
di non immediato svelarsi: resta
nel limbo

sgusciante si cela
tra pieghe del divano
la voce della
tivù rimasta accesa
lo disorienta

246

UN GIORNO SENZA TEMPO

quando stavo per “andarmene”
sentii tirarmi per i piedi

io nel sogno io sogno
criptato

un giorno senza tempo
nella meridiana di sole

ero
tra gli angeli e i morti

247

CENERI E KRONOS

ti parrebbe certo fuori luogo
durante un lauto pranzo se
ascoltassi di morte e di ceneri

-io le custodisco in un’ urna
-no guarda preferisco
le disperdano in mare o nell’aria

pensa: siamo niente – a divorarci
kronos -occhi
di vento e pulviscolo nell’aria

tra un boccone e l’altro
guardando oltre questa
morte che ci attraversa

248

IL FIORE DEL SEMPRE

(ispirandomi a una conferenza di Rudolf Steiner)

vivessi pure cent’ anni
non saprei mai chi sono
laddove l’umano m’ inibisce
la memoria dell’origine

pure urge in me un essere
superiore – il fiore-del-sempre – che
mi sarà rivelato
quando
si aprirà all’ eterno
il trasfigurato corpo

249

LE PAROLE TI FANNO VOLARE

quell’ immaginoso
come in un sogno ad occhi aperti
è un ondivagare di due versi nella
mente domani forse se ne
aggiungerà qualche altro
le parole ti fanno volare
ma la concisione vuole
sia detto “tanto con poco”

empito che sale
come una piccola marea
da attentamente vegliare

250

RITORNARE

ri-tornare?
per ancora sanguinare?

a sfiorarci una felicità
effimera
a trapassarci gli strali
del destino

quando la gioia piena?

giunta l’ ora risparmiaci
la “ruota” se fosse nei Tuoi piani – e
che la morte sia una

accoglici per sempre
nell’alveo Tuo d’ amore

(la ruota si riferisce al samsara)

251

NAUFRAGO DI SOGNI

cosa incresciosa
quel periodo no
dell’aridità d’ ispirazione
-capita a tutti- e ti vedi
impoverito
annientato come
disteso bocconi sull’arenile
naufrago di sogni

252

STATO DI GRAZIA

non lui che scrive
non volute le parole emergono
dai recessi di un dove
viscerale
e in quel mentre si ritrae la morte –
è lo stato di grazia
per chi viene detto poeta
o costruttore di sogni

253

QUESTO AVVICENDARSI DEGLI ANNI

le volte che ti coglie sonnolenza
frammisti brevi tratti allucinati
la testa reclina sulle braccia

lento meriggiare assolato
il ronzio
d’ una mosca e voci indistinte dal cortile

e questo avvicendarsi degli anni
come una marea che ti porta

ma ancora t’ accora -inno
alla vita-
un non raro cinguettio sul davanzale

254

VAN GOGH

certo
si può dire di lui che fu uno
toccato dalla grazia
se il senso del tempo spalmava
la follia sulla tela
col giallo a invadere visioni
allucinate

255

ETERNO PRESENTE

ho sognato una piazza la sua
circolarità senza confini
forse dava nell’altra dimensione

chiamava il mio sangue l’aleph
di borges il suo eterno
presente – dove sei tutto e il Tutto
è te – dove il Figlio
rinnova le sue lucenti piaghe
cogliendo i perduti

256

AFA

vene esplose di questo giorno d’afa

me ne sto seduto s’una pietra
ancora calda di sole
rimuginando pensieri

come nuvole vaganti

-nell’immaginario
ora capre ora angeli-

257

I LIBRI

le tue creature
hanno un respiro una voce
mai che si annoino
sebbene in ombra
vivono nel cuore della luce
i loro sguardi attraversano muri
i dorsi nelle vetrine hanno occhi
sempre vigili
ristà il sangue delle sillabe in una
malcelata calma

258

CERTO E’ L’ETA’

se oggi ti senti in buona parte
appagato è il caso di chiederti dove
sarà finita quella spericolata
baldanza esibita per i soli suoi occhi
-lei distesa sull’amaca
lo sguardo intinto nell’azzurra luce

certo è l’età che avanza e
forse nei sogni t’incontrerà quell’io
dal tempo ormai divorato

259

IL POSSESSO

-guarda: tutto questo sarà tuo

-ah padre padre
che non ci hai saputo amare

mi trapassano gli strali della tua freddezza

le cose? non danno sicurezza
schiavo ti fanno

non hai considerato
la grande apertura alare che dà
la libertà di amare

260

COME ANGELO

è un soffio la vita e già ti vedi nella
dimensione nuova dove tra le “beatitudini” non c’è
moneta né caffè né vino cui non sai
fare a meno e neppure
ha effetto la farina del diavolo
non esiste l’amplesso come lo si pratica
essendo tu come quell’
asessuato angelo che pare
strizzarti l’occhio dalla volta

261

OCCHI PULITI

questo stupido mondo da cui ti fai condizionare –
non ti sentirai del mondo se levando
lo sguardo in sù vedrai l’immenso
specchiato nei tuoi occhi l’azzurro penetrarti
quell’azzurro che è nel tuo nome

in te
stupito d’essere
come quel bimbo occhi-puliti
che vuol toccare la luna

262

MAYA 2

la sera viola inghiotte
tra le anime e le pietre
apparenze di te di me

si leverà un grido dalla cenere che siamo
a chiedere dov’è la vita quella vera

263

IL VERSO

sai
per ore mi sono arrovellato chiedendomi
se dovevo lasciare o eliminare un
articolo in un verso

ridicolo? mania di
perfezione? no – ti dico –
il verso perché tenga
deve dire armonia
respirare lungo come il mare
scorrere come sangue vivo
nelle vene del cielo

inebriarsi
morire rinascere
in una smemorante dolcezza

264

FRAMMENTI DI UNA VISIONE

ali di luce
s’invaghisce dell’angelo il cuore
senza voce sordo
ad ogni mieloso canto di sirene

itaca è negli occhi
il ritorno l’approdo
per l’indicibile altro da sé

265

SUI SESSANTA CREDENDOMI UN RAGAZZINO

sui sessanta credendomi un ragazzino
saltai in malo modo una staccionata
e mi ruppi il setto nasale

riandando addietro mi vedo
smaniare per tom sawyer
quando mi esibivo in acrobazie
sconsiderate per i soli occhi
di una graziosa becky thatcher

266

SU MARI APERTI

l’anima
una finestra sull’immaginario
in espansione dei sensi

azzurrità di cieli
a invadere gli occhi

è senza tempo
il viaggio
su mari aperti

267

LA CONCA DEL CUORE

mani a giumella
ad accogliere
umori del numinoso

giammai
siano infangati
dalle cloache del mondo

268

INGREDIENTI PER UNA POESIA

prendiamo una manciata
di metafore
alcuni ossimori
degli appropriati enjambements
togliamo qualche
fronzolo che stona
il tutto condito
con spicchi di luna

ingredienti per fare una
poesia
ma che nasca dal sangue
come un fiore
panacea sia
per gli occhi
dell’anima nuda e sola

269

RICUCIRE LE ALI

espandere la parte
divina quella detta
anima
bistrattata non di rado quaggiù

ricucire le ali
per contagiarsi di bellezza

270

LA MEMORIA E’ UN GRIDO

(Auschwitz – Birkenau – Mauthausen)

non è dei morti ricordare: la memoria
è svanita col fumo della carne bruciata

ai vivi le notti
spaccatesi alla volta del cuore

la memoria è un grido
inesausto
che corre nell’aria
su prati di sangue

271

ARBORESCENZE

scrivere su fogli d’aria
ai piedi della notte
dove evanescenti
veleggiano i sogni

arborescenze dell’anima

umori sospesi
sulla bocca di un dio minore

272

RESTARE IN BILICO

restare in bilico
tra quel po’ d’intontimento e
una giusta lucidità
il discorso del capotavola
la cui lungaggine
è latte alle ginocchia
la gimkana dei camerieri
-ascelle sudate e
sorrisi smorti- che
si aggirano tra vacue presenze
il quadro infine
è una recita smodata

273

IL GIOCO

averlo nel sangue
sin dallo stato fetale
scrivere “lettere” sulla sabbia
come nostro Signore
truccarsi con barba di nerofumo
emulando un improbabile sandokan
da adulti i giochi del sesso
per stuzzicare l’ “appetito”

intanto
nella fantasia edonistica

vaghezze di nuvole
fanno la vita leggera

274

YIN YANG

sei la mano destra
che non sa della sinistra
il buio la luce
cerchi
in un alone di mistero
il tuo nome alle origini
nomini
la bellezza della rosa
colta sul ciglio del mondo

275

LA PORTA

il cammello inginocchiato
passa per la porta stretta

vi si passerà se spogliati
di tutto

gli altri: “voi non vi conosco”

276

SIAMO OLTRE

siamo oltre: una parte
di noi già nell’oltre
senza saperlo – intangibili
come nei sogni

qui in-consistenza d’ossa
e sangue non si traduce nella
“persona”: di lei è
l’intaccabile: la sbiadita copia

277

NIGHTMARE

preso nel vortice
sentirti cadere dalle nuvole
vaganti su l’empire state building
muri di carta ad avvolgerti
strati e strati togliendoti l’aria
nel cervello versi criptati
come da profondità inviolabili
da ogni lato nonsense
a lacerarti come strali di luce

278

L’ABBRACCIO

sopra il letto piove luce di stelle
mi giro sulla destra per stampare
un bacio sulla gota dell’amata
lei mi corrisponde con un abbraccio
e dire ne sono passati tanti
di anni ed è come fosse ieri

un gallo canta in lontananza ed è
l’alba

DIETRO IL VELARIO
(2021)

279

AVEVO IN MENTE UNA POESIA

stamattina avevo in mente una poesia
stasera
non ricordo più nemmeno un verso

ho lasciato il foglio bianco
con flebili echi d’un mezzo secolo e

ora rammento solo una pioggia di luce
di stelle sopra il letto
e il caldo abbraccio di lei

sullo schermo della mente
un vissuto che sembra ieri

280

ASPETTATIVE

vestono
il rosso della passione
le svolte del cuore

un volo alto
è richiamo
di aspettative in divenire
in un mondo devastato

281

SENZA TITOLO

sono malato d’azzurro

sarò
putrefazione? non “io” certo ma questo
involucro che indosso

mi abita un luogo-non-luogo e sono
invasato d’azzurra luce -oh mio Dio!-
corteggerò le miriadi di stelle
che hai posto nel cielo e

sarò sgabello
ai Tuoi piedi

282

LA BEFFA

ho sognato che
fiammelle erano le dita
che benedicevano
del santo protettore di quel luogo
impronunciabile
lo portavano in processione il santo
lungo la strada stretta in discesa
qualcuno cedette la statua
finì in pezzi
l’ultima beffa
le armi che portavano addosso

283

UN BUCO NEL CUORE

lasciammo l’intima essenza
nella dimora dell’eterno

relativi
sogniamo epifanie di voli –
ed è un buco nel cuore
la bellezza mancata

284

SCOPIAZZARE

meschino espediente -parole
d’altri potrebbero
rivoltartisi contro come jene

cosa risulterebbe infine? una
poesia non-poesia –
né carne né pesce

nemmeno cercarla
devi
tra parole vaganti nel sangue
sarà lei
disponibile
quando meno te lo aspetti

285

DETRATTORI

non si può fermare
lo sbocciare della rosa
se vuol dischiudersi
anche nel gelo
nuda
disarmante

contro i detrattori di
bellezza – che

splendenza emana e
armonia

286

NELLA FINE L’INIZIO

(a Tiziano Terzani)

riconoscere nella fine
l’inzio – di questa
vita il negativo o rovescio

in quel tempo
non trovarsi -ahinoi- ubriachi
di mondo

287

PER UN RICAMBIO D’ALI

Lui ci culla
sul mare della misericordia
della sua carezza di madre
noi siamo indegni

manda a noi abbrutiti
l’angelo per un ricambio d’ali

ma l’impulso icariano
è brivido
che corre nelle vene del cielo

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Poesia 2: Elevating Local Solutions with Passion and Precision

288

DI NOI

di noi
mostriamo esigua vita
più l’esteriore che
quella che ferve nel sangue

i viaggi mentali i sogni
mistero ch’è appannaggio
di proprietà esclusiva

-la testa reclina
il nostro fido ci guarda attento
come cogliesse pensieri

289

IL VINO

il vino del vangelo
è quello delle vene aperte
su cui si posero labbra
di madre

prima che il cielo si oscuri
prima della fine del tempo

“bevete tutti da questo calice
di sangue”

290

PRIMA LUCE

i sessi unificati
vestiranno la grazia angelicata

quella della prima luce

291

L’ALTEREGO

il soffitto ti si fa cielo
nel pregare
angeli ti scendono nel sangue

quando ancora ieri
abbrutito covavi
rancori verso te stesso e il mondo

amore
era parola vuota: eccoti ora
specchiato nel tuo doppelganger

che ogni volta
annega
nel lago della sua spocchia

292

ALLA STAZIONE

nell’intravedersi da lontano
agitare festosi le braccia

come volersi levare
nell’aria – uccelli di passo

293

SI SPERA

si spera che la morte ci trovi vivi
parafrasando un celebre detto di marchesi:
si spera: ché l’uomo
spesso è al di sotto della bestia
(erode/erede della svastica)
a voler oscurare la notte della Nascita
-mentre il mondo continua a girare in tondo
senza un fine catartico

294

IL LUOGO ACCANTO

dovevo immaginarlo
nulla di cambiato
è solo il “luogo” accanto
dove ci si trova trasparenti

come mi sono visto
in sogno una volta nell’altra vita

295

AI PIEDI DELLA NOTTE

un nodo d’inquietudine sospesa
si scioglie ai piedi della notte
sotto una luna ammiccante
l’amore è come l’ansimare del mare
s’abbevera del sangue delle stelle
aduna in sé il sentimento del tempo
vòlto dove è dolce la luce

296

ANGELO DELLA VOLTA

benevolo mi eri
novenne o giù di lì
ché dalla volta mi dettavi parole
di luce per poesie rimaste nell’aria

indicibili voci erano
d’un oltretempo
ove si schiude tremulo il fiore
che porto in me d’eterno

297

IN VESTE D’ANGELO

l’atto dello scrivere
è stato di trance: esci
dal soma e ti cali
nell’immaginario

che in veste
d’angelo una lanterna
ti presta
per i fonemi

298

SOGNI

ti sei visto ancor giovane
più d’una volta esibirti
in acrobazie per i soli suoi occhi
(lei sull’amaca capelli di grano)
o le volte prendere treni
in corsa o librarti contro
il soffitto o disfarsi la
carne fino allo scheletro

-è la sola mente che crea
un oltretempo

gioco iperbolico
quella volta che nel “luogo accanto”
Ungà ti fece un cenno
per dirti
questa poesia la puoi migliorare

299

MEMENTO

bau e miao
la parola gliela leggi negli occhi
ma come tutto il regno animale
essi non si affacciano sulla loro morte
a cogliere
il proprio limite

(forse nel dopo
si è
quel che si fa e si pensa –
e dunque rispettiamo
le creature viventi
inconsapevoli – occhi di stelle)

300

DI LA’

“di là un qualcosa ci sarà” –
“qualcosa” dici?
non basterebbe lo elevassi all’infinito
o meglio: è un infinito dilatarsi – immagina

quel che si dice
Assoluto: non vi sono porte da aprire
né privacy né pass da nascondere
non tracce da seguire – impossibile perdersi

e ancora: è un compenetrarsi
di eterei corpi – dove il
virtuale/appendice dell’uomo
è un sogno senza coda

301

ANIME FERITE

( è boomerang nell’ordine cosmico
il male e il bene che si fa)

raccoglie il Signore le anime ferite
col mestolo della compassione *

laddove non si smorzano striduli
echi a insanguinare il vento

*rifacendomi a un verso di Gregory Corso

302

IN TE L’IMMENSO

quest’allumare d’anima che
senti come vastità
di rifiorite rive

questo accogliere in te
l’immenso

oltre l’esilio di carne
franta

303

DIETRO IL VELARIO

che siamo –

un fremito – come quello che avvertì
il primo uomo – in questo volteggiare
d’anime erranti

maschere in una
pantomima –

dietro il velario
dove s’apre il grido
della bellezza ferita

riconoscersi

304

PENSO DUNQUE SONO

sono pensiero: ché pensare
non è soggetto al soma
non un organo altro è la mente

lei è ariosa
bramosa di voli
in quella sequenza di figure
quando la nuvola scherza col vento

305

GLI ULTIMI GIORNI

essere di pietra – per sopprimere
quell’ urlo chiuso nelle ossa

“lasciare
che i morti seppelliscano i morti”

no non ci sarà più tempo
per piangere:

già vedi come funereo lenzuolo
penzolare il male dall’alto ramo

306

KERMESSE

marzo le strade ammantate
di coriandoli -magia per i bimbi
si è un po’ bambini anche noi
sbizzarrirsi in maschere da folletto
il gattino col fiocchetto
la ottantenne con un palmo di belletto
l’apparenza è sovrana
il gusto è g(i)usto
truccarsi in bruttezza è bello

307

SOLITUDINE

livido cielo è l’ora
del crepuscolo il vecchio
spalle curve bavero alzato
col suo dolore imbavagliato
lascia la panchina – se lo farà
un bilancio
tornando verso casa?
sguardo svuotato
ha lasciato pezzi di cielo: solo
con l’affetto dei gatti (ci divide
la cena)
le frequenti
notti bianche
conta le ombre sul soffitto
che assumono sembianze strane

308

L’ESSERE E IL NULLA

“credo nella resurrezione della carne”

pensa all’essere impermanente ma
anche che l’ “essere” non cade nel nulla

l’esistere è da sempre

pensi: ed è già essere per sempre

l’essere può frangersi in un gioco di specchi
ma non cadere nel nulla

il nulla non esiste

309

VISIONE

neanche il tempo di pensarlo
e ti ritrovi
immerso in fondo all’oceano
lotte sanguinose avvengono
tra pesci di grandi dimensioni
quelli minuti sembrano sorriderti
la triglia ti fa l’occhiolino
la supremazia è la regola
negli abissi dell’oceano
come avviene in superficie
con gli umani
tra pesci piccoli e grandi

310

D’EMPITI

di fonemi
indiarsi

d’empiti

a capriolare nell’aria
presenze

ancora in fieri in ondivago
sogno

311

MENTORI

ledi armonia se nel
voltarti
chiedi vaticini agli
iperurani

mentori della volta
celeste dal volto
rasserenante

312

QUASI ESTATE

sole ad asciugare le ossa
e i panni in un’ora

il vecchio sofferente aspetta
il sole della morte

giocano bambini alle giostre
sotto l’occhio vigile

non si può morire in giorni come questi:
non ti aspetti

che il criminale si svegli al mattino
e inneschi la bomba nel nome di un dio

313

LA FERITA

si è assuefatti impermeabili
ad ogni evento il più cruento
asettica aria asseconda un vuoto
di umori non fosse per il grido
della pianta alla radice
la sua ferita bianca

314

DA QUANDO LA MANO

tra fiammate d’odio disumanante
aggriccia il cuore del mondo

da quando la mano di caino
si levò e fu un rovinio di cieli
continua a splendere il sole
su acroteri del nulla
e l’uomo a vestire simulacri

si grida alla giustizia mentre
il piatto della bilancia pende
per la vergogna dell’homo sapiens

315

FOGLI-AQUILONI

impregnati dell’humus dell’estro
del vasto respiro di cielo
svolazzano s’impennano appena
liberati dall’artefice dei versi
-suoi non più suoi-
a volerli divulgare per il mondo

316

ASSONANZA

dov’è resettata
da ogni ammennicolo la mente
lì è itaca del cuore

vi è assonanza
coi tuoi morti
risaliti dal mare a custodirti

317

FUORI DALL’ORDINARIO

la realtà non è da sé
è la mente che la crea
asseriscono alcuni illuminati

va da sé
che ti stimolano pensieri
fuori dall’ordinario

mentre un gabbiano ti fa il verso
sorvolando l’immaginario orizzonte

318

DEI MIEI DETRATTORI

(Diocleziano, uno dei più odiati della storia)

lasciai alla terra il corpo-zavorra
da cui forse con sollievo mi trassi

se sia ala d’angelo a coprirmi
il disonore -si dirà- ora che
s’una misera tomba s’accanisce
dei miei detrattori il ghigno
feroce e lo sputo

319

ANIME CHE SI CERCANO

(ispirandomi a Borges e Pessoa)

anime che si cercano
vestite di apparenza
siamo: forme passeggere

giriamo in tondo senza
mai trovare il centro

lontani da noi siamo

sulla pagina del cielo una mano
d’aria scrive di noi
e delle nuvole

320

IN QUESTO GIORNO CHIARO

(25 aprile)

s’estende a macchia di leopardo
il tuo palpito rosso
su campi a maggese a perdita d’occhio

libertà è un’apertura di vento
in questo giorno chiaro senza sconti

321

INCANTO

i dolci animali d’acqua terra e cielo
a volte evanescenti prendono forma nelle nuvole
nel mare del cielo un tonno guizzante
assume sembianze sull’onda lucente
il bimbo sogna guardando estasiato
ippogrifi e delfini in lenta sequenza
pende dalle labbra del nonno che gli parla di quando
noè trasse in salvo dal diluvio tutte le specie

322

DAL NIGHTMARE

uscire di forza
dal nightmare bucando l’aria –

la riuscita
se in parte è già tanto: trovarsi

nel letto della vecchia casa
d’infanzia

sogno dentro il sogno

323

L’INFINITO DI NOI

dentro di noi siamo
un infinito ma confuso: una
“finita infinità”
per dirla con la dickinson

percepiamo a tratti
andiamo come ciechi – vediamo

“per speculum in aenigmate”

e ci sogniamo

324

INTATTO LO SPIRITO

ho ripreso in mano le poesie giovanili
alcune rifatte altre modificate
con severi tagli senza rimpianti

ispirazioni bucoliche vestite di primavera o
di autunnali malinconie

vi è rimasto intatto
lo spirito degli alberi e del vento

la resina la radice linfa da cui vita rinasce

325

CHA LUCE

che luce bagnerà
i nostri morti – che amore – se l’uno
nell’altro si specchieranno – se
si sogneranno: ti chiedi

se con l’orecchio del cuore
la provvida Madre ‘udranno’:

“mangiate di me e non avrete
più fame”

326

CHI ERAVAMO

enigma la vita
siamo non siamo

chi eravamo: dimenticato – solo

incarnata nostalgia
restiamo

della bellezza sulla fronte del giorno

l’urlo del fiore
immarcescibile nella luce

327

L’INDICIBILE PARTE DI CIELO

indicibile la parte di cielo
ch’è in te e ignori

basta
che solo un verso o poche note
ti richiamino
a una strana forza interiore:

e cessi
di sentirti mortale

328

ALBERI CHE CAMMINANO

il cieco della parabola vide
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d’alberi che camminano

(anche se oggi
quasi nessuno li “vede”: santi
di questo tempo)

329

CON L’ANIMA NUDA

con l’anima nuda o corpo
etereo lei mi vedrà

mi attraverserà l’aria

senza scheletri nell’armadio
nella nudità che siamo
di me altra “visione” avrà?

e io di lei?

ci ritroveremo asessuati angeli?
ci accoglierà pienezza?

330

PER POCA FEDE

vertigine dei giorni vuoti –
ci si trova appesi ad una fune
se apriamo la cerniera della notte

il tempo
ci volgerà le spalle per non
esserci fidati abbastanza

e la luce non ci conoscerà

331

RIFLESSO

(il soma: “appendice” del cielo)

siamo solo pensiero
non espanso

frammento della Mente che
crea universi-mondi

(riflesso questa vita
che si guarda vivere:

un mondo in un altro)

332

FANTASIE (IPOTESI DELL’IMPOSSIBILE)

la vita

un giorno puoi sentirti
come un marinaio col mal di terra

e il giorno dopo trovarti
ad annegare in mezzo metro d’acqua

333

LAVAVO LA VESTE

trovai ch’erano fastidiose mosche
ronzanti nella luce della preghiera

a non dar peso
imparai dopo lacrime e sangue

lavavo la veste
invischiata nelle panie della notte

———————————————————

DIETRO IL VELARIO
(2021)

279

AVEVO IN MENTE UNA POESIA

stamattina avevo in mente una poesia
stasera
non ricordo più nemmeno un verso

ho lasciato il foglio bianco
con flebili echi d’un mezzo secolo e

ora rammento solo una pioggia di luce
di stelle sopra il letto
e il caldo abbraccio di lei

sullo schermo della mente
un vissuto che sembra ieri

280

ASPETTATIVE

vestono

il rosso della passione
le svolte del cuore

un volo alto
è richiamo
di aspettative in divenire
in un mondo devastato

281

SENZA TITOLO

sono malato d’azzurro

sarò
putrefazione? non “io” certo ma questo
involucro che indosso

mi abita un luogo-non-luogo e sono
invasato d’azzurra luce -oh mio Dio!-
corteggerò le miriadi di stelle
che hai posto nel cielo e

sarò sgabello
ai Tuoi piedi

282

LA BEFFA

ho sognato che
fiammelle erano le dita
che benedicevano
del santo protettore di quel luogo
impronunciabile
lo portavano in processione il santo
lungo la strada stretta in discesa
qualcuno cedette la statua
finì in pezzi
l’ultima beffa
le armi che portavano addosso

283

UN BUCO NEL CUORE

lasciammo l’intima essenza
nella dimora dell’eterno

relativi
sogniamo epifanie di voli –
ed è un buco nel cuore
la bellezza mancata

284

SCOPIAZZARE

meschino espediente -parole
d’altri potrebbero
rivoltartisi contro come jene

cosa risulterebbe infine? una
poesia non-poesia –
né carne né pesce

nemmeno cercarla
devi
tra parole vaganti nel sangue
sarà lei
disponibile
quando meno te lo aspetti

285

DETRATTORI

non si può fermare
lo sbocciare della rosa
se vuol dischiudersi
anche nel gelo
nuda
disarmante

contro i detrattori di
bellezza – che

splendenza emana e
armonia

286

NELLA FINE L’INIZIO

(a Tiziano Terzani)

riconoscere nella fine
l’inzio – di questa
vita il negativo o rovescio

in quel tempo
non trovarsi -ahinoi- ubriachi
di mondo

287

PER UN RICAMBIO D’ALI

Lui ci culla
sul mare della misericordia
della sua carezza di madre
noi siamo indegni

manda a noi abbrutiti
l’angelo per un ricambio d’ali

ma l’impulso icariano
è brivido
che corre nelle vene del cielo

288

DI NOI

di noi
mostriamo esigua vita
più l’esteriore che
quella che ferve nel sangue

i viaggi mentali i sogni
mistero ch’è appannaggio
di proprietà esclusiva

-la testa reclina
il nostro fido ci guarda attento
come cogliesse pensieri

289

IL VINO

il vino del vangelo
è quello delle vene aperte
su cui si posero labbra
di madre

prima che il cielo si oscuri
prima della fine del tempo

“bevete tutti da questo calice
di sangue”

290

PRIMA LUCE

i sessi unificati
vestiranno la grazia angelicata

quella della prima luce

291

L’ALTEREGO

il soffitto ti si fa cielo
nel pregare
angeli ti scendono nel sangue

quando ancora ieri
abbrutito covavi
rancori verso te stesso e il mondo

amore
era parola vuota: eccoti ora
specchiato nel tuo doppelganger

che ogni volta
annega
nel lago della sua spocchia

292

ALLA STAZIONE

nell’intravedersi da lontano
agitare festosi le braccia

come volersi levare
nell’aria – uccelli di passo

293

SI SPERA

si spera che la morte ci trovi vivi
parafrasando un celebre detto di marchesi:
si spera: ché l’uomo
spesso è al di sotto della bestia
(erode/erede della svastica)
a voler oscurare la notte della Nascita
-mentre il mondo continua a girare in tondo
senza un fine catartico

294

IL LUOGO ACCANTO

dovevo immaginarlo
nulla di cambiato
è solo il “luogo” accanto
dove ci si trova trasparenti

come mi sono visto
in sogno una volta nell’altra vita

295

AI PIEDI DELLA NOTTE

un nodo d’inquietudine sospesa
si scioglie ai piedi della notte
sotto una luna ammiccante
l’amore è come l’ansimare del mare
s’abbevera del sangue delle stelle
aduna in sé il sentimento del tempo
vòlto dove è dolce la luce

296

ANGELO DELLA VOLTA

benevolo mi eri
novenne o giù di lì
ché dalla volta mi dettavi parole
di luce per poesie rimaste nell’aria

indicibili voci erano
d’un oltretempo
ove si schiude tremulo il fiore
che porto in me d’eterno

297

IN VESTE D’ANGELO

l’atto dello scrivere
è stato di trance: esci
dal soma e ti cali
nell’immaginario

che in veste
d’angelo una lanterna
ti presta
per i fonemi

298

SOGNI

ti sei visto ancor giovane
più d’una volta esibirti
in acrobazie per i soli suoi occhi
(lei sull’amaca capelli di grano)
o le volte prendere treni
in corsa o librarti contro
il soffitto o disfarsi la
carne fino allo scheletro

-è la sola mente che crea
un oltretempo

gioco iperbolico
quella volta che nel “luogo accanto”
Ungà ti fece un cenno
per dirti
questa poesia la puoi migliorare

299

MEMENTO

bau e miao
la parola gliela leggi negli occhi
ma come tutto il regno animale
essi non si affacciano sulla loro morte
a cogliere
il proprio limite

(forse nel dopo
si è
quel che si fa e si pensa –
e dunque rispettiamo
le creature viventi
inconsapevoli – occhi di stelle)

300

DI LA’

“di là un qualcosa ci sarà” –
“qualcosa” dici?
non basterebbe lo elevassi all’infinito
o meglio: è un infinito dilatarsi – immagina

quel che si dice
Assoluto: non vi sono porte da aprire
né privacy né pass da nascondere
non tracce da seguire – impossibile perdersi

e ancora: è un compenetrarsi
di eterei corpi – dove il
virtuale/appendice dell’uomo
è un sogno senza coda

301

ANIME FERITE

( è boomerang nell’ordine cosmico
il male e il bene che si fa)

raccoglie il Signore le anime ferite
col mestolo della compassione *

laddove non si smorzano striduli
echi a insanguinare il vento

*rifacendomi a un verso di Gregory Corso

302

IN TE L’IMMENSO

quest’allumare d’anima che
senti come vastità
di rifiorite rive

questo accogliere in te
l’immenso

oltre l’esilio di carne
franta

303

DIETRO IL VELARIO

che siamo –

un fremito – come quello che avvertì
il primo uomo – in questo volteggiare
d’anime erranti

maschere in una
pantomima –

dietro il velario
dove s’apre il grido
della bellezza ferita

riconoscersi

304

PENSO DUNQUE SONO

sono pensiero: ché pensare
non è soggetto al soma
non un organo altro è la mente

lei è ariosa
bramosa di voli
in quella sequenza di figure
quando la nuvola scherza col vento

305

GLI ULTIMI GIORNI

essere di pietra – per sopprimere
quell’ urlo chiuso nelle ossa

“lasciare
che i morti seppelliscano i morti”

no non ci sarà più tempo
per piangere:

già vedi come funereo lenzuolo
penzolare il male dall’alto ramo

306

KERMESSE

marzo le strade ammantate
di coriandoli -magia per i bimbi
si è un po’ bambini anche noi
sbizzarrirsi in maschere da folletto
il gattino col fiocchetto
la ottantenne con un palmo di belletto
l’apparenza è sovrana
il gusto è g(i)usto
truccarsi in bruttezza è bello

307

SOLITUDINE

livido cielo è l’ora
del crepuscolo il vecchio
spalle curve bavero alzato
col suo dolore imbavagliato
lascia la panchina – se lo farà
un bilancio
tornando verso casa?
sguardo svuotato
ha lasciato pezzi di cielo: solo
con l’affetto dei gatti (ci divide
la cena)
le frequenti
notti bianche
conta le ombre sul soffitto
che assumono sembianze strane

308

L’ESSERE E IL NULLA

“credo nella resurrezione della carne”

pensa all’essere impermanente ma
anche che l’ “essere” non cade nel nulla

l’esistere è da sempre

pensi: ed è già essere per sempre

l’essere può frangersi in un gioco di specchi
ma non cadere nel nulla

il nulla non esiste

309

VISIONE

neanche il tempo di pensarlo
e ti ritrovi
immerso in fondo all’oceano
lotte sanguinose avvengono
tra pesci di grandi dimensioni
quelli minuti sembrano sorriderti
la triglia ti fa l’occhiolino
la supremazia è la regola
negli abissi dell’oceano
come avviene in superficie
con gli umani
tra pesci piccoli e grandi

310

D’EMPITI

di fonemi
indiarsi

d’empiti

a capriolare nell’aria
presenze

ancora in fieri in ondivago
sogno

311

MENTORI

ledi armonia se nel
voltarti
chiedi vaticini agli
iperurani

mentori della volta
celeste dal volto
rasserenante

312

QUASI ESTATE

sole ad asciugare le ossa
e i panni in un’ora

il vecchio sofferente aspetta
il sole della morte

giocano bambini alle giostre
sotto l’occhio vigile

non si può morire in giorni come questi:
non ti aspetti

che il criminale si svegli al mattino
e inneschi la bomba nel nome di un dio

313

LA FERITA

si è assuefatti impermeabili
ad ogni evento il più cruento
asettica aria asseconda un vuoto
di umori non fosse per il grido
della pianta alla radice
la sua ferita bianca

314

DA QUANDO LA MANO

tra fiammate d’odio disumanante
aggriccia il cuore del mondo

da quando la mano di caino
si levò e fu un rovinio di cieli
continua a splendere il sole
su acroteri del nulla
e l’uomo a vestire simulacri

si grida alla giustizia mentre
il piatto della bilancia pende
per la vergogna dell’homo sapiens

315

FOGLI-AQUILONI

impregnati dell’humus dell’estro
del vasto respiro di cielo
svolazzano s’impennano appena
liberati dall’artefice dei versi
-suoi non più suoi-
a volerli divulgare per il mondo

316

ASSONANZA

dov’è resettata
da ogni ammennicolo la mente
lì è itaca del cuore

vi è assonanza
coi tuoi morti
risaliti dal mare a custodirti

317

FUORI DALL’ORDINARIO

la realtà non è da sé
è la mente che la crea
asseriscono alcuni illuminati

va da sé
che ti stimolano pensieri
fuori dall’ordinario

mentre un gabbiano ti fa il verso
sorvolando l’immaginario orizzonte

318

DEI MIEI DETRATTORI

(Diocleziano, uno dei più odiati della storia)

lasciai alla terra il corpo-zavorra
da cui forse con sollievo mi trassi

se sia ala d’angelo a coprirmi
il disonore -si dirà- ora che
s’una misera tomba s’accanisce
dei miei detrattori il ghigno
feroce e lo sputo

319

ANIME CHE SI CERCANO

(ispirandomi a Borges e Pessoa)

anime che si cercano
vestite di apparenza
siamo: forme passeggere

giriamo in tondo senza
mai trovare il centro

lontani da noi siamo

sulla pagina del cielo una mano
d’aria scrive di noi
e delle nuvole

320

IN QUESTO GIORNO CHIARO

(25 aprile)

s’estende a macchia di leopardo
il tuo palpito rosso
su campi a maggese a perdita d’occhio

libertà è un’apertura di vento
in questo giorno chiaro senza sconti

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321

INCANTO

i dolci animali d’acqua terra e cielo
a volte evanescenti prendono forma nelle nuvole
nel mare del cielo un tonno guizzante
assume sembianze sull’onda lucente
il bimbo sogna guardando estasiato
ippogrifi e delfini in lenta sequenza
pende dalle labbra del nonno che gli parla di quando
noè trasse in salvo dal diluvio tutte le specie

322

DAL NIGHTMARE

uscire di forza
dal nightmare bucando l’aria –

la riuscita
se in parte è già tanto: trovarsi

nel letto della vecchia casa
d’infanzia

sogno dentro il sogno

323

L’INFINITO DI NOI

dentro di noi siamo
un infinito ma confuso: una
“finita infinità”
per dirla con la dickinson

percepiamo a tratti
andiamo come ciechi – vediamo

“per speculum in aenigmate”

e ci sogniamo

324

INTATTO LO SPIRITO

ho ripreso in mano le poesie giovanili
alcune rifatte altre modificate
con severi tagli senza rimpianti

ispirazioni bucoliche vestite di primavera o
di autunnali malinconie

vi è rimasto intatto
lo spirito degli alberi e del vento

la resina la radice linfa da cui vita rinasce

325

CHA LUCE

che luce bagnerà
i nostri morti – che amore – se l’uno
nell’altro si specchieranno – se
si sogneranno: ti chiedi

se con l’orecchio del cuore
la provvida Madre ‘udranno’:

“mangiate di me e non avrete
più fame”

326

CHI ERAVAMO

enigma la vita
siamo non siamo

chi eravamo: dimenticato – solo

incarnata nostalgia
restiamo

della bellezza sulla fronte del giorno

l’urlo del fiore
immarcescibile nella luce

327

L’INDICIBILE PARTE DI CIELO

indicibile la parte di cielo
ch’è in te e ignori

basta
che solo un verso o poche note
ti richiamino
a una strana forza interiore:

e cessi
di sentirti mortale

328

ALBERI CHE CAMMINANO

il cieco della parabola vide
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d’alberi che camminano

(anche se oggi
quasi nessuno li “vede”: santi
di questo tempo)

329

CON L’ANIMA NUDA

con l’anima nuda o corpo
etereo lei mi vedrà

mi attraverserà l’aria

senza scheletri nell’armadio
nella nudità che siamo
di me altra “visione” avrà?

e io di lei?

ci ritroveremo asessuati angeli?
ci accoglierà pienezza?

330

PER POCA FEDE

vertigine dei giorni vuoti –
ci si trova appesi ad una fune
se apriamo la cerniera della notte

il tempo
ci volgerà le spalle per non
esserci fidati abbastanza

e la luce non ci conoscerà

331

RIFLESSO

(il soma: “appendice” del cielo)

siamo solo pensiero
non espanso

frammento della Mente che
crea universi-mondi

(riflesso questa vita
che si guarda vivere:

un mondo in un altro)

332

FANTASIE (IPOTESI DELL’IMPOSSIBILE)

la vita

un giorno puoi sentirti
come un marinaio col mal di terra

e il giorno dopo trovarti
ad annegare in mezzo metro d’acqua

333

LAVAVO LA VESTE

trovai ch’erano fastidiose mosche
ronzanti nella luce della preghiera

a non dar peso
imparai dopo lacrime e sangue

lavavo la veste
invischiata nelle panie della notte

SOSPENSIONI

2022-2023

1

MARE APERTO

parvenza: “luogo” altro: il sogno
che muove ondivaghi sensi

gesti evanescenti
volteggi – voli

l’anima è un mare aperto

2

IL MARE ERA UNA FAVOLA

“non vorrei più uscire da questa
dimensione eppure basterebbe
come altre volte
stringere forte gli occhi e…”

ma voglia non ne avevo – poi giocoforza
mi ritrovai quasi deluso nel mio letto

avevo lasciato un mare che era
una favola
un’immensa tavola
imbandita per i gabbiani a frotte

3
AMO L’IDEA

più che amarla amo l’idea di lei

stato d’essere: che s’impregna
di bellezza interiore

si ammanta di una luce affebrata
mentre mi poggia la testa
nell’incavo della spalla

e
se combacia col mio pensiero mi chiedo

dove saremo domani

quando il mondo per noi sarà sparito

4

IL POETA

cavalli d’aria – virgola di fuoco il
pensiero saettante: vederti un
sansebastiano trafitto
da strali della parola

5

VITA SOMMERSA

in onde dell’inconscio
si sdipana
l’illusione ipnagogica e

nel gioco sempre inedito delle
immagini
emerge vita sommersa

come ombra che si rompe nell’acqua
mossa

6

L’INTIMA ESSENZA

rifarti gli occhi davanti
a foto che rispolverano anni
di cui puoi dirti contento
a voler fare un bilancio onesto

-non vasi di pandora-

ma per contraddizione
stornare la realtà con l’immaginario
ti sembra più congeniale:
per lasciarti sfiorare

dal difficilmente percepibile

7

DELLE VANITA’

I
non hai mica visto la Madonna – se
sei andato in estasi per uno
scalmanato che si agita sul palco

-emulo sei
sbavi per il successo

II
“vedi tutto questo? sarà tuo se…”
cogli l’intenso e breve
l’offerta allettante – il “se” ti eccita lo temi

ah inganno
del mondo che nasconde una mano
nel sangue dei papaveri

8

I TUOI SANTI

corda tesa tra la bestia e l’angelo

scala al cielo per
l’Assoluto

c’è sempre
l’iconoclasta che

lascia osceni echi nel sangue

dileggiando i santi che
tu Nina preghi incessante

9

DISMESSO L’ABITO

(visione)

dismesso l’abito
mi accompagnarono i cari estinti
portatori di umiltà

non parole la bocca colma
di luce

percorrendo la via per l’eliso
non si toccava terra

10

SE TENDI OLTRE L’ORIZZONTE

riserva novità la mattina
se tendi oltre l’orizzonte
lo sguardo assuefatto ai naufragi

11

QUALE LIMITE

(parla un intellettuale)

[a tutti gli oppressi dai regimi]

aveva appena letto
che subito arricciarono il naso
quelli che si conformano

all’ultimo verso
uno sbieco incrociare di sguardi

aveva superato il limite?
quale

forse della paura

candidamente
parlava di libertà

quella che accende le stelle
sopra un oceano d’amore sconfinato

12

VITE ALTERNATIVE

(s’affaccia la notte su
vite alternative
freudiana “via regia”)

nel balzo lucente
della tigre
trema la bellezza immaginata

(“La tigre” è una famosa poesia di William Blake).

13

LA VERGOGNA

serpeggia sinistra eco
in un cielo stravolto
mentre nel mondo esplodono sogni

dalle emittenti: scoperti nuovi orrori

la vergogna si è nascosta dietro i morti

14

LA COLPA

sono io quel ragazzo che
scappò da casa con poche lire in tasca
e un quaderno d’improbabili versi?

lo sono sì ma dopo sei decenni

non mi riconosco in lui se non nel sogno
ricorrente che al mattino mi lascia
il cuore stretto dall’angoscia

sarà un residuo di “colpa da espiare”
per aver procurato un veleno sottile
a chi bene mi voleva

15

ELUCUBRAZIONI

(l’anima ha le stimmate della vita)

la morte è un artiglio
sulla pelle del cielo

la sperimenta
questo corpo che ci è dato

(corpo dall’invisibile aura
ravvolto nella bolla-anima)

16

VIAGGI PSICHICI

sospeso
alle attese
in dolci smarrimenti

hai dimestichezza con la morte

con la stessa naturalezza
del tuo saperti eterno

17

BELLE PENNE

“non sono poeta” -da altri già
affermato- sì che belle penne hai visto
superarti con tua ammirazione vera

graffiavi fogli riempiendoli
di zampe di gallina

tanto meno eri poeta quando
t’isolavi e all’ombra d’una quercia
t’ispiravi seguendo alti voli

ah quelle velleità custodite
nello scrigno del cuore

18

ESSERE

(ti vien detto di là nell’oltre ma è
molto più vicino intimo)

farti nell’aria stretta
virgola di cielo

essere che scalzi la morte

diminuirti –
per espanderti

19

L’AVVERSARIO

al principio
fu l’nganno – da allora i cieli
capovolti e la morte

chi ci rubò dal cuore
la bellezza originaria?

nella cattedrale del sangue
l’avversario gioca a scacchi
dall’inizio del mondo

20

L’ULTIMA PAROLA

gli furono strappati tutti i figli
come pezzi di carne
-si è provati secondo
il grado di sopportazione
pungolati dappresso dallo
strale del maligno-
Giobbe il giusto lo fu allo stremo
privato dei suoi beni
ridotto a solo guscio grumo di dolore
fino a che non implorò
basta hai vinto è tua
l’ultima parola
Dio del cielo e degli abissi

21

QUANTO AMORE

giunto il momento cosa ti porterai
non suppellettili o libri ma l’amore
che hai saputo dare

non quel lasciarsi vivere
nell’approssimato sogno
di un pesce rosso nell’acquario

22

L’ANIMA TENDEVA

l’anima tendeva alle stelle
quando tu Nina apparivi
rosavestita
stagliata contro un lembo di cielo

ti fermavi nella piazzetta e
ti facevano festa i colombi
planando sul mangime che spargevi

allora
il tuo sorriso era una pasqua
mentre il tempo aveva una sosta

23

OLTRE STRAVOLTI CIELI

(ecologica)

sconsolata la fauna s’aggira
in cerca d’erba buona

chi dirà alla rondine smarrita
non ci sono più primavere
e alla cernia
quello che ingozzi
è rifiuto dell’uomo sconsiderato

questi
cercherà oltre cieli stravolti
nuove terre da violentare

24

LAZZARO

mi addormenterò in Te
finché non mi chiamerai per nome

ora qui mi trovo
un Lazzaro risvegliato da cento morti

sempre
dalle crepe dei muri spunta un fiore

25

NASCITA

più a nascere che a morire pensiero
capovolto dal profondo in dormiveglia
il girasole ebbro di luce dice vita
e tu languida
sul divano mi chiami
per accostare il mio orecchio al tuo ventre
rotondo

come un mondo

26

L’ANGELO

qui sei terra poca cosa
carne e sangue in bilico sul ciglio
della morte
ti porti un anchise sulle spalle

“di là” l’angelo di luce che
ti percorre silenzioso i precordi

verrà
a unificartisi quel giorno
che sentirai cantare le tue ossa

27

UN VERSO

un verso che mi arrivi solo uno
dei tanti gettati nel cestino
da un po’ che non vengo illuminato
sono anziano e ancora affamato
di sogni (più non si dice vecchio)

i migliori versi vengono nella
veneranda età – un esempio è ungà
col suo “taccuino del vecchio” –
quando la mente ancor giovane vibra
sul pentagramma dei sogni

28

COLPO DI SONNO

sentirmi inclinare da un lato
mentre davanti al pc “guardo” un film
e per una strana associazione di idee
pensare per fortuna non guido più

non per un colpo di sonno ma l’abbaglio
rischio reale per il distrofico
di andare fuori strada

29

L’OASI

conti sulle dita
della tua vita le fasi
ne rimpiangi la prima
prima della luce

quando
non distingui realtà da sogno e

da sotto le “palpebre”
segui la barchetta di carta
nel tuo cielo-mare amniotico

dove il tuo
orizzonte è un’oasi
da cui uscirai con un grido

30

CANDIDO

ti senti

come una barca nel bosco
un marinaio col mal di terra

non sei di quelli che
saltano la cavallina
ti levi al canto del gallo
un brodino a sera
per scaldarti le ossa

una frase tagliente
ti scivola addosso
non sanguini

31

IL SE’

niente paura saremo
rinati

(e il corpo?
dismesso l’abito d’affanni)

abiteremo il posto primevo
luogo-non-luogo dove
l’altro è il Sé

32

IN TRENO

gambe accavallate la bionda platino
all’anziano vis-a-vis
risveglia sopite voglie

alberi case fuggono via
lo sferragliare induce sonnolenza

33

IMMORTALARE

immortalare il momento – la
foto è sfocata

immagine
scivolata nel gorgo del tempo

così di te: appesa
all’attimo
dietro l’occhio un’ombra stampata

34

MALGRADO TUTTO

cervelli vuoti a perdere
si schiantano contro un albero
o un palazzo facendo parkour
malgrado tutto le piste
da sci son sempre frequentate
(non v’è manna senza ingegno d’uomo)
i monti si vestono
sempre meno di bianco
l’uggia pervade anche il cuore
lascia a desiderare il sorriso del sole

35

IL CILIEGIO

(in memoria di A.)

ad ogni morte c’è resurrezione

primavera: davanti casa il ciliegio
è fiorito – tu aleggi
sopra la tua morte apparente

36

PILATO

oggi Cristo potresti vederlo
su un barcone tra gli emigranti
o al valico di frontiera
portando insieme a loro la croce

come in un sogno atroce
vedrai pilato distogliere lo sguardo
dalle purulente piaghe

ci si dovrà aspettare forse
discendano “gli dei”
su un mondo malato?

37

MI ATTRAVERSA IL TEMPO

non ho difese alla luce
porto occhiali scuri
dormo poco e male

sempre più brevi le passeggiate

il tempo mi attraversa
la testa
che sperimenta nuovi voli
pindarici

38

L’INTOCCABILE

lo scoprono con le mani nella marmellata
e ci si meraviglia se ha spalle
ancora larghe
lui intoccabile coi sacrosanti privilegi
di cui godono i governanti
stiamo lavorando dice
usando il plurale maiestatis
la poltrona quella
non gliela sfilano da sotto
la poltrona è sempre calda

39

IL VIAGGIO

il soma è l’imbarcazione dell’anima
in questo viaggio d’Odisseo

ulissidi lo siamo
a solcare aperti mari

per approdare sulle rive del mistero
di noi

in infinito espandersi
nell’armonia dell’universo

40

UN RAGNO TESSE

uscirai dalla vita con le ossa rotte
dappresso ti sta l’ombra
di serpe che agita il tuo sonno
gli offri i tuoi passi da sonnambulo e
il sudore di sangue emotivo
dove un ragno tesse di versi una tela

41

NUOVE ALI

impastato di terra e sogno
quest’essere scompensato

-gravezza di carne
-invidia di voli

lo attendono nuove ali
a solcare l’indicibile

42

CINICO

sospetti anche della tua ombra
il tuo vagare cane di nebbia
dove ti porta se
rifiuti la mano tesa e
al garbato gli dai “li mortacci”
tu creatura di terra
nell’ora estrema degnerai
il cielo di uno sguardo?

43

PREGHIERA

(Padre Pio da Pietrelcina)

irrorami
della rugiada del Tuo Spirito
questo cuore martoriato

in una violacea alba di passione
indegno mi prostro
sgabello ai Tuoi piedi

44

COME SAREMO

immagina
una luce di mille soli che
è in te e tu nel Tutto

immagina: un’ inconcepibile ma possibile
ubiqua entità
in un donarsi d’amore universale

e ancora
proviamo ad immaginare
Lui che ci rivolta come un guanto

45

ITACA

averle coperte le spalle
le volte che ti giungono strali
dall’alto
dov’è assisa nemesi
che proietta ombre di morte

t’abbeveri alla fonte della grazia
sebbene
non eviterai t’investano
procelle negli anni prima
d’intravedere l’itaca celeste

46

NEL MIO CIELO

le belle nuvole che
vestono forme d’animali
i cari animali d’acqua terra e cielo
i cumuli i nembi io li vedevo
nel mio cielo con occhi innocenti
lassù incantati
immaginando quella la sede
del paradiso

47

ALLUMARE

il non detto esplicito tocca
più del dire – dal profondo
un allumare

(il sasso gettato dal capriccio
della musa
apre cerchi nel lago dello spirito)

48

PROIEZIONI

proiezioni del Suo pensiero siamo
vaganti tra realtà e sogno – in cerca
d’un’isola felice – viaggio
nell’infinito di noi

isole noi stessi – pure
ognuno anello d’una
catena senza inizio e fine

49

CUORE APERTO

pagina aperta
cuore aperto: la poesia è di tutti

la parola spira col vento
-vento di luce-

espone la sua ferita
creaturale

50

DOMANI CREDI GIUNGERA’

come canta vasco
a questa vita non sai dare un senso
domani credi giungerà
un come un quando

all’alba
le finestre avranno occhi
nuovi per la meraviglia
espansa nella misterica luce

51

COME IL SEME

domandarci se siamo
bolo di questa vita

o come
ungarettiane foglie

o semmai ci troviamo
a galleggiare sulla superficie di un sogno

un chiederci
qui disorientati — mentre

come il seme nella terra
ci si aspetta di nascere alla luce

52

L’APPROCCIO

ai primi tentativi
tremavo come una foglia
la vocina mi diceva buttati
anche a rischio di una sberla
ma se usi le buone maniere
(te le avranno pure insegnate)
sta di fatto che ogni
volta mi bloccavo — poi negli anni
mi emancipai e oggi mi viene da ridere
mi spiegò a suo tempo un’astrologa
che la causa era una brutta opposizione
venere-giove prima e settima casa
già alla nascita
e che coi transiti di lì a breve veniva a sciogliersi

53

FEDELTA’ ALLA VITA

(ad Aleksandr Solženicyn)

fatti per la meraviglia
la tenerezza
l’amore

alla gerarchia e all’odio
opponiamo
il tuo j’accuse in virgole di fuoco

una vita
fedele alla vita
-allodola trafitta-

54

IN ONDIVAGO ESISTERE

impregnato di Spirito Santo
mi specchio nella città eterna
in ondivago esistere del sogno

55

SILENZI D’ACQUE

silenzi d’acque –
langue
la luce –

e smemora

un grande lenzuolo avvolge
gli alberi le case

56

L’ACQUA

bere “l’acqua” dell’essere amati

“dammi da bere” disse
alla donna del pozzo – Lui stesso

acqua divina
inesauribile fonte

57

L’OLTRE

non essere
da nessuna parte

esigenza di espandersi

l’oltre
è un oltre in sé che urge

come fiume alla sua foce

58

L’INASPETTATO

mi sveglio e
vengo da un altro mondo mi dico
un posto a lato o non-luogo dove
non c’è cosa voluta ma tutto
è possibile
come librarsi contro il soffitto
o guidare l’auto nell’aria con
un cielo dai colori mai visti
specchiato su placide acque
tutto possibile se ti conduce
per mano l’inaspettato
oh ecco mi sorprende ora
venirmi incontro una grande
farfalla dal corpo di donna

COORDINATE DELL’ANIMA
(2023-2024)

1

NELLA STAGIONE CHE TI SPOGLIA

braccia frondose hai piene d’uccelli
levate al cielo come inno alla vita

il forte abbraccio è il mio grazie di esistere

nella stagione che ti spoglia
il fuggire dei canti mi fa triste il cuore

2

POESIA E’ NEGLI OCCHI

poesia è
negli occhi profondi di una donna
è la leggerezza della piccola danza
del passero sul davanzale
è la fogliolina che spunta dalla terra
poesia è
il neonato attaccato al seno o l’attesa
della mamma sull’uscio
è l’interrogativo nello sguardo
di meraviglia del bambino
poesia è chiedere scusa
è l’abbraccio sospeso nell’immobile luce

3

SPLEEN

irrazionale la vita a tradire
in modo inatteso
l’impulso del sangue

macera come foglie kronos
giorni anodini
a ridosso di ombre stampate

squarcerà una nube il sogno
fatto carne? – forse
qualcosa può ancora accadere

4

SENZA TITOLO

primavera ha le braccia piene di fiori
canta con la voce degli uccelli

l’albero in germoglio ti è grato
sentendosi abbracciato
ti ricambia col suo ombrello di foglie

(poi
alla potatura darà un grido
esibendo la sua ferita bianca)

5

IN UN LEVITARE DI ANGELI

immaginazione pura
spalmata nella Mente universale
fatta palpito e sangue

sogno di Dio

un succedersi
di miriadi di mondi
in perfetta armonia

musica delle sfere
inudibile all’orecchio
in un levitare di angeli

6

IL COMMIATO

morire in buona salute
ciò a cui l’anima tende
mentre al capezzale accorrono
compunti i congiunti

-poi al commiato
vien da dire
ad andarsene son sempre i migliori

7

FORGIO FONEMI SUONI

l’alba è una fucina: forgio
fonemi suoni
usciti dalla bocca della notte

mi sfiora il cuore che trepida
un dio o un angelo

8

MADRE CELESTE

nel palpito di luce alta ti levi
tu orifiamma tu stargate
Madre dei derelitti – Avvocata

fa rivivere delacroix
palpabile il Tuo implorare
ai piedi della Croce

9

VISIONE

(ispirandomi a Borges)

una sequenza di figure ti sfila davanti
tu ne afferri per la coda una
quella che hai da sempre sognato

e
proprio per averla scelta
unica e irripetibile
ti si fa sangue e respiro

sfociando nella luce

è l’aleph che cantò il poeta cieco

10

L’INSONDABILE

le pareidolie e l’occhieggiare del sole
tra nuvole pigre

al crepuscolo degli anni
la solita
panchina ancora calda t’accoglie

insondabile il chi-siamo
balenio saettante nella mente

11

PREGHIERA

(a Simone Weil)

nel sentire celeste
– ginocchia piegate –
il cuore vola alto

12

DEUS ABSCONDITUS

la vita è bella ed ogni
nascita è dono e poesia ma il mondo
è in mano al maligno che in
efferatezze ha superato se stesso

da quando il Supremo gli ha dato
carta bianca rientrando in sé

tu dici Dio ce ne scampi
da patimenti e morte d’anima
ma irreversibile la storia
fa il suo corso prima che il fiume sfoci
in mare aperto

prima che il Deus
absonditus
a noi si sveli in tutta la sua Gloria

13

IL MARE HA TANTE VOCI

il mare ha tante voci
di annegati di gabbiani sirene
ha scatole nere sepolte

il mare è nel cuore di odisseo
itaca è ancora lontana e

vi è chi ha mal di terra e narra
ai nipitini di mostri marini e miti
o realtà chissà dove vissute

forse in un’altra vita
rimaste nella mente grumi di sogni

14

RAMMENDI

un’opera buona o una poesia
rammendano gli strappi del cuore
chiudendo antri di buio

l’abito logorato dagli anni
abbisogna di attenzione e rattoppi

è una rete che più non trattiene
i lucenti guizzi

15

DIVAGAZIONI SULLO ZERO E SULLA O

il nucleo l’anello l’uroboro
due zeri abbracciati ti danno
il simbolo dell’infinito
puoi notare
la vocale o di rimbaud
gli ovali dell’ottocento
la bocca spalancata nell’urlo di munch
le bolle di sapone
immagina
gli occhielli delle forbici gli oblò
simili allo zero o alla o

16

IL CUORE SENZA VOCE

(di bimba sepolta da macerie)

sei parte
di un cielo d’occhi

il cuore senza
voce – bambola murata

a sognare librarsi d’ali

17

DOPPELGANGER

(alla maniera di Caproni)

quel giorno
uscirò da me
per incontrarmi

18

L’ESSENZA

la senti fuori e dentro che
ti attraversa – non ha
spaziotempo ubiqua ai primordi:
come nella prima
luce un soffio un respiro

nave astrale
è l’anima che vola

19

AVIGLIANA

era solo ieri guarda ti dicevo
in questa foto di famiglia
sono quello che fa solecchi
e mia madre mi sorride

oggi il lago è uno specchio lucente
ove annegare le ambasce

tu
nello scatto sorridi alle rughe

mentre faccio solecchi

20

ESTIVA

-davvero c’è un’altra vita? o
è solo nella tua testa- pensa

gli scivola dalle mani il libro

ora lontanissima
gli giunge la voce del mare

plana un gabbiano su
una solitudine d’anime

21

IL FIAT

“essere”
più del mondo vissuto

impastati di terra e di Dio –
di Lui il dito
la saliva il fiato

il fiat della luce

rientrare
come scriccioli varcando la “soglia”

baciati dal sole della morte

…………………………………………………..