a microphone that is sitting on a stand

Mastering Poesia 2: Local Expertise and Unique Services

41

SEMBIANZE

aiuta la vecchia foto seppia
se non ti venisse in sogno lei:
si perdono i precisi contorni
non di rado nel labirinto interiore

ah ricreare di palpiti un vago
sentire
nel tempo caduco che mastica
sembianze e ricordi

come quando nell’ immobile luce
su un’ altalena si dondolava la vita

42

SCATOLE NERE

scatole nere nel cuore sepolte

hanno banchettato i pesci nel ventre
del relitto ignari che la storia
del mare abbia un sangue e una voce

sul fondale il salone
è un acquario dove sullo specchio
piace immaginare
-resistita al tempo- una scritta
buffa col rossetto -ma jolie-

la coda dell’ occhio
ha impresso
un ovale di donna ottocentesca

43

PALPEBRA DEL CIELO

(estiva)

giocare con le nuvole
raffiguranti capre o cavalli

confondersi queste con i pensieri
allucinati di uno stato ipnagogico

lungo il nastro autostradale

per te l’estate si è chiusa
con un forte temporale agli scorci di luglio
con ombrelloni divelti e fuggi fuggi

a chi dirai
non ci sono più stagioni – sì
che ammicca una palpebra del cielo

44

BARBARIE

vedi passarti l’ esistere – vivi
il fuori del tuo dentro – ti
appare “un sogno la vita”?
-e il dolore quello

del corpo crocifisso
o lacerato da cavalli in
direzioni opposte? ti fai

un film entri in un’ era
di barbarie

tuttavia la nostra
a quella -ahinoi!- s’ ispira

(Pedro Calderòn de la Barca – 1600-1681 – “La vida es sueño”)

45

IN UN DOVE

in un dove che non sappiamo
dicono c’ è festa perenne
il vino giammai manca
è il sangue della fratellanza

in un oltre che non conosciamo
il leone giacerà con l’agnello
noi abbracceremo
senza braccia chi ci aggrada
in una cosmica kermesse
dove non vi sono cuori ostili

46

APEIRON

la luce-energia
fatta densa
nella materia si oscura

di che siamo fatti dunque?
energia del cosmo
stretta a imbuto
in un tempo rallentato?

forse

corpi-in-prestito che
si leveranno dal letto di tenebra

per sfociare in un
altro mare?

47

LA VERGINE 2

la bellezza che ti colse
rosa d’amore
t’imporporava il viso di fanciulla

era il fiat
la bellezza fatta persona

ala d’angelo
a custodirti
non ti preservò dalle brutture del mondo

Mater dolorosa
pie(a)gata eri ai piedi della croce

48

POESIA E’

la poesia è traduzione
da una lingua sconosciuta

è dall’ Origine –
dal Verbo

è lettere storte sull’acqua

poesia è del vento e della foglia

è il cuore delle stelle o la musica
della pioggia sulle tegole

la fiamma che arde
della nostalgia di Dio

49

SI LEVAVA ALTO NELLA LUCE

(a Pablo Neruda)

sia il tuo verso la ferita
a farsi nuova voce – lettera
di fuoco – j’accuse

(nella terra di sangue e d’ amore
si levava alto nella luce
il tuo Canto generale

a cui facevano coro i morti ammazzati)

50

DA QUEL DOVE CHE T’HA ACCOLTO

(certe volte sembrava che un punto
ci attraesse oltre le nuvole – o
almeno così era per me)

e dunque anche tu
adesso mi precedi
varcando il mistero
con la valigia di sogni

non mi aspetto un fischio da quel dove che
t’ ha accolto

-per te sempre estraniante
a ragione: essendo noi
mortali

51

CANTO DI SIRENE

la normalità non esiste: la vita
è una continua sorpresa
in luce-ombra navigante nel sangue

saltate le coordinate
-farfalle di fumo- niente

di più facile che canto di sirene
svii
dallo scavo del profondo ove il Sé

si manifesti

52

VERRA’ IL TEMPO

c’ è tempo e tempo
quello della gioia quello del dolore
la vita ti ha insegnato a piangere

non puoi chiedere di essere liberato
se è stabilito
che il cornuto ti debba stare dappresso
con la tagliente sua lingua biforcuta

verrà il tempo
-oltre il tuo lento morire-
a rimarginare le ferite della luce

ora nello specchio
vedi agitarsi le ombre dei tanti
io vissuti

i tuoi errori

53

LEVARSI IN FIORE

(la crisalide si posa
sulle dita dell’alba)

muore
l’animale resta l’entità
dell’ origine

Mente infinita espansa
inondata di luce

ed ecco l’anima levarsi
in fiore

54

CORTEGGERO’ LA BELLEZZA

trasvolerò mari d’aria
tra galassie interstellari
stanco di questo mondo ipocrita

troverò assegnato un posto
secondo i meriti
dove abiterò per sempre

lì corteggerò la bellezza
presentita mai conosciuta
sulla terra

55

LA PAROLA CHE SANGUINA

colgo la parola che sanguina:

scrivo la vita che
si alterna tra naufragi e
benedizioni

ulisside impenitente
rammendo le mie vele
reduce da viaggi psichici

ho dimestichezza con la morte
con la stessa naturalezza
del mio sapermi eterno

TRASPARENZE
2019- ’20

1

GIOBBE

Signore liberami
da questa gravezza della carne
-ora mi pesano gli anni
come macigni-

ascoltami – quando
il sangue grida le ferite della luce

ed io come giunco mi piego
in arida aria

2

MUSICA SACRA

mi attirarono le note dell’organo

il tempo si era fermato e
fu come uscire fuori da me
uno sconosciuto luogo di pace
mi accolse

non era sogno o visione: quella musica
sacra era divenuta parte
di me del mio spirito

mentre mi avvolgeva una luce
noetica
in empatia con gli angeli e i morti

3

L’EGO 3

apri il giorno
come una scatoletta
-usa e getta

ti affidi alle vacuità dell’oroscopo
la tua nonchalance
dove ti porta
il cul-de-sac che imbocchi
ti si ritorce in un grido

ti dico svuotati
abbandona l’io: fa’
che confluisca nell’immenso mare
del noi
dov’ è condivisione

ché svii da quelle insidie
dell’ abbraccio mortale

la vita ti sia una colomba
che si posi sulla mano

4

NECROSI

cos’ è che ti cresce?
fa senso vedere – cellule
morte si autoespellono
attraverso il dito in
sudorazione

porti con te questa escrescenza
pendula a mo’ di piccola
cresta o mini-veliero se
ci lavori di fantasia

infine la bruciatura e
te ne liberi

al limite -pensi-
eliminare le impurità è forse
aspirare all’angelo

5

L’AMORE CHE SAPPIAMO

l’amore dal volto della Bellezza
quello che avvicina
all’assoluto

non è di qui

l’amore che sappiamo
quello che ci lascia un cangiare di nuvole
ad adombrare aride spiagge

ci assalirà con un vuoto
ad ogni sospiro

dolore d’ una perdita
dall’ origine del mondo

6

IN QUESTO GIORNO STORDITO DI LUCE

in questo giorno stordito di luce
il mio lavoro incessante
di sole

per gli ultimi
i senza voce
i perseguitati che Lorca cantava

per i bambini scandalizzati
dal prelato

-meglio per lui dice il Vangelo
legarsi una pietra al collo

il mio è questo grido che rilancio
contro le sbarre dell’ indifferenza e
la viltà di chi trama nel buio
di una notte di pietra

di chi gira sul proprio asse
ombra che sanguina nel vento

di chi segue la pista del sangue
e ha il passo pesante
sopra la tenerezza

canto per la dignità dell’uomo
che fa della sua insopprimibile libertà
ali di luce

a lambire le fonti del sogno

7

DELL’IMMAGINARIO (DEL SOGNO)

li vedevo salire dal mare
dal grande mare aperto
i miei morti che dispensavano sorrisi

era esplicito il loro invito
lo si leggeva negli occhi forti
di luce

ma una vocina dal di dentro
mi diceva
che non era giunto il tempo

8

BOCCHE DI CHITARRE

alla sua morte per fucilazione
anche le chitarre emisero lamenti –
a un ordine dei generali
dalle loro bocche uscirono insetti
bibliofagi
a divorare pagine e pagine
di versi sparsi per il mondo

ma lo spirito del popolo è vivo
la memoria è vasta come il mare –
venne ricomposto il poema
insanguinato
fino all’ultimo rigo-respiro

si può uccidere un poeta
non la poesia

(Federico Garcia Lorca, 1898 – 1936)

9

IL CASO E’ QUEL PER CENTO

tutto è convenzione e il caso
è quel per cento che fa il destino

se ci troviamo
nel posto giusto al momento giusto
-o al contrario- è quella
sincronicità indimostrabile

che fa ruotare i mondi e noi
non siamo che
mistero a noi stessi

piccoli astri

Sincronicità: concetto di Carl Gustav Jung, 1875-1961

10

TRA LA BESTIA E L’ANGELO

tra la bestia e l’ angelo
corda tesa sull’ abisso

nel divario della mente dove destrieri
scalpitano inesausti
bivaccano i tuoi fantasmi

o si mimetizzano tra
la fantasiosa tappezzeria dei divani

semmai si annoiassero sai
dove trovarli: a giocare ore
e ore con le nuvole

tenendo al guinzaglio i sogni

11

LE IMPRONTE CHE HAI LASCIATO

fermatosi il giro del tuo sangue
non avrai più nome né voce

le impronte che hai lasciato?

impigliati ai rami
fra cirri e nembi

l’essenza dei tuoi versi sparsi
i ricordi i sogni gli io che fosti

forse dal fondo dello specchio
riaffioreranno

-in una luce ferita-
quelle immagini a un moto del cuore

12

IN QUESTO MOMENTO SOSPESO

il guanciale intriso di sogni
tu languida ti volti per un bacio
come calamite i corpi si attraggono
lenta c’ inonda la luce dell’ alba

sembra quasi
che la pineta affacciata sul mare
ora entri nella nostra camera -noi
rami in un ricambio di foglie-

anche in questo momento sospeso
si può sentire un assaggio d’ eterno

13

NEI CIELI DELL’INCONOSCIBILE

e in quel momento ora x
è solo un restituire
consegnare le ferite
alla terra
la luce degli occhi al cielo

e
farsi plurale

ponti di luce nella Mente espansa
a invadere e aprire varchi

dove ali di un già presentito
sogno -aperte
per il volo-

si librano nei cieli dell’inconoscibile

14

PICCOLI MONDI

essere in sintonia
-cuore e mente-
con l’universo

come nel sogno abbandonato
il corpo -noi piccoli mondi
nell’alto mare aperto:

ulissidi
a lambire
terre dell’inconoscibile

nella pienezza dei sensi

15

LA POESIA CHE CI SALVA

la poesia
è la bellezza che ci salva
da questo stare inadeguati nel mondo

vedi
con la poesia non si scherza
(a parte palazzeschi e qualche altro)
essa vuole nascere dal sangue
macerarsi nel profondo fino a
mettere ali

non lo crederai ma i fonemi
aspettano solo d’ essere chiamati

la costruzione
va da sé dev’ essere armonica
come un diapason
col traboccare delle emozioni

16

NUGOLI D’ANIME

riposano i corpi mentre la notte
ha tra le braccia nugoli d’ anime
rivolte verso la stessa fonte di luce

ondivaghe
fuori dal guscio esse aleggiano
insinuandosi nei meandri del sogno
si trovano a percorrere
corridoi interminabili

o tra vertigini di spazi
a capriolare
si trovano in ambienti familiari
rivivono déjà-vu

17

RINASCERE NEGLI OCCHI

all’inizio nel tempo
primigenio
il primo stupore in un volo

ai piedi dell’angelo
sarà poi precipizio della luce

ma si resta
nella memoria della rosa
che vuole rinascere negli occhi

18

A GUIDARTI LA MANO

vedi un gabbiano planare – tu
assiso s’ uno scoglio nella
calura di luglio qualche verso abbozzi

sarà tautologico ma è quanto
ti sale da dentro:

“siamo di terra ma lo sguardo dice
la celeste origine – la sua
luce dove l’anima dimora”

è aspirazione alla bellezza
a guidarti la mano:
non con inchiostro ma col sangue
scrivi

19

A PRESCINDERE

questo uscire rientrare nell’alveo celeste
è racchiuso in un tempo
rallentato
un lampo nel cuore dell’ universo

t’ è stato messo nel cuore il senso
dell’eterno – a prescindere

ogni giorno ti riscopri vivo
come il seme

20

AL PARCO 2

gli prepari il posto a tavola
come quando era in vita lo senti
vicino gli parli in sussurri e
con dolcezza

son passati tre anni da quando
lo portavi in carrozzina al parco
-nell’incipiente primavera gli alberi
mettevano folte chiome-
e ogni tanto ti fermavi
per asciugargli un filo di bava pendente

ricordi
le sue parole: chi non si dona
mangia se stesso

21

ALBA

nella luce che sale
generosa sei
come musa che l’abbrivio dà
col primo verso

-aria
di vetro – parola sospesa

come andare in mare aperto

sogno o stato di grazia

22

ALLE PORTE DEL MARE

cicatrici di luna il rosso grido
delle estati lunghe sulla pelle
quando liberavi le ansie
inchiodate alle porte del mare
di sandokan emulando nelle
ore di canicola
le scorribande a perdifiato pei vicoli
cerbottane e bandane
prestandosi al magico
rituale
con vele e bandiere
panni stesi nell’accecante sole

23

ANCHE TU A PRECEDERMI 2

un salto a volo d’angelo
a superarti nella luce

una luna assonnata
ti sovrasta –
ammiccano stelle

anche tu
a precedermi -amico di penna-
sulla via dell’Inconoscibile – uscito
sei dal cerchio d’ombra

dal quadrante dove batte
l’ora del mondo

24

ANDANTE

dopo l’ultima pioggerellina
i saltabeccanti passeri
muovono una piccola danza sul mio davanzale

troveranno le briciole della mia colazione

m’immagino in sottofondo
un andante di vivaldi

e
nello sdilinquire del cuore
mi si apre il cielo

25

ANELITI D’INFINITO

è la vela rossa della Passione
a prendere vita nel tuo sangue spanto
nella luce

ti dai d’amore in aneliti
d’infinito
anima persa per rive sfiorite
negli occhi

26

ANTINOMIA LA MORTE 2

rinfranca il pensiero d’essere
immortale -e già dalla ferita della
creazione lo sei-

la morte ti cerca?
uscito dal guscio tu sarai altro

l’anima libera sarà dai lacci
lo spazio mentale onde di luce e amore

niente d’ imprevisto se la morte
non ti sorprenda più della vita

27

ASSONANZE 2

aureolato di fumo
vaga il pensiero nei meandri del sogno

s’aggriccia il foglio sotto
l’impulso della penna in cerca
della giusta assonanza o
d’una metafora felice

in enfasi il cuore
s’abbevera
alla fonte generosa della musa

28

BREVE IL TEMPO

ti ricorderanno un giorno?

ti sorprendi
a evocare oggi i tuoi fantasmi

altro tempo

età dell’oro quando
il sangue sparpagliato nella luce
semidio ti levavi
come in volo

ora ingrigisce il giorno

chi a ricordarti?

29

CIELI CAPOVOLTI

nel cavo del grido
deflagra rombo di tuono e
scalpitano nella testa
destrieri impazziti

egli non vede
più il corpo della madre
solo cieli capovolti e

accovacciato in un angolo
della parete che separa
vita da vita

trascorre le ore vuote suonando
l’ocarina

30

COME INVISIBILE RADICE

ricordi
ventenne o giù di lì:
pane amaro i primi timidi
tentativi
ti vedi chino
su fogli e fogli fitti
i pindarici voli
le cadute

come invisibile radice
quel virgulto
negli anni
ha preso vita e sangue

31

COME NELLA PRIMA LUCE

si è
legati al cordone del sogno
quello viscerale – che ci vede
come nella prima luce

destare in noi l’angelo
svogliato – lasciare si schiuda
il fiore dell’anelito

in un canto – che abbracci
la sacralità della vita

32

CONTROSENSO

no non ha senso questo tempo
frantumato fra le dita
-c’inseguono le lancette di kronos

i bambini giocano all’ikea
e non nei prati
i genitori hanno tempo solo per loro

cosa pensa -se pensa- quel pesce che agonizza
soffocato dalla plastica? che questo
è il peggiore dei mondi possibili?

33

COSA DICE IL CUORE

fu il caso o il destino
a farli incontrare
all’uscita del discount sotto l’ombrello

lei la sua verve
lui il suo magnetismo
prima che se ne avvedessero
erano finiti a letto

quanto durò la storia se storia fu?
dalla sera alla mattina – un lampo

cosa dice il cuore
dove ti porta non lo sai spiegare

34

COS’E’ LA POESIA

la poesia è indefinibile
fa tremare i polsi
è l’abbraccio di un albero
il sorriso di un bambino

la poesia
nasce dal sangue e ha dimora celeste

quando si partorisce una poesia
ti si aprono i cieli

poesia
è dove l’angelo perde una piuma

35

CRUNA DI LUCE

come quel file danneggiato che non
si riesce a eliminare: diciamo un po’ simile
lo stato d’ animo di chi non si sente
realizzato ed è la sua anima
un buco nell’immenso

ti sarà capitato un file corrotto:
ti sta sui cosiddetti ed è come
la vita che gira in tondo -i suoi
ingranaggi che non combinano

-ma dopotutto un file
è un file -dici

quel suo bel titolo ‘cruna di luce’
“chiave” non ha e nemmeno
il cammello ci può passare

36

C’E’ DEL BUONO

sempre ci si trova
a scalzare la morte
noi umani o la foglia la rosa
damascena

si riveste ad ogni ciclo
la natura – ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo

c’è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona

37

DA CHE SEI NELL’OLTRE

corpo -dicevi-
di esperienze ricettacolo?

smesso che hai quell’abito -soma-
il tuo Sé manifesti
che attraversi i mondi

da che sei nell’ Oltre
rinato come a primavera
l’albero nudo

38

DA UN IMPERSCRUTABILE SENTIRE

ti attraversano come una luce sottile:
sono sempre con te i tuoi morti
mai andati svaniti -ci crederai?-

saldano le tue radici
“vivendo” con te ancora: ubiqui e
onnipresenti

da un imperscrutabile sentire
puoi percepirne al tuo fianco la presenza

sono essi a suggerirti in un soffio
semmai ti giunga
una ispirazione

sostano dentro gli specchi

si fanno tuoi consiglieri
quando non sai deciderti
sul colore di un maglione da indossare

allucinate presenze
ti accompagnano in quel mondo parallelo
ch’è la regione del sogno

39

DAL MIO POSTO PROTETTO

mi “nascondo” nel corpo

da me emergono alfabeti
afflati
enunciate sillabe

mentre
questo che mi contiene
ha un piede nella morte

dal mio posto protetto
complice una luna che m’ispira
mando messaggi di luce

a volte
me li suggerisce un angelo

40

DAL SUO SANGUE SI LEVA ALTO

(ad Aung San Suu Kyi)

non violentate più la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto alla
compassione

non schernite più la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte

dal suo sangue si leva alto
il grido di fierezza
all’ unisono con l’ oppresso popolo

.

[Sul finire degli anni ‘80, Aung San Suu Kyi fonda la Lega Nazionale della Democrazia. Il regime birmano la condanna agli arresti domiciliari per 5 anni, poi per altri 15, e infine a 3 anni di lavori forzati, prima di essere liberata definitivamente. Viene insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1991.]

41

DALL’IMMAGINE SPEZZATA

risalendo dall’immagine
spezzata
fino all’ultima ferita
in un sol grido rivivono
squarci d’identità che furono
te

li inghiottirà una
fuga di luci
bava
di ragno a
tesser latitanze

42

DEGLI ABUSI

strillai come un aquilotto
di lacrime inondai il banco:

sollevato da terra
per le orecchie
dalla capa ‘e pezza Angela
(spero oggi un angelo)

per aver iniziato il quaderno di bella
con un grossolano errore

-abusi oggi come ieri
solo che un tempo erano “sommersi”

.

(capa ‘e pezza: in gergo la suora; Angela, nome fantasia)

[il grave errore consisteva nell’aver scritto “geofrafia” invece di “geografia”.]

43

DI FOSFENI E NUBI

a labbra di luce poesia mi desti
da assonnate rive

vaghezza
vi transita di fosfeni e nubi
ove intoccabili sogni
dimorano

44

DI LUCE L’ABBAGLIO

colma la bocca
di luce l’abbaglio
della veste

sentivo nelle ossa un fuoco

come lazzaro
mi sono levato
e andavo leggero come nell’aria

45

DI PALPITI DI LUCE

bianca colomba si posa
su creste di pensieri

invertigina l’essere
tra fluttuanti sillabe
in un capriolare di palpiti di luce

46

DI QUA DEL VELO 2

(non qui né altrove:
semplicemente essere
nel Tutto
-porta della conoscenza)

di qua del velo di maya
trottola del tempo
consuma il suo perno

nella palpebra del sole
un embolo d’ombra dimora
che insanguina il vento

47

DI SGUARDI E’ IL SOGNO

di sguardi è il sogno o polvere
della creazione noi polvere
del sogno noi sogno di Dio

tra intermittenze
di fòsfeni veleggia
l’ “occhio” per inesplorati lidi

48

DOVE L’ANGELO 3

ti dici quale angelo – quello
delle favole? mentre nel cuore
ti alberga il grido stridulo
del risentimento

-nell’ordine cosmico
è il boomerang che non vedi

dov’è l’angelo ti dici
semmai salga dal fondo
di te a illuminarti?

vieppiù continui a respingere
mani tese
in un cielo bianco di silenzi

49

D’UN SOGNO

casa sul mare dove vidi
la luce
sulla porta un ritaglio di cielo
a visitarmi i miei morti
venuti sembra
dal mare
sorridermi mentre
mi vedono
con naturalezza librarmi
falena contro il soffitto

50

EMARGINATO

quest’uomo: tristezza
d’albero nudo
avanzo di vita aperta
ferita

-occhi scavati
che perdono pezzi
di cielo

quest’uomo
puntato a dito
quest’uomo fatto
torcia

per gioco

51

ENERGIA COSMICA

(a Stephen Hawking, in memoria)

ci partorì un oceano di energia
noi minuscoli granelli
finita infinità

dai buchi neri insondabili
forse nuovi mondi
nascono – inarrivabili

soli
non siamo in questa
vertiginosa vastità

in infiniti
cerchi
spaziamo

[finita infinità: da un verso di Emily Dickinson]

52

FASE REM

aprono il mondo della mente
facendosi presenze
i dolci animali d’acqua e cielo

nel vortice di luce
ti si rapprende negli occhi il volo
e l’argenteo guizzo

appena desto
-assimilando ancora frammenti
di visioni-
chiederai all’onda all’uccello al vento

la chiave l’origine che
dall’apparire traspare

53

FONEMI

nella bocca della notte
-la luna sopra il petto-
il letto è un mare dove sillabe
perdono sangue

“e il naufragar” non è che di parole-
carne slabbrati fonèmi

a far piovere
nelle tasche del cuore

54

HIKIKOMORI

un vivere a ritroso
le spalle all’oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate
tra l’ombra e l’anima

.

Hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E’ il fenomeno di ragazzi che vivono di “rapporti” virtuali chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.

55

IL BUIO DEGLI ANNI

(a tutte le vittime per la giustizia)

negli occhi delle primavere
violentate
il buio degli anni
di piombo
la pioggia di sangue

la vostra morte
luminosa

il sangue delle vostre primavere
di là dal buio
dell’ora
ecco levarsi alto
come un urlo
al centro della storia

Typewriter

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IL CIELO E’ TERSO
(2020)
56

IL CAMMINO

il sognare di sé che si sogna – forse
così la vita

perché il cammino – dici

breve il tempo
per cercarti:
trovare l’ anima –

quella luce ch’ è in te il dio
inconoscibile

ti passano davanti
le sequenze
dei tanti “me stessi” trascorsi

ma già sei altro

57

IL CIELO E’ TERSO

la coda dell’occhio il gesto
come a voler scacciare una mosca
ed è un fuoristrada
a investirmi alle spalle

entra la luce
il cielo è terso – mi dò
il buongiorno

mi risponde a breve
il borbottio della moka

58

IL GRIDO CHE SALE

era forse quell’embolo
ad allagare di visioni la mente
tutto quel rosso
come un mare di sangue

e il grido a salire
dalla vertigine del sogno

-e se sogno non era?

trovarsi diviso
tra reale e irreale –
nelle vene del buio una danza
di folletti

59

IL GUARDIANO DEL FARO

sembra toccare il cielo
attraverso la grande vetrata

gli fa visita il gabbiano
unico amico
al crepuscolo alla stessa ora
nel becco l’argentea preda

l’uomo del faro:
non uno stravedere
come il ragazzo l’ ha sempre sognato
tra spume d’ onde e uccelli marini

altro è
questo solitario
leggendo nel profondo:

senza amici per poter
chiacchierare: una ferita
la perdita della compagna
morta qualche anno prima di parto

la sua Nina

ora gli pare di vederla
tra le ombre della sera quando
si accendono le stelle

60

IL NOSTROMO

narrava dei suoi viaggi
-il mare a cullarne le memorie-
i porti toccati e lasciati
Oslo Amsterdam
le taverne ove non mancavano
scazzottate come nei film

le volte ch’ era cielo di tempesta
con gigantesche creste d’onde
-negli occhi gli si leggeva
raccontando
che bastava un niente a morire

avvolti dal fumo
della sua pipa di schiuma
noi ragazzi ne eravamo rapiti
-ci passavano nello sguardo velieri lontani

Jim il nostromo egli era
per il borgo natio
-occhi di cielo e cuore
grande come il mare

61

IL RIFLESSO

m’abbaglia l’accecante
riflesso d’un lunotto

tengo la strada – poi
il tunnel mi da pace

e m’acquieto con le note
di stardust

esco nella luce come destato
dal sonno della morte

62

IL SANGUE SULLE PIETRE

baluginio d’albe su vuoti
orizzonti – sale

la luce sui nomi perduti

filo spinato
taglia la memoria insonne

inani fughe

ancora grida il sangue
sulle pietre

63

IMPOSSIBILI APPRODI

-orza alla banda!-

la faccia cotta dal sole
il marinaio
tende a quegli approdi impossibili
apparsi solo nel sogno

la terra è ancora lontana

facile perdere
la rotta fare naufragio

se non “credi” senza vedere

64

IN TRENO

lei immersa nelle righe
nere mentre il paesaggio
-alberi case- fuggiva

sbirciavo il titolo
era in inglese – un
mattone a vederlo

distolse altera lo sguardo
lei biondo- platino e sola

conciliava un sonnellino
ora il monotono
sferragliare

65

IN UNA GOCCIA DI LUCE

s’arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un’acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all’Immenso
allora non sarò più
quell’Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d’amore
in una goccia di luce

66

IPOTESI DELL’IMPOSSIBILE

combatti contro i mulini
a vento delle ipotesi
ti vedi quel filo d’aquilone
tenuto da un bambino e
toccare il suo cuore e il cielo

o quel bimbo ti vedi
tenuto dal genitore per mano

o ancora -tra fremiti d’ombre-
quel figlio prodigo
che ti torna in sogno: che anni
scavalca a ritroso

per chiedere perdono
al padre sul letto di morte

67

ISOLE 2

s’aggrovigliano mai combaciano
come i fili d’una ragnatela
in composizioni improbabili
tramate forse nei sogni

in un alone di luna evocano i morti
fan gesti propiziatori

sono intrecci di mani di sguardi

anime che si cercano

68

L’ESSENZIALE

arrivare all’essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta – un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)

così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all’Essenza: non altro
della vita
che avanzi in pasto al suo vuoto
famelico –
quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra

69

L’OMBRA

negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce – se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?

pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà

che estinta con l’ultima sua luce
rientrerà nel corpo- contenitore
unificata con la terra – senza un grido
tutt’uno con la morte –
senza perché – solo ombra

70

LA BELLEZZA DELL’ANGELO

con l’avanzare degli anni
senti sempre più il distacco da tutto – ogni
cosa ti lasci scivolare addosso
-come il sogno ch’è a svanire

oggi preghi lo Spirito del cielo
ti faccia luce:
ti mostri l’azzurro sentiero

per la bellezza dell’angelo

71

LA DOMANDA DEL SANGUE

sordi alla domanda del sangue
noi
sotto un cielo bianco di silenzi

le parole rimaste in gola
cadono
come un infrangersi di cristalli

in nostra vece
sentiremo forse gridare
le pietre

72

LA LUCE ESSENZIALE

punti all’ esteriore
e non alle cose del cuore?

vedi: non ha consistenza quanto
non nasca da radice
del sangue o semmai sopravviva
di effimero lucore

essenziale quella luce
ch’ è la bellezza della rosa
immortale
palpitante tra le mani

73

LA LUNA DEI POETI

ho la luna dei poeti
-pesci sull’ imum coeli-

scivola
la barca della passione
verso terre di mistero

pesco sogni di ragno
nell’ intreccio di parole
nate sulla bocca dell’ alba

mentre
uno sbuffo di vento
porta afflati d’ amore

74

LA MANO DISEGNA NELL’ARIA

la mano disegna nell’aria
il suo profilo indugia
su bocca naso e occhi

la mano della mente ben conosce
quei dettagli come la madre
che l’ ha generata – Nina stella
del cielo che mi cammina nei sogni

ora sono aghi
che trafiggono
nell’ accendersi nel sangue
la mai sopita passione

mentre la mente disegna
dove fermenta il cuore

75

LA MUSA LATITANTE

dalle vene del buio
-dove a raccoglierti
vuol chinarsi l’amore-

defluisce arido sangue

stai come
quel gabbiano dall’ala spezzata

che non sorvolerà il suo mare

76

LA PAROLA NUDA

mi seduce la parola enfatica
-sia d’amore o quella che
(d) enuncia

che s’attorce al cuore in un nodo
di passione

parola
nuda come la verità – mio faro

brilla
nel buio come stella
di fuoco

e non la puoi estinguere

77

LA PASSERA

memore della bella accoglienza
me la trovo sul davanzale ogni mattina
per “condividere” la colazione

è d’un piumaggio lucido e vellutato
l’ho chiamata “nerina”

sempre puntuale
precisa come un orologio svizzero

chissà mi chiedo
chi troverà ad accoglierla quando
anch’io avrò messo “un paio d’ ali”

78

LA PISTA DEL SANGUE

sconvolgere i cieli
vorresti?
rapportare il mondo
con l’ asettico tuo doppio?

chi vuoi che spezzi
per te una lancia
se vai col lupo
seguendo la pista del sangue

in modo sistematico
vedrai crescere detrattori
a stigmatizzare le tue fisime

uomo di cartone

79

LA STANZA DEL CUORE

custodirvi l’essenza
primaria –
il suo fiato il suo mistero

è creativa la stanza del cuore:
la vedi tappezzata
dalla immensa pagina del mare

dove scrivere i sogni
con l’inchiostro della notte

vi respirano sinergie d’altre
dimensioni

80

LA STANZA VIOLA

la stanza viola della mente
veste l’anima
del quadro in cui ti perdi

dalla tela vedi crearsi
iridescenze -e il sangue
si spande nei colori-

presenze
daliniane
erompono dal sogno

81

LA VERITA’ E’ UN LUSSO

la verità è un lusso dice quel padre
che non ha ottenuto giustizia dopo anni
per il figlio falciato in una rapina
trovatosi per caso lì in quel frangente

dice -un sasso sul cuore-: forse
è di un altro mondo la verità
-tutto come sempre
insabbiato prescritto

nessuno sa –
e sulle coscienze crescono peli

82

LA VITA INFINITA

con l’avvicendarsi degli anni
si risvegliava in te il bambino
negli ultimi tempi
c’era sempre lei a rifarti
il letto a tagliarti la carne
il tuo angelo
premuroso
che non ti perdeva di vista un momento

eri un omone- bambinone
te ne sei andato troppo presto
quel giorno vedevo al tuo capezzale
nei tuoi occhi cerulei veleggiare
la vita infinita

83

LA VITA INTERIORE

dirla “potenziale” questa mente
fin quando non sarà espansa
e unificata nella primaria
origine

di sogni e di pene
-scritte su cieli di carta-
e di effimere gioie
come la felicità che sempre sfugge

lei si nutre

abbeverando del sangue
della passione
la vita interiore

84

LACERAZIONE

ragazzi strafatti
che han preso la china d’una vita
contromano

ragazzi che s’ attraggono
e vivono come se
non vivessero

invecchiano dentro gli specchi o da
hikikomori

abita il loro sangue una notte che
si lacera all’ infinito

-le famiglie:
da raccoglierne i pezzi

ragazzi che bruciano
bruciano come candele

85

LATITANTE LA MUSA

sillabe cadute dagli occhi
l’ingoio di stelle a svanire

“credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono”:

questo
salvi dal tuo dormiveglia – relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico

tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole – latitante
la musa

86

LE SFIORITE RIVE DEL CUORE

le sfiorite rive
del cuore e la verde
età fuggitiva

ahi i segnacci
rossi sui quaderni

-simboleggianti nell’inconscio
gli errori adulti che
ti segnano la vita

e in lampi di ricordi
quella corsa
dei grembiuli come ali

in voli bianchi verso
casa

87

LE VOCI REMOTE

un’accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare

il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante

88

LEI DALLE SNELLE CAVIGLIE

avvenne in me un parapiglia
si sconcertarono i miei neuroni
come lei apparve -il rigoglioso seno e
le giunoniche forme- nel suo incedere al
Valentino

ogni tanto in sogno rivive
evanescente figura

inarrivabile
lungo la coda dell’occhio
lei dalle snelle caviglie

89

LO SGUARDO VELATO

dò i miei “occhi” a quel che passa
in questo scorcio di tempo che mi resta
d’intenerimento

la stessa
luce la losanga sul letto
la goccia pendente
dal ciglio lo sguardo velato

ora come allora

quando
“morte ti colse fior
di giovinezza” scrivevo
ventenne o giù di lì

-ah ridicolaggini

90

LUCE COSMICA

il suo sguardo benevolo che
abbozza un sorriso lieve
dalla vetrata della cattedrale
illuminata lassù

mi ricorda l’angelo
sulla volta del soffitto
quando da bambino ero
cagionevole e a letto

oggi
mi sorprende un moto
di commozione

nel dilatarsi il cuore
in una luce cosmica

91

L’ESSERE-PENSIERO

l’ angelo o essenza
primeva
in veste d’apparire

in amore converte
il suo fuoco ancestrale

è ubiquità ed ali l’angelo
o essere- pensiero

astronave di luce che
circumnaviga cieli interiori

92

L’AFFLATO

si leva
da un’ alba rossa di passione
l’ afflato del cuore

quasi ad alleviare
-volo lieve di farfalla-
le brutture del mondo

asimmetriche tracce
lascia la poesia ch’ esprime
l’ angelo- farfalla

93

L’ALBERO

di Te
il dito
la saliva il fiato:

ri- fiorire vita
in cuore disabitato

e gli esecrandi
crimini? non
ricordi

dal sacrificio estremo
l’Albero
di sangue
si è ingemmato

sopra uno
sconquasso di secoli

94

L’AMORE E’ UN VOLO

l’amore è un volo
che si stacca dai tuoi tramonti
e lascia una mesta dolcezza

come virgola di fuoco
quel dolore che si ferma negli occhi

sulle ferite -sai-
lavora a tuo favore il tempo

95

L’ANGELO 3

s’inzacchera le ali nella melma
del contingente
minimo sette volte in un giorno

si prende cura come una seconda madre
di chi gli fu affidato alla nascita
dalla Misericordia divina

arcobaleni e nubi son la sua dimora
transitoria

si piega sul tempo umano –
lo senti se ascolti
sostare nel buio delle vene

96

L’ANTAGONISTA

aprii la valigia
era piena di libri e di sogni
di vaghe nuvole e stanche lune

gli chiesi se leggesse poesie
arricciò il naso: -non mi nutro di quella
“manna” il mio cielo è di pietra e
non ne vedi angeli affacciarsi
né madonne

-non siamo -noi due-
della stessa razza

io
da opportunista
nello scrigno non porto chimere

97

L’OMBRA (ALTRA VERSIONE)

davanti
dietro di lato s’ allunga
si spezza se riflessa

in acqua mutilato corpo
mi ripete
negativo di me profilo
esangue

finché vita
avrà
da estrema obliqua luce

98

L’ORDINE DELLE COSE

nel momento del distacco dirai
forse impropriamente
“è mancato” – invece d’ un accorato
“ci abbracceremo nell’ altra dimensione”

mancato sì alla scena
del mondo

com’ è giusto per l’ ordine delle cose
’apparenti’

la stella nana la formica

99

L’ORIGINALE

si perde
armonia nel rifare una nuova
poesia da una datata:
ne risulta un vaso incrinato

allo stesso modo ogni
esemplare è intoccabile:
è dall’origine

della foglia la foglia- madre
come la pensò Iddio –
così la parola
così la natura

toccare i geni è una bestemmia
che sale al Cielo

100

MANIFESTO

ritagliare dai giornali
lettere cubitali
per farne una poesia- manifesto

già vedi uomini- sandwich
popolare le piazze
il rosso grido di denuncia
abbasso x viva y

-sordi i governanti
al lamento dei poveri

vedi: giungerà il momento
in cui
si abbatterà repentino uno
tsunami

a rovesciargli la poltrona

101

MARE D’ERBA

con l’ avanzare degli anni
riduci sempre più il percorso
delle tue camminate

giungerà il momento
di affacciarti solo sull’ uscio
o dalla finestra vedere l’ immensa

distesa di verde e nello
stravedere la scambierai per quel mare
che ti vide nascere

-ti brilleranno gli occhi andando
col pensiero alla fanciullezza gaia

ora quella luce è fuggita

lascerai
impregnato quel mare d’erba
di amori e pene ed eterei voli

102

MARINA

sull’onda bianca della pagina
inavvertita la musa
come un’ala si posa e
si china discreta
a ricreare di palpiti un vago
sentire di mare

103

MEMORIA DI VOLO

memoria di volo
dell’ antenascita – quando l’ angelo
benigno si piegò
nel vestire la carne

ora nello smarrirsi dei mattini
in un’ aria di vetro
da memoria si torna a essere
sogno

a raccontarci è l’ infinito
mare

104

MI STRACCERA’ UNA MANO

sto incollato
a un muro
vi resterò forse fin quando
m’imbavaglierà una reclame
di nonsoché o forse
mi straccerà una mano ignota
ma sarò ancora la voce
di chi non ha voce
sarò il suo sangue
che urla attraverso
i miei squarci

105

MIMESI 2

mutevolezza come
di nuvole

-parabole
-alchimie del sangue

mimesi icariana
la giovinezza frale

-nei suoi umori
intinta

la penna di Goethe

106

MORTE BIANCA

al paese (le donne avvolte in scialli
si segnano ai lampi)
hanno saputo di Valter
volato
dal traliccio angelo senz’ali

“non venire a mettere
radici -scriveva al fratello-
qui anche tu nella
città di ciminiere e acciaio: qui dove

mangiamo pane e rabbia

dove si vive
in mano a volontà cieche”

107

NEL FIUME DI LUCE

forse
veleggiando nel fiume di luce
anche loro i morti ci sognano
per non annoiarsi

dove cade il giorno
come un vibrare in nudità di sguardi
piegati sul cuore della terra

il loro bianco respiro

108

NELL’UNO

dal Tutto
ritrovarsi nell’uno
a vivere il sogno della carne

il sangue che cavalca il vento dove
crescono i passi

lacerato dalle lancette
d’un orologio interiore
un Lazzaro a sollevarsi da cento morti

109

NELL’ANIMA BAMBINA

come non ricordare il rifugio
del passerotto intirizzito
le mani a giumella e il caldo fiato

o il micino di pochi giorni
lucido di saliva
portato in bocca da mammagatta

come non riconoscere
le tracce lasciate
sul sentiero teatro di giochi
e l’acuto
richiamo della madre
la tavola apparecchiata
inondata da sciabole di sole

immagini vive custodite
nell’anima bambina

che ancora ti chiamano dal buio
fondo degli anni

110

NELL’ARIA VEGETALE

si aprì il mattino azzurro
nell’aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d’un amore tendente alle
stelle

——————————————-

AFFLATI
(2020)

111

NOI DUE

chi resta
avrà dall’altro da lassù lo sguardo
o dai recessi dell’essere dove
si presume
risieda l’anima

chi resta alzerà gli occhi al cielo
in un atipico silenzio
rassegnato

un’altra primavera e
nuovamente
guarderà il glicine fiorire
si domanderà
dove stanno i ricordi vissuti
pezzetti di cuore

sa che tutto è
un eterno presente

112

NOTTE LIQUIDA

orfanezza del cuore
su sfiorite rive
occhi
come laghi in fremiti di vita

dove
distorto volto d’angelo traspare

lanciarsi anima e corpo
nell’ebbrezza della notte liquida

113

OCCHI DI PARADISO

quel giorno che ci hai lasciati
parlava il tuo sguardo muto
-occhi di paradiso

quel giorno
l’angelo ha colto il tuo dolore
e lo ha appeso ad una stella

ora tra arcobaleni e vento
il tuo aquilone

sparito nell’infinito

è come volesse cercare
lì il tuo cuore

114

PAROLE 2

parole sulla bocca
dell’alba
in dormiveglia mentre
inizi l’interiore viaggio

cavare sangue
da neo- nate parole
in seno a un dio
non visto

dove sale la luce

115

PIU’ D’UNA VITA 2

convivere con gli umori
di un corpo di morte

dall’animalità all’angelo: questa
l’impervia salita

più d’una vita se dal sangue
fioritura sia d’ali levate:

ogni passo ne perdi una piuma

116
PRIMAVERA 2

capita che il bosco mi parli
ogni volta che abbraccio il “mio” albero

-risale
a un rito atavico
l’abbraccio: patto di luce- amore-

mi parla -il bosco-
tendendo le mille sue braccia
nell’espandersi in canti che allargano il cielo

la casa degli uccelli
si fa allora santuario del cuore

empatia
che mi congiunge
all’esplosione della fioritura

come fossi io nell’albero

117

PROFUMI NINNOLI

credi non sarà così per sempre
non come qui a guardare
per speculum in aenigmate

quel non riuscire a focalizzare
il profilo di lei
come quando la vedevi sbucare
da dietro la curva
della strada al ritorno dal footing

tra le altre suppellettili
ora a prendere polvere
sulla specchiera stile ottocento
profumi pinzette ninnoli

la collana
orfana del collo esile

il guardarti in tralice nelle sere vuote
lei da una foto sfocata

118
PROVE DI VOLO

anneghi
nell’effimero d’una vita marginale

tenti nell’indaco prove di volo
-fino a che dura il sogno

da quale parte è la verità ti chiedi
nei momenti lucidi

119

QUALCOSA VERRA’

qualcosa verrà
in quest’ora anodina
a farsi sangue e presenza
il bianco a violare
ricamandolo di fonèmi e voci

da sirena ecco si veste
la musa
su onde a sognare
-incoronata di nuvole vaghe

come un’eco
quel melodioso canto

che si negò odisseo

120
QUALE IL TUO NOME

quale il tuo nome nel registro
della Luce
quale la tua figura
inespressa

questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli
di cui non è memoria

caduto il velo
un ri- trovarsi
moltiplicato

121

QUELLO SQUARCIO DI CIELO

in grazia creativa mi sento
oggi che mi è clemente il tempo
-nuoto nel mio
immaginario

nell’approssimarmi agli ottanta
non mi fermo a fare bilanci
o scongiuri
né mi guardo indietro

solo il giorno
predestinato aspetto
e tanto più inimmaginabile

sarà quello squarcio di cielo
-ad attirarmi a sé

122

REPERTI

lui -il “cornuto”
che continua a lavorarci contro-
lo vedemmo nelle case della morte
col fumo della carne bruciata

lo riconoscemmo nella “bestia”
umana

dopo gli anni orrendi oggi
un museo: in mostra scarpe
valigie occhiali e
una montagna di capelli

i reperti
della vergogna

non sogni o finzioni quelle “nuvole”
ma

dalle fumate si sa che a levarsi
erano ali d’angeli

123

RICORDI

confondersi del sangue col colore
dei papaveri nel sole

ampie distese a perdersi
mentre all’orecchio del cuore
a far capolino una
melodia nel tempo andata

ricordi

ci si appiattiva scalzi col fiatone
nell’erba alta
dopo una volata e

in levità d’angeli
quasi non si toccava terra

124

RISILLABARE PALPITI

risillabare palpiti
di soli e
generare amore dove
il cuore mette ali

elevarsi come aquila
negli’ infiniti cieli

annullarsi del pensiero
guru in stato di
levitazione

125

ROSA IL TUO FIATO

rosa il tuo fiato
fragranza di bosco la tua pelle ambrata

apparivi sirena
distesa s’uno scoglio

allucinazione forse

mi facevi un cenno
mentre il cielo s’apriva in una luce
aurorale

come il tuo sorriso

126
SAREMO

il sangue starà
circumnavigando il periplo dei mondi
quando l’io non esisterà più

cosa saremo nessuno può dire

saremo nel Tutto
dove tutto ha nome armonia

forse
non aureolati – fioriti
nelle braccia di Dio

come nella prima luce

127

SCAMPOLI

rimanere in essere
incapsulati in una vita
ch’è copia
sfocata dell’Originale

dimezzata vita: scampoli

pure
zampillo d’acqua viva
dall’Io subliminale

la difficile luce

128

SCHEGGE DI PENSIERO

sai d’ essere schegge di pensiero
per unificarti alla Mente- madre

dove sei già stato vuoi tornare
ma non ricordi il “dove”

tornare
da dove ti sei staccato

come la foglia che
riprenderà ad abbeverarsi di luce
dopo essere macerata nella terra

129

SCRIVERE SULLA SABBIA

scrivere con la luce
la vita la morte
vestire di primavera i gigli

non così l’uomo
dal suo primo apparire

preso nel vortice
delle cose
egli scrive su sabbia l’avere

-nel cuore la paura
del bambino

A beautiful poem about letting go and allowing yourself to fall into your lover’s arms by Janne Robinson. Excerpted from her poetry collection “This Is For The Women Who Don’t Give A F#CK” published by Thought Catalog Books | ShopCatalog.com.

Poesia 2: Crafting Unique Local Solutions with Expertise and Passion

130
SCRIVO SULL’ARCOBALENO

scrivo sull’arcobaleno
dove il mio angelo è assiso
in veste di musa

egli mi suggerisce parole
macerate nel sangue
che mi si nascondono

alla “vista”

a volte dall’arco-
baleno cade una sillaba
ed io la recupero

riprende vigore

all’angelo traspare un sorriso
che si fonde col mio fiato

131

SE AVRANNO VOCE

ed è pleonastico il tuo dire
i tempi son cambiati e
alle piante seccano
i timidi germogli

i pesci son gonfi di plastica e
i cieli di cenere
e i mari piangono coi miei occhi

lasciare parlino i fatti
se voce avranno
in una -lesta?- inversione di tendenza

132

SE INDIETRO TI VOLTI

era solo un sogno – sarai
come la moglie di Lot mi disse
se indietro ti volti

accondiscesi sebbene
controvoglia: ribellione mi
corse nel sangue

altri vedevo passare
per la via della “prova”

ora tramutati in statue – che prima
di me ridevano

133

SENZA TITOLO 5

le cose
mi chiamano e la morte
è lontana

vastità contemplo

l’anima
è il verso del gabbiano
nel lambire l’ onda

134

SENZA TITOLO 6

un’alba cadmio
apre spazi
inusitati nel cuore

usciti dal sogno
beccano sillabe
gli uccelli di Maeterlinck
in un cielo di vetro

da un luogo non- luogo
le uve dei tuoi occhi
chiamano il mio nome
genuflesso nella luce

135

SIESTA

di sé t’innamora il perfetto
endecasillabo
“meriggiare pallido e assorto” –
rilassante quasi a conciliare
il sonno

di qua dove sei
la pineta – di là il mare –
chiudi il libro di Montale
e gli occhi

contro l’ obliqua luce fra i rami

in te mezzo assopito
ora perdura
il dondolio delle altalene
e dei teneri corpi

quasi fatti d’aria

136
SOLITUDINE

si è al punto che
ogni giorno
è uno in più a dar scacco alla morte

-finché ci siamo- la candida
filosofia dell’anziano

il consueto giro pomeridiano
per godere un po’ di sole

non si muove foglia
ma voglia il cielo
risparmiargli una solitudine feroce
che scava come goccia nella roccia

137

SOPRA IL SENSO DELLE COSE

chi può conoscere
meglio della terra i morti

l’inverno col suo bianco manto
il silenzio copre e il loro cuore

oltre orizzonti di palpiti
vegliando aleggia
il mistero
sopra il respiro dei vivi

sopra il senso delle cose
come un sole freddo

138
SPAMPINA LA ROSA

turbine avanza
in un batter di ciglia – deserta
la piazza solo una gatta sotto
un’auto acciambellata

han lasciato i vecchi
il loro gioco di carte

più in là la bellezza
deturpata

al crocevia del grido
la rosa spampinata

139

SPLEEN 3

lo scoglio
e tu
come un tutt’uno
quasi sul ciglio
del mondo avvolto
in una strana luce

labbra di cielo
questo
contatto di sole

vedi nell’aria
marina
un gabbiano planare
su una solitudine
che ti lacera
all’infinito

140
SPLEEN 4

brusio di voci

galleggiare di volti
su indefiniti fiati

si sta come
staccati
da sé

golfi di mestizia
mappe segnate
dietro gli occhi

vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce

141

SUL FILO TESO

camminando su filo teso
se la mente vacilla e
s’affaccia su orrido abisso

Tu lo sai –
è l’altro me a cui
ho dichiarato guerra per onorarti

son diviso e ogni pensiero contrasto
se emerge non da sangue

e come potrebbe
la pianta ripudiare la radice? e la corolla
che s’apre alla luce odiare la luce?

142
TEMPO-SOSPENSIONE

tempo elastico
gli orologi molli di dalì
tempo- sospensione l’aprirsi del fiore
tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre
tempo diluito non- tempo onirico
tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh
tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale

143

TRIPUDIO DI LUCE

aspetto l’ ineluttabile
disfacimento della veste

come l’ albero delle
foglie

quelle macerano
l’ albero è albero

il suo sangue in letargo
attende

un nuovo tripudio della luce

144

TU MADRE DEL MIO SILENZIO

tu madre del mio silenzio
tu cattedrale del sangue
indiato

-poesia- apri lunghe sospensioni
e varchi
e archi di luce ricrei
tra ciglia d’amanti

tu fai spuntare fiori tra le pietre
preservi un raggio di sole

per gli occhi persi
del povero cristo
nei giorni anodini

145

TU REGINA DELLA NOTTE

sei nelle mie corde e metti ali
a sorvolare questo male oscuro
d’un mondo fatto a pezzi
tu regina della notte

poesia che ti sveli
al lume d’una luna menomante

l’anima è inclinata nella luce

ci salverà la bellezza?

146

ULISSIDE 4

occhi di terra e di cielo
e oceani
occhi ove vive
noetica luce
a sognare procelle e bompressi

e
un’ itaca lontana

esce dalla coda dell’occhio
il tuo vascello
a circumnavigare terre di mistero

ed è casa di mare aperto
l’anima del viaggio

147

UN CIELO DI PALPITI

si punterà verso
il non- luogo dell’ Inconoscibile
intrisa la vela del sogno
del sangue della passione
uscendo dalla bocca della notte

-e siamo grumo e infinito

vivo di palpiti sarà quel cielo
tenerezza di madre ad accoglierci

148

UN NOME UNA VOCE

un alone di mistero emana
dai lampioni sul lungopò la sera
ectoplasmi o perdute
identità pare s’aggirino
sui viali battuti solo
da qualche meretrice

pensi
possa ispirarti qualche verso
quest’atmosfera impalpabile e attendi
riconoscibili
un nome una voce
che ti salgano da dentro

149

UN SORRISO

vedi l’allodola planare
il suo volo un immaginario arco
lascia nel cielo

“l’albero lo riconosci dal frutto”

pensi
come curiosamente ti sorprenda
quel detto dei Vangeli

e come
il dimenticato aspetti solo
come pane un sorriso

-ti vedrebbe
come un angelo qui sulla terra
che gli allevii la ferita viva

il sorriso è l’inizio
-lo sai

150

UN VENTO DI OSSIMORI

posizione fetale: ideale per lasciarti
abbracciare da morfeo – in una
sospensione lucente – la mente

assediata da iperboli
grandi come case
e da un vento di ossimori

151

UNA POESIA TIPO QUELLA

fa sorridere una poesia tipo quella
di Neruda “ode alla cipolla”?

se ne cogli la vera profondità
penetrando fin nella radice
della terra da cui è nata

sentirai l’ebbrezza del sangue
che canta alla luce gemmante
come una celeste musica

indorato dal caldo sole
quel bulbo
finirà sotto la mezzaluna
con lacrime

-companatico dei poveri
s’ usa dire

152

VAGHEZZA ERA O VISIONE

quell’attraversarti la mente
da nonsense e surreali figure
daliniane
come uscite da un sogno

perdevi la percezione del tempo:
davanti a te
un lungo corridoio asettico
senza interruzione di porte

era come entrare nella morte –

infine sfociare
bagnato di luce

in altra vita –
sogno nel sogno

153

VERTICALITA’

dolore non solo quello
da carne- urlo animale
ma sublimato
negli assi della croce
guardando in divenire
là dove conduce
Passione per la porta stretta

154

VIAGGI

“il più bello dei mari” quello
ancora da navigare o solo
sognato

così la poesia
più bella si dice
sia quella ancora da scrivere

viaggi
da odisseo viaggi mentali

apertura a ventaglio
dei sensi
in una immersione nel sé

[I° verso da Hikmet]

155

VISIONE

su di te vedi piegato il cielo
dalle leggiadre braccia
ti sale su per le narici
la barca di cristallo della
passione
veleggiando sul filo del respiro

nella camera della mente
non è detto non t’appaia l’angelo
dell’ affresco
che ti rapì quand’ eri bambino

156

VITA CENTUPLICATA

tu nelle braccia di Dio
rapita nel sole
piccola Margot

tu rosa vestita per la vita

quella vita che
non ti fu dato vivere

ora
centuplicata

credimi
immergermi vorrei in quel Sole
che nel sogno in barlumi ora
intravedo

157

VITA CHE TI SVELI

assisa sul bordo della luce
vita che abbracci
infiniti orizzonti
vita riflessa
che non sai dire se vivi
o sogni
vita in esilio finché abiti nel corpo
vita genuflessa
a adorare il sole- maja
di luce
che apri la fronte del giorno
vita- vuoto affamato

sii te stessa
“vita fedele alla vita”

rigenerata dalla Croce
Vita che ti compi
che ti sveli

158

VITA NASCOSTA 2

il muro d’aria che divide
luogo e non- luogo
o solo quell’esistere sognato
che torna come déjà vu

qui solo apparire:
l’essere è vita
parallela – nascosta

159

VITA VISSUTA

aria ferma

di pomeriggio quando le ore
si dilatano e in una chiazza
di sole un gatto acciambellato
sembra sognare

i volti raggrinziti
dei vecchi che giocano a carte
dicono vita vissuta

ti distolgono
dal sovrappensiero bianchi voli che
si staccano dal tramonto

160

L’ETERNA LOTTA

in una bolla d’ inganno è racchiuso il mondo
c’ è sempre un pugnale nascosto
tra le pieghe della veste

appare come animale onirico
il maligno
o travolge come un maelstrom

ogni volta che
il Cristo bagna le sue anime di luce

-tutto Egli dimentica sulla croce

161

SU SFIORITE RIVE DEL CUORE

mea culpa? – considera
la pagliuzza non la trave

in bianchi cieli la sua anima s’impiglia
tra certezze effimere e un nodo
scorsoio l’ego si fa

mea culpa?

lungi da lui
quell’animo candido che
simpatizzerebbe con i morti

su sfiorite rive del cuore
un gabbiano solitario plana

162

APRE ALL’ARIA LA ROSA

si leva il mattino azzurro
carezza la riva della luce

sull’ orlo dell’ abisso la rosa
apre all’ aria i suoi petali

arco d’ amore

lei la vita
nel suo mettersi in gioco

163

COME NELLA PRIMA LUCE

figure – paesaggi -la voce
nomina le cose
come nella prima luce

vi assegna un’anima
-gli oggetti
si fondono ai corpi – familiarizzano
coi gesti

giovane è la vita nel prodigio
dei fiori

164

BUCO NERO

(ad una corrispondente immaginaria)

aspettando una risposta che non arriva
-ma forse sei entrata in un buco nero
dalle vicende del mondo assai lontana o
posso immaginarti già di là
a corteggiare le stelle

l’ultima poesia
che forse non leggerai
è infarcita di alcuni paroloni
filosofeggianti

benché sappiamo sia vitale
nel rivederla
fare opportuni tagli

come fa con noi questa vita
nel modellarci

165

LE VOCI REMOTE

il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto una luna menomante

166

CONSIDERAZIONI

che Egli sia nato in primavera
non al freddo e al gelo
-come alcuni studiosi ipotizzano-
nessuno può dirlo

(convenzioni degli umani: il periodo
i festeggiamenti per prima
la pancia e il sacro viene poi
banalizzato)

e che Egli
sia nato di pelle scura
è probabile

-ma perché fare distinzioni
di colore

OLTRE L’ESILIO
(2021)

167

VIRGOLA DI CIELO

tu dici dopo non c’è più niente
-e la coscienza?
quella che ti fa dire sono persona

-che nell’aria stretta si fa
virgola di cielo-

no
non la distruggerà nessuno neanche
il fuoco

168

INCANTESIMO

donna dei boschi: occhi
di cerbiatta – la sua

anima di foglia
di sé m’innamora

169

QUEL CHE SI DICE TSUNAMI

ingegnarsi per bypassare quel che si dice
tsunami interiore pari al lutto
di una persona cara

elaborarlo mettendo in campo
l’autocontrollo (yoga) e
spruzzate di benevolenza e
autoironia – sviando
il testacoda dei sensi

lasciarsele scivolare addosso
le cose

destarsi allora con altri
occhi

170

LA LUNGA ATTESA

-alla fine
è dura questa coda da scorticare-
gli scriveva trepidante d’ attesa

come se lui dovesse
tornare dal fronte
(era
in trasferta per tre settimane)

-sai:
la bambina la sento
come sorridermi in grembo –
sogno i suoi dolci occhi azzurrocielo-

171

MOMENTI D’INCANTAMENTO

entro ed esco dalla tua anima
dove dimorano pezzi di me
un odore di pini ci avvolge
-certo lo senti anche tu-

i nostri passi sul viale accecato di sole
-un grido di gabbiani e l’ascolto
del mare in una conchiglia:

questi i momenti
d’ incantamento
fermati dal nostro amore imperituro

172

DOVE SEI

sparire nel nulla
è l’urlo della rosa dischiusa

consola a tratti un palpito
di luce selenica
che abbraccia il ricordo
ravviva empatie

gentile il velo spiegato
dell’angelo

su un lato del cielo

173

IL TUO GARBO

forse solo nell’ oltre saprò –
si scioglierà l’ enigma – e intanto
i tuoi modi garbati che ritornano
nella camera viola della mente
mi sorreggono per il tempo a me concesso

mentre perso sono
nel perimetrare il vuoto che lasci:
un’ ombra feroce
mi strappa all’abbraccio del sangue

il buconero risucchia
presenze umori respiri

non il tuo garbo che in me
non si cancella

174

FRAMMENTO DI LUCE

(ispirandomi all’ “Aleph” di Borges)

siamo un frammento di luce
particella dell’Altissimo

tale splendere
ha attraversato i mari dell’anima
toccato terre
inesplorate care all’odisseo

indiviso frammento
custodito nel profondo di noi

l’aleph che unifica i mondi

175

CIELO STRAPPATO

c’ è sempre una donna dietro
una fiaschetta di whisky tenuta
nascosta – semmai per illudersi
di lenire
la lacerazione di quella mancanza

un cedere
all’ebbrezza e alla lunga trovarsi
più che uno straccio

sulla specchiera
profumi ninnoli a far bella
mostra di sé

mentre un cielo strappato
raccoglie il muto grido

176

LA GIOVINEZZA

e sì che nell’alta
vegetazione
si nasconde un cuore di paglia
-solo a vederla
svoltare l’angolo
sono le fatidiche farfalle
e l’onda del sangue che rimonta

ah i lunghi meriggi a passare
tra sciabolate di sole

nella verde età fuggitiva

177

NELLA PRIMA LUCE

ci accorgeremo che non siamo
esistiti che nel pensiero

è la mente che crea – essa si
materializza in ciò che vuole

nel grembo del cielo fu l’ immagine
del primo uomo che
Dio sognò nella prima luce

178

LA SACRALITA’ DELLA VITA

il male si sa è la grande
ferita -ma c’ è
tanta fede discreta:

il cui fervore equilibra
i piatti della bilancia

si dirama il sangue della passione
in direzioni inaspettate
mentre

la sacralità della vita ha ali
d’ aquila
a librarsi imperiosa sulla
banalità del male

179

IN QUESTO CIELO BIANCO DI SILENZI

non ti vedrò più Nina
se non in vaghezza di sogno –
oggi mi nutro come un passero
dei tuoi scritti di luce che aprono
su universi solo a te noti

e che forse ospitano la tua
essenza mentre mi appare
delinearsi il tuo volto
in una nuvola vagante

in questo cielo bianco di silenzi

180

OLTRE L’ESILIO

il più bel giorno è quando
oltre l’esilio della carne
mi verranno incontro i miei morti
e i parenti giunti da lontano

a qualcuno scapperà una lacrima e
nell’estremo saluto c’ è chi leggerà
con voce tremante alcuni versi

“ti sei staccato come foglia
adagiata su una spalliera di brezza”

181

DA UN ALTROVE

e tu a lumeggiare le mie sere
anima di candore e di sogno

si fa conca il cuore
ad accogliere
dei versi dettati da un altrove

182

SOSPENSIONE LUCENTE

lente figure d’ animali in sogno
t’ appaiono le nuvole – mai
somiglianti l’ una all’ altra

e le gocce della pioggia:
sono sempre diverse cadendo
anche se ti sembrerà incredibile

tutto così singolare – unico

vedi:
in una sospensione lucente
lo stacco dell’ uccello dall’ albero
traccia un irripetibile arco
d’ amore nel vasto cielo

183

MARE APERTO

mare-anima
sognata dai primordi
in infinito creare

fa vela il cuore
per l’azzurro pelago

184

LA POESIA

(da un po’ che non brucio
della sua luce:
non mi prende febbre
di quell’ agitarsi del sangue)

tento qualcosa del tipo: “la vita
ti ha tarpato le ali Nina
rosavestita – ora
è il vuoto delle braccia”

questo l’incipit
ma ahi
è latitante la musa che
non mi dà il “la”

plana un
gabbiano da me non lontano
chissà non porti nel becco quel
verso che mi manca

185

QUEI VERSI PERSI

[nel percorso col bus verso Brescello]

poi di ritorno a sera
carta e penna o se vuoi tastiera
il bianco che ti fissa
e ti ci perdi
un muro
la mente un muro
provi con un verso
impreciso poi un altro
ma no non era così
che l’avevi pensata
eppure ce l’avevi tutta lì
come una cantilena tra veglia e
sonno negli occhi la confusa
striscia bianca sulla destra
ed eri in uno stato di
tortura-goduria
trattenendoli ancora quei versi
ma ora niente
un muro la mente
risucchiati da un buco nero

186

COVID-19

(navigano migliaia di morti
sotto la volta viola della mente)

questa “bestia” viene dalle bestie
-così dicono i
ricercatori (?) – pipistrelli serpenti et
similia

e
così ancora una volta -certo
per altri versi- come quando
il primo uomo entrò nella morte

scende
in campo il nemico
invisibile: il serpente ingannatore

187

L’ANIMA CHE SCRIVE

uscita dal margine del foglio
ove ha sostato per un tempo-non-tempo
ora sorvola il mondo piagato

dove sola
immacolata piuma in luce resta

188

AFFLATI

la scrittura si traduce in genesi
di fonèmi – espansi
in luce accensioni del sangue e voli

orifiamme o altezze
pari ad afflati d’ angeli

189

IL DOPO

ci aspetta sempre
un dopo: il di là
da venire

aria di nuovo aleggia
negli occhi – che ci
sorprenderà – e

ancora non sappiamo se
croce o delizia

189 a

IL DOPO 2

distacco dal corpo -dall’ albero
della foglia

abbrividire della rosa appena
colta e non sapersi di
bellezza effimera

190

VITA LEGGERA

una vita in leggerezza
ragazzi galleggiano sugli eventi
sfidano la morte

se c’ è un dio? – il suo silenzio –
il corpo i sogni un tutt’ uno
col digitale

-uffa ‘sto ciuffo alla elvis che non tiene!
manate di gel

-ma è
sorpassato ritrovi oggi
la cresta da gallo
cedrone

191

MAROSI

marosi mangiano l’ arenile

sulla linea cielo-mare
un battello dove suonano un blues
-l’ urlo del vento disperde
le struggenti note

plana e becca
la cresta bianca un gabbiano

leggo s’ un muricciolo e
mi confondo tra le righe
-mi si specchia come in sogno
il mio “doppelganger”

192

MOMENTO

in un silenzio ovattato
filtrano
le prime luci dell’alba

ancora viva la voce dei morti
venuti a visitarti in sogno

a rigirarti ti trovi
in intrecci di piedi di mani

-il morso
della carne

-labbra che si cercano

193

CREATURA

sembra che il solo sguardo
la mantenga in vita
la sua creatura

ché Lui la pensò
ancor prima di sognarla
in forma ed essenza

poi del sogno
il suo farsi
carne e respiro

194

UN DIO MINORE

(a battesimo d’ inchiostro
un dio minore -molto
ma molto minore)

quella “balaustrata”
a cui s’ appoggia verso dopo
verso

il mio estro -musa
malinconica non troppo-

(Balaustrata di brezza/ per appoggiare stasera/ la mia malinconia. G. Ungaretti)

195

IL GRIDO

si fionda nel buconero della carne
l’ angelo caduto:

materia densa non più luce
lo veste il Grido-rimpianto
che si sfilaccia in un tempo rallentato

(vita non è che ossimori
e stelle di latta
vita spezzata come lama
nell’acqua:

vita incompiuta
nell’immenso: puoi dirla infine
un dettaglio

pure
un amore disperato)

196

DEL SOGNO

anche il sogno è vita – con le sue
-dicono- doti divinatorie ma attira
anche quell’annullarsi quando
non sei ostaggio di morfeo e sprofondi
nel nero seppia assoluto

mentre
intorno a te vivono le cose
e tu non sei più che un tronco
portato dalla corrente

MARE APERTO

(2021)

197

ORIONE

da tempo i libri di mitologia
sono soppiantati dai videogiochi –
negli occhi dei ragazzi
non più l’incantesimo di un cielo
percorso dal Carro celeste e da Orione
-che annaspa
in un mare nero seppia

198

M’ INDUCEVA L’ESTRO

poeti si nasce? – non sapevo
d’ esserlo quando m’ induceva
l’ estro a scribacchiare su carta
da zucchero e alzavo gli occhi al cielo
per un gioiello da carpire
al divino

199

LAGHI DI MISTERO

ombre stampate – ombre
a vestire figure
passeggere

luce degli occhi
ai primordi -ritagliata
nel blucielo – ove

immergersi
in laghi di mistero

200

CONGETTURE

più che terra mi dico
un cielo in frammenti
il sogno e la ferita

siamo

più in su quel levarsi
dell’ onda che ci avvolge
il punto zenitale
della luce

201

MARE APERTO

ho un “posto” dove andare -che
mi aspetta-
a cui fanno eco non sirene ma aneliti
dove
nella morte apparente
spasima la composizione della luce

ho un luogo che
mi aspetta: come andare in mare aperto
con la bussola del cuore

202

COME ENTRARE NEL DIPINTO

cavalcare onde irrazionali
di nonsense onirici
come entrare nel dipinto e
vedere da una nuova
angolazione ri-creata dall’ occhio
il confondersi del sangue coi colori

203

ALZHEIMER

la memoria s’ è addormentata nell’ anima –
la memoria che come un fuoco inestinguibile
ti faceva dire io sono

ora non sai più chi sei
e perdi la strada di casa

giorni e notti attraversano
le tue ossa e
la tua voce si è rotta nel vento

e se al mattino tì sporgi dietro i vetri
è per vedere solo ombre o fantasmi
come in un sogno ininterrotto

204

ISPIRAZIONE

cos’ è l’ ispirazione se non
un qualcosa che urge nel sangue
prima di vedere la luce

una folata di vento
e sei il vento
una vampata di fuoco e sei il fuoco
-con spasimi d’ anima vivi le cose

parole come lacrime
cadono dagli occhi della mente
solo qualcuna
preziosa si posa
ai piedi dell’ angelo

sul bianco immacolato del foglio

205

ANELITO

(sfogliando Salgari)

quella porta che apri sull’infanzia
ha gli echi del mare e il caldo
rovente di scogliera che ricorda
il tuo passo inquieto ribelle
i tumulti del sangue

resiliente
come l’ insonnia della vela
per il buonvento

206

LA VITA SCORRE

la vita scorre
e quel senso
sempre del fugace
in ogni cosa

ma il mare
il mare è nel cuore di Odisseo
che si interroga
a specchio del cielo

l’uomo
è per la meraviglia

207

OLTRE IL VISIBILE

anima siamo con un corpo frale

la beltà è fiamma sotto
la cenere:

di là dal visibile
a dircelo è il cuore
dove discreto l’ angelo ci affianca