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Poesia 2: Pioneering Local Excellence with Unmatched Expertise

22

DOVE SONO

è detto il mondo dei più
e noi a chiederci dove
sono ma piuttosto che un “dove”
è uno “stato”
simile a quando sognamo
è percepibile a volte la loro
presenza nei semplici gesti
come impugnare la forchetta o la penna
o quando ci adagiamo la notte
nella loro ombra

23

ESSERE ALTRO

pulviscolo a librarsi nella luce
ferma

il bruco dalla nascita anela
essere altro

24

PARUSIA (VISIONE)

celeste diamante
incrina il vetro
opaco

svelato
il Vero a farci
veri

25

NEI GIORNI ANODINI

nei giorni anodini
quell’aggrapparsi del cuore: un
toccasana o se vuoi appiglio
la poesia

ti sorride un’immagine d’aria
ed è il suo volto ovattato

in un ritaglio del tempo sospeso

26

E POI FA SERA

il foglietto con alcuni versi
finito nella schiuma
della centrifuga

andati
lui più non li ricorda

un “danno”?

e sì
che gli si apre un nuovo giorno
e poi fa sera
e una luna
ammicca

non finisce il tempo
per la creazione

27

ELUCUBRAZIONI

essere – sentire: siamo
nient’altro che pensiero

tutto
dal ciclo delle maree
al gabbiano che coglie
la preda lucente
all’arco lasciato nell’aria
dall’acrobata al gesto
dell’abbraccio

tutto
appendice
del Pensiero

questo gemello di conoscenza

consanguineo della preghiera

28

A SOPHIA

guagliunce’
forse ti resta ancora
l’intercalare delle mie parti

ti chiamavano ‘a scugnizza
poi sei cresciuta

t’immagino
percorrere i vicoli di pozzuoli
l’incedere provocante
del tuo corpo acerbo
slanciato verso il cielo

e ch’aggia fa’
se ho anche gli occhi della mente
e ancora la vivezza dei sensi

29

ISPIRAZIONE

fare spazio
all’urgenza
assecondare l’onda del sangue

passare al crivello le emozioni

librarsi dell’anima in un
azzurro macchiato di rondini

30

FANTASTICANDO

ci si è evoluti
dall’uomo-scimmia o
homo erectus?

Dio si diletta
con la creazione
delle specie più strane

noi mortali
a chiederci se sia nato
prima l’uovo

31

IO SONO LE MIE EMOZIONI
(visione)

-stanotte ti verrò a trovare-
mi ha detto

-eccomi: sono
con soma o senza
le mie emozioni – grumo
di passioni il cuore
staccato da terra

-mi dici
dov’è il tuo pungiglione?

32

SE TENDI OLTRE L’ORIZZONTE

riserva novità la mattina
se tendi oltre l’orizzonte
lo sguardo assuefatto ai naufragi

33

POESIA

luce inquieta
aleggia nei precordi

muore rinasce la parola
sui crinali del sogno dove
la musa è assisa

poesia
è fanciulla che si specchia
nella cattedrale del cuore

34

NUOVE PROSPETTIVE

cumuli-nembi –
le tue pareidolie

specchi nel lago celeste
la tua pena fatta pane che spezzi

col becco vi fa cerchi il cormorano

vagheggia la mente –
t’intoni
col respiro degli alberi

la vita ha nuove prospettive

35

LONTANANZE

tra smagliature del giorno
scruto il cielo – sogno
lontananze

nuove prospettive?
tra pro e contro di pulsioni inverse

la vita imbroglia le carte

risillaba palpiti voci

36

DI SPALLE
(ad A.)

di spalle
ti sento avvinghiata come un ragno

avverto la tua gradevolezza
come l’albero
“quella” del venticello tra le foglie

stavo entrando in un sogno “voluto”
poi svanito

37

SILLABE

conti sillabe sulle dita
settembre il mare ancora invita
il mormorio della risacca t’ispira?
occhi chiusi “anneghi nel tempo” *

*Cardarelli

38

IL LAMPO

arrampicarti sugli specchi
se vuota è la stanza della mente
e lampo non ti è propizio

allumare d’anima
a dar colore a una vita scialba

39

LA COLOMBA

chi più chi meno
si sconta il proprio “purgatorio” qui
come hitler e i satrapi l’inferno
un’ala di colomba taglierà l’aria
quando il tempo sarà compiuto
per accoglierci il seno dell’Altissimo

40

VOLTI

(ti chiedi se agli altri non appari
come te riflesso nello specchio)

volti e volti a ondeggiare in
sequenza da film
volti che s’eclissano

un ovale come se ne vedono
solo una volta in sogno: l’ideale:
frutto d’immaginazione? sia pure

in cadenza d’inganni
scorre la vita fiume alla sua foce

41

RESPIRI DI CIELO

sono assetato di luce

non so penetrare il Suo profondo

ché
di terra sono e inerme

mi si sciolgono le ore come cera

pure
mi vivono dentro respiri
di cielo

42

PADRE NOSTRO

Padre nostro che sei nei cieli

quanto sangue già versato
il Tuo d’uomo-dio
nei ghetti quello del nero
che da secoli ancora grida

Padre nostro che sei nei cieli
quanto ancora da versare
dei nuovi Falcone e Romero
a fare i martiri della storia

Padre nostro
che ci guardi dal cielo
Ti rendiamo grazie noi che baciamo
il Tuo sangue salvifico

43

BOMBA D’ACQUA

la sorprese giù in cantina dov’era
discesa a sistemare
gettare roba inutile pulire
-il cellulare restò a quella data

oggi
inebetito lui si aggira per i viali
si chiederà “Dio perché”
avendo perso la luce degli occhi

vedovo affranto
percorre i margini del tempo
parla con la sua ombra sul muro

44

BOMBA D’ACQUA 2

la catina
era una cabina di veliero sommerso
dove zigzagavano i pesci
del sogno

sogno non era: lei
era dell’acqua: un solo abbraccio

45

DIVAGANDO

la sventola attira gli sguardi
degli avventori seduti al dehor
pensi alla
“bambola” di buscaglione

il solito giro pomeridiano
-breve ormai per l’età-
pensi: è buona decenza
tenere in salute fido
la prostata i denti che ballano

46

QUESTA FRENESIA DI VITA

sempre cerchi il tuo centro
mai soddisfatto ripieghi
sul digitale a tua immagine
(il cellulare
protendimento del tuo braccio)

usi e sei usato
in questa frenesia di vita
vissuta alla giornata
in una gioia feroce:

sei trottola
che gira all’impazzata

47

IN DORMIVEGLIA ALL’ALBA

in dormiveglia all’alba
mi sorprendono pensieri
dove chiama il sangue
lacerato sono dalle foni
tra spirito e carne

ah infine dormire
nell’abbraccio delle stelle indulgenti:
azzurrità
a cui da sempre anelo

48

PARUSIA

alla fine dei tempi
si rivelerà l’arcano
il Santo Spirito ti aprirà le braccia

non da sangue Lo riconoscerai

con la luce non col fango
sarai ri-creato

49

DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

l’amica guardandomi in foto
“in gran forma!” mi dice e voglio crederci
oltre gli ottanta un vortice d’anni
penso chissà
fra un secolo come sarà
questo mondo in mano a chi verrà
se s’userà per umani fini
l’intelligenza artificiale
se vita sarà ancora “vita”
e il sentimento
manipolato vieppiù svilito ?

50

IL RIFUGIO

sono il cormorano incatramato –
non son capace che d’un amore piccolo
legato come sono alla terra

così per il dolore
fardello da portare se il cuore
è squassato e la carne soltanto
urlo animale

ah un rifugio anelo
come grembo di madre

51

LA VITA LEGGERA

ti dici: va’
dove ti porta il cuore
con la vela della passione
verso terre viste solo in sogno

lungo la coda dell’occhio
nuvole vaghe

a dire la vita leggera

52

SEGMENTI

loro -vien detto- ci vedono di là –
saprò io rinonoscerti?

o saremo un unico fondersi
di luce cosmica?

divago – mi arrabatto tra
le righe

un moscerino attraversa la
luminosità del monitor
segnando in diagonale segmenti
tortuosi

come i pensieri della mente

53

BORDERLINE

avvolto in un mantello di vento
a vivere contromano
senza nervi di ricambio

puoi sentire la vita deragliare
su binari del sangue

54

ALLE ORIGINI

ci verrà resettata questa vita?
e le emozioni e i sogni?

sentiremo in altro modo – forse –

torneremo alle origini
come quando eravamo
non duplicati non infangati: veri

come la prima luce

55

UN VOLGERE D’ANNI

mi sveglia il canto del gallo
non trovo la tua mano
ti sei appena alzata

c’incalza tiranno il tempo
in questo volgere d’anni

benché non t’abbia sciupato
questa luminosità del viso

quanti da aspettare ancora
inverni a gelare le ossa

PROSPETTIVE

1

DISTESE

t’innamori della parola
colomba che sorvola
distese dell’anima

2

I FRUTTI

dal modo in cui vivi
ti costruisci il tuo “altrove”

a cospirare
il bene donato
-l’angelo che in te si svela

sarà tempo di
vendemmia

3

VITA PARALLELA

storci la bocca a chi afferma
di là non c’è niente – consapevole
di una vita parallela

non sai come sia ma vuoi pensarla
un infinito mare di luce
dove vivere una giovinezza eterna

dove la Parola ti accoglie
all’ombra delle sue ali

dove la Sapienza si fa conoscere

4

NASCERE

sempre in bilico sul ciglio
d’ondivago esistere

si è imparentati con la morte
nel solco d’un continuo nascere

5

STORIELLA

lo vedeva sempre all’angolo della strada
suonare l’ocarina
un giorno d’istinto
lo abbracciò gli disse suona per me

bel moro lineamenti latini
-scintilla fu o desiderio? – gli aprì
la sua casa e dopo un buon bagno
finirono a letto

qualche mese dopo la storia
finì
lui uccel di bosco amava la libertà

(storiella dal sapore d’una favola
… ma a volte lo è la realtà)

6

RELIQUIE

a scrivere non la mano
ma la mia radice ferita

testimonianza siano
non lettere storte sull’acqua

o che volteggino eteree
dissanguandosi in volo

ma i momenti che restano
nel tempo appesi al cuore

7

DOC

il turbamento
è graffio sul foglio bianco

artiglia la pelle del cielo
lasciando tracce di sangue

nella notte è un grido osceno

DOC: disturbo ossessivo compulsivo.

8

ERA SOLO UN SOGNO

si apriva il sole
con un sorriso largo
ai suoi dardi
l’abetaia prendeva fuoco
la chioma era fatta cenere

(un natale che si piange
i suoi abeti: te lo immagini ?)

9

SENZA TITOLO (CHIAMALO SOGNO O FANTASIA)

il daimon mi condusse in una città
nella città con un vociante luna park
apri i polmoni mi disse qui
si respira una bell’aria di mare -era
la costa di los angeles?-
fu così che m’imbattei
nell’affascinante marilyn
uscita da un ritratto di warhol

10

QUANTE VOLTE
(disturbo ossessivo)

quante volte scorrettamente Ti chiamo
di notte o fuori casa affaccendato

“non nominare il mio nome invano”

quante volte

scrivo per non soccombere –
un altro me forse spia
questo me “fuori posto”

ah quest’afflizione mi pesa
come un macigno

oh quando mi chiamerai dall’oltre
e starò nella pace
dei tuoi invocati cieli

11

NEL NONSENSE DI ONIRICI PENSIERI

la fanno da padrona i suoi occhi
nel nonsense di onirici pensieri
che sostano su curve e anfratti

uscita dal sogno
si leva in un’alba rosata
ectoplasma o angelo

12

DOVE SEI

purgatorio:
lo vive ciascuno il proprio
il gelo nelle ossa
le stelle fatte cenere
nelle desolate notti

la persona che non vedi e non è
a te accanto ti sembra
sfiorarti a volte con tocco
leggero i capelli

nelle notti dove urla la bestia
dello smarrimento

13

ALBERI RADICI

alberi vedi alberi
mutilati capovolti nel tuo cielo
capovolto

gridano radici

-selva di mani
prensili cupidi sguardi-

a sovrastarli la natura
con le sue infinite vite

di rinascita

14

L’ANIMULA

non ha occhi che per voi
occhioni grandi innocenti
vi leccherebbe anche l’anima

tradendo di voi la parte buona
ve ne liberate lasciando
si maciulli in tangenziale

ancora
non avrà occhi che per voi
la sua animula sempre a perdonare
voi bestie umane-non-umane

15

ELUCUBRAZIONI

se il pensiero è sotteso alla fine
Lui ce la tiene nascosta – e
meno male: ché impazziremmo

nelle ultime sue ore l’animale
si nasconde lontano dagli occhi
al contrario dell’umano

che -se all’addiaccio e solo-
piange
un ultimo abbraccio

16

DOVE VEGLIANO ANGELI

(Colui che tutto il mondo alluma (Dante)

fatti figli nel Figlio
su rive dell’essenza approderemo

allumati d’immenso

dove vegliano angeli
ai cancelli della bellezza

17

VIKINGHI

(ispirandomi alla raccapricciante notizia del gatto torturato nel gennaio 2024)

i nuovi vikinghi
scendono in città
sulle loro harley davidson
danneggiano per soddisfare
la febbre del sangue
terrore dei negozianti dalle vetrine spaccate

scuoiano un gatto vivo
sotto i loro sguardi sconvolti
poi fieri della vigliaccata
tracannano birra scura
stravaccati al bar
le gambe allungate sul tavolo

-gli sguardi persi
dietro notti brave e misfatti

18

APPARENZE E SOGNO

“non di questo mondo”: parafrasando
franco – uno sguardo

al cielo da cui cademmo
ricusando la luce

ci rifugiamo nel sogno – noi
quaggiù apparenze

legati a questo
radicato cordone ombelicale

Franco Bonvini, virgolettato il titolo del suo blog.

19

ERA SOLO UN SOGNO 2

legato alla catena di montaggio
agli ottanta e più che mi ritrovo?
mi vien da piangere

-ma era solo un sogno

(calura estiva e non poter bere
alla fontanella a due passi
ché la linea se ne “andava”…

-era questa
realtà!)

20

GUARDARE OLTRE

And death shall have no dominion. Dylan Thomas

guardare lungo: oltre
la naturale dissoluzione

un’alba rosata ti pettina i pensieri
carezza i progetti del giorno

nulla può la morte
se tendi alla bellezza

21

CADRANNO

“non puoi ‘permetterti’ di essere sfiduciato”
(da una omelia)

le Sue piaghe lucenti dolorano
nei derelitti agli angoli delle strade
a due passi dai palazzi di vetro

il barlume di speranza sarà
un vero tsunami
cadranno ideologie regni potenze

quando si dissolveranno
l’eigengrau *
e la polvere del tempo

e il cuore si placherà
alle porte
della Gerusalemme celeste
.

*Lontani dalla luce della verità, ora è come vedessimo il “colore del buio”.

22

FUGGITI I CANTI
(riveduta)

ho sognato d’essere un bosco devastato

-fuggiti i canti
incenerite le chiome-

in me cadevo con schianti d’alberi

cadevo

23

MURO D’OMBRA

il tuo giro al parco
il canto fitto tra gli alberi t’ispira

e chi lo dice:
potresti andartene domani o
fra degli anni finché viva
questa febbre della passione

e parole ti danzano nella mente
e la rosa vorrà fiorire nel gelo

poi sarà il muro d’ombra

24

LA REALTA’ CHE VEDI

“pensare positivo è il viatico per il viaggio”
f.s.

vedi la realtà
secondo il tuo pensiero

è la mente a crearla
a farla e disfarla penelope imperterrita

sì che realtà è il suo farsi implicito
è lo stacco nell’aria

dello sfrecciare delle rondini o del
salto del cavallo all’ostacolo

è realtà il suo accadere – tutto appare sospeso
quando è già altro

25

NIGHTMARE

vide il suo corpo lanciarsi
dall’empire state building
librarsi nell’aria e non
sfracellarsi restare sospeso
in quel senzatempo
voleva liberarsi del peso
che tiene legati alla terra

annaspò nell’aria destandosi
non trovava più il cuore

26

UN ATTIMO E IL LAMPO

(a Mary)

il ragazzo bruciato sul ciglio della notte
-alfabeto dell’amore malato
a librarsi sulle nere ali del vento

“Mary – o mia o di nessuno”
un attimo e il lampo della lama

(senza il coraggio di rivolgerla su di sé)

27

QUALCOSA PUO’ ANCORA ACCADERE

sempre nutri i tuoi scheletri
anche questo febbraio sta andando
la mente è ancora fervida
negli anni al declino
qualcosa può ancora accadere
un prossimo libro da licenziare chissà
un nuovo sussulto del cuore

28

LA CRUNA

per tantissimi è il purgatorio
altri vivono l’inferno qui

passano per la cruna futuri santi

per tanti
“il paradiso può attendere”
.

virgolettato: film di Warren Beatty e Buck Henry

29

D’UN OLTRETEMPO

di cose sconnesse senza capo né coda
questi dormiveglia per fatue ispirazioni

trattengo d’alfabeti perle d’acqua

una barca di carta su onde dipinte
tiene il mare aperto dei sensi

complice è una luna bislacca
s’uno scenario d’oltretempo

30

MALA TEMPORA CURRUNT

“tutto sbagliato tutto da rifare”
da qualche parte c’è sempre una perdita
come in borsa se l’ago oscilla
sul versante di vacche magre

31

PRIMAVERA

mattina sul lago:
si spalma
sugli occhi la luce
intonano
melodie uccelli di passo

è un fremere di gioia la pineta

32

LE MIE NOTTI

i nonsense dei dormiveglia
alternati
al conteggio delle pecore
(andare al frigo non mi attira)
queste le mie notti
di lettere amorfe
di asimmetrici voli
che si spaccano alla volta del cuore

33

UN CIELO BIANCO DI SILENZI

il tuo “purgatorio”
da scontare in questa vita
te lo sei creato prendendo strade storte

un cielo bianco di silenzi
accompagna il tuo pellegrinare
affamato d’amore

34

I CARI MORTI
(a Gabriele Galloni)

nei tuoi versi i cari morti
si cercano e ci cercano o forse

di noi fanno a meno ché hanno
già negli occhi le radici della luce – quelle

a noi nascoste d’insondabile mistero

35

UNTITLED

il corpo quest’opera d’arte
che governeremo fino alla polvere
le gambe incrociate o
a percorrere una vita in salita
le braccia spalancate come Cristo se
mani non abbiamo che piene di niente
quel pizzico di follia ch’è da tutti
dietro lo schermo della mente
la bocca che sputa sentenze
gli occhi lucenti di voli e vele
per un infinito sogno di terre lontane

36

Nell’ultima ora (preghiera)
Ti riconosco nel bambino ch’elemosina all’angolo
a cui dono una moneta ed un sorriso

Ti riconosco nel carcerato pentito
che vede il sole a scacchi
lontano dagli occhi e dagli affetti

Tu Taumaturgo Tu stargate
Signore Gesù Cristo Guaritore di anime

ora che s’approssima l’ora
Ti prego ricordati di me:

generato dal Tuo seme celeste
consegno nelle Tue mani benedette
la mia pochezza che ai Tuoi occhi splende

37

Sarò foglia

giungendo alla Tua soglia
sarò foglia dondolante nel vento

38

Stanotte

stanotte in bagno
scivolo sul mio vomito
un’imprecazione colorita è scontata
da previsioni una giornata
radiosa mi ripagherà lo spero
mi frulla qualche verso bizzarro
le cose rimandate
la barba d’ una
settimana

fa chiaro mi alzo e una
leccatina avverto al calcagno
della cagna
che dal “piano” di sotto fa
capolino

39

Resurrezione

lasciarsi sorprendere dal divino –
aspersi da acqua e sangue
si è vita nascosta nel Risorto

rotolare di massi
dagli antri del cuore

fino ad aprirsi alla luce
40

Forse con gli anni

forse con gli anni
non ricorderemo più i volti
in seppia custoditi nel baule
né i souvenir
portati dai nonni dall’africa

ma avremo negli occhi il sangue dei papaveri
su distese a perdita d’occhio
quando ragazzini si emulava sandokan
in scorribande spericolate pei vicoli

e viva
ci resterà di quell’età l’ammicco
d’una luna a prime cotte

sotto un mutevole cielo lasciammo
aruspici emettere sentenze

41

Cavalli di nuvole

“scusi mi può aiutare?
che c’è scritto qui non vedo bene”

riconoscente a chi si prodiga più del dovuto
-si vede che ispiro tenerezza
apparendo proprio ‘vecchio’ ai suoi occhi

volano mesi anni:
attraversano il cielo come cavalli di nuvole
che si scompongono a un soffio di brezza
42

Parole in dormiveglia

sfiorandomi la spalla un angelo
all’orecchio mi sussurra lieve:

“superato
lo scoglio spunta luce a oriente”
43

Poesia

ti avviti con lucido delirio
nella ridda di parole –
tra sprazzi di coscienza e sogno
insegui gibigiane echi

ecco sfrondarti
forbici-di-luce:
la pagina è tuo lenzuolo
quando in amplessi cerebrali muori-rinasci

la tua anima-di-carta ricrea armonie
in cuore a spirali più alte

(prima stesura 1995, riveduta 17.4.24)
44

Altre dimensioni

lessi non ricordo dove
-ti parrà strano-
che anche i morti sognano

in diverse dimensioni oniriche
sognano di loro stessi e di noi
-noi morti-vivi
45

Archetipi

(come quando a sera non t’accorgi
cadere nelle braccia di morfeo
così vorresti il tuo distacco ultimo)

il momento imprecisato è punto vagante
nell’aria da cui si diramano linee
imprevedibili del sogno che
luce ridonano agli archetipi e
vita autonoma hanno nel sangue

(prima stesura 2004, riveduta 22.4.24.)
46
L’ultima morte

ogni fine sgomenta
pur nella natura delle cose

dopo tante piccole morti
-ti dici- benvenuta sia l’ultima:
poi non vi sarà necessità di sorta né

dovrai chiedere: avrai sempre
piena la faretra di frecce
d’amore
47

Metamorfosi

sbattevo contro le porte della notte

mi affila oggi un vento
di passione: che dirà la “cicatrice”
se non bene del sé “rivalutato”

ora
che mi vendemmia il tempo
48

Madre celeste

irrorasti i piedi della croce
di lacrime salvifiche

Madre
col tuo manto copri di pietà
i derelitti

Tu dei viventi
avvocata Tu incoronata
49

Dissonanze

(della cervicale)
da qualche anno dormo su un lato
non quello del cuore
evito gli aerei precipizi
della stanza capovolta
.
(degli acufeni)
capita sovente
che ad agitare i miei sonni
siano folletti nella testa
che schiamazzano a più non posso
dilatano l’oscena notte
.

50

Tra ondivaghe ombre

nel sogno è l’essere bilocato
allucinati pensieri assumono forma e volto
si destano dal loro sonno i morti

tra ondivaghe ombre
ti specchi nel tuo doppelganger

51

Era una favola il mare

consapevole di trovarti nel sogno
chiederti se riuscirai ad uscirne
tuttavia volendoci restare
ancora un poco

ché
era una favola il mare
su creste d’onde guizzavano pesci
dalle squame luccicanti nel sole

calavano gabbiani a frotte

52

L’origine

in profondità celesti
plasmati dal cuore del
Suo sogno

in una piena di luce

53

Cielo indaco

deriva del sangue –
.
si staccano dal tramonto
voli di sogni infranti

54

D’un sogno

il ricevimento la torta
a tre piani – ci potevi annegare
in quel mare di panna –

“dateci sotto –
let’s go”: così
suggeriva melliflua lei

la primadonna – gambe accavallate
ben tornite – sembrava uscita
dalla copertina di playboy

55

Divagazioni

notti agitate insonni – verrà pure
il “sonno del giusto”

nonsense sfarfallano
fra le coltri

la giornata si allunga
l’albero rinverdisce

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RISVOLTI
(2024)

1

Il compianto

il caro trapassato
vede non visto
i commensali e il posto vuoto

vede gli scheletri
usciti dall’armadio

-lo spirito è tra loro inavvertito

il compianto
è sulla bocca dei congiunti
in decorrenza del “compleanno”

-senza il brindisi

2

Coniunctio

e allora avremo dissolto
insieme allo schermo
di apparenze nomi e forme

con lo scenario della storia
e i fiumi di sangue e di parole

anche il sale delle nostre lacrime

3

Vasi comunicanti

hai aperto la camera e
ti sei visto nel tuo letto -sdoppiato

ti sorprendi? dovresti intuirlo
che ondivago sogno e reale
son vasi comunicanti

e allora: quale la realtà ti chiedi
se è sogno nel sogno o che – trovandoti
uscito da te
4

Naufrago d’anni

accogli da naufrago d’anni
il canapo che ti porge l’angelo

ai sussulti del cuore s’innerva
la deriva del sangue che alluma
5

Dove andremo

(“Solo Tu hai parole di vita eterna”)
di sé l’io ci ha vestiti
da che ci staccammo da Lui
scegliendo l’albero della conoscenza

da allora
ci convoglia a imbuto un tempo fugace
al varco è un vuoto affamato

“da chi andremo”
6

Febbre creativa

inesauribile febbre di Dio
febbre creativa di universi-mondi

febbre per l’uomo di cui
Lui non è mai stanco
7

Ma Rainey

(omaggio alla indimenticabile ‘mother of the blues’)

Ma – un fremere viscerale
lei il blues il ritmo la vertigine

Ma è l’ansimare dell’onda
la bocca del mare gli abissi profondi
è il sudore e il sangue
delle piantagioni di cotone
è il senzatetto è occhi secchi

Ma è il vuoto del braccio
tranciato

portato via col pianto del vento
Ma Rainey, pseudonimo di Gertrude Rainey (nata Gertrude Pridgett; Columbus, 26 aprile 1886 – Columbus, 22 dicembre 1939),
8

Irrazionale

l’uzzolo di annotare dei versi
balenati tra veglia e sonno
cosa volevano dire ti chiedi
lascia che parli il cuore tendi l’orecchio
quando lo senti sussultare
cogline i suoni di un altrove
la poesia al più è irrazionale
ti sorprende alle spalle
9

Mattone di poesie

non scarti niente
metti metti
anche quelle così
nate tra il lusco e il brusco

vuoi farti del male – di’ ?

ti attirerai i critici
messo a nudo sotto tante lampade!

però devi pur riconoscere
che quelli sono scarti
della bellezza dell’angelo
suggeriti in dormiveglia o trance

peccato tralasciarli – ti pare?
10

La parola

t’innamora di sé –
abiti
la parola – ti lasci abitare

in luce di sangue
11

Il linguaggio dei fiori

chissà se loro sentono
di esserci: non come

gli animali o gli umani s’intende
ma in qualche misterioso linguaggio

affratellati con la terra e l’aria
nel respiro dell’humus-madre

sanno -i fiori- nell’ offrirsi
al bacio del sole –

del candore
d’un impalpabile sogno
12

Altri tempi

nell’era del digitale
non trovi più la cartolina a libretto
che ti sorprendeva con la musichetta
né il calendarietto profumato del barbiere
con le foto sexy (vietato ai minori)
né la letterina a Natale sotto il piatto
che strappava una smorfia di commozione al papà
né il pianino a manovella per le vie della città

altri tempi – oggi se cerchi
qualcosa te lo dice google
l’intelligenza artificiale pensa per te giacché
ha un quoziente che ti supera!
13

Turbamento

meridiana a perpendicolo
sull’altro lato un po’ d’ombra
altre -di ombre- a tratti le senti
passeggiare a lato del cuore
ondivaghe e sinistre – invochi
l’angelo ma non t’ascolta
sarà già impegnato ad assistere
un più povero cristo
14

Ribaltato

prostituito alla vita
giunta l’ora un tuffo nel “nero”
di qua vedi buio di là tutto
è ribaltato in vita
trasfigurata
un chiaro accecante
vedi uscire gli scheletri
dall’armadio con larghi sorrisi
15

Vita latente

qui solo apparenza ti dici
il tutto -l’Assoluto- è vita
latente:

la bellezza che mordi
16

Vele di nuvole

vele di nuvole e il cuore
dove ti porta

s’attarda
a svelarsi la musa tra pieghe
dell’anima dove si leva
un’alba rosata – a

celebrare la luce
17

L’albero

sono quell’albero reciso
che mostra senza un grido
la sua ferita bianca

la radice ha ritratto in sé
la parola monca
18

Homeless

ho incontrato per strada un derelitto
nelle tasche solo sogni avevo
-veder fiorire una luce
in quegli occhi senza cielo:
aprirgli la porta e il cuore
19

La passione

aveva le sue “cose” e una luna sghemba
quando lo copriva d’improperi
lui zittiva pensando
di mandarla in quel posto
ma la fiamma della passione lo strappava
dal letto di procuste
d’ogni screzio faceva tabula rasa
e rasserenava il cielo
20

Gli anni oscuri

(alle vittime dell’olocausto)

udimmo dietro le porte pianti ed urla
mentre s’incupiva il cielo
e s’espandeva l’ombra del male

l’aria era nera
del fumo dei corpi bruciati

ora
apparteniamo anche noi
alla terra alle radici al vento

ed ha voce di pietà il cuore
21

Vade retro

“vade retro” ripetevo
in dormiveglia – poi da sveglio:
“nulla puoi se Lui
invoco” – seppur lacerato
da estenuanti lotte – io che abbraccio
ogni giorno la Croce

(affetto da DOC: disturbo ossessivo compulsivo)
22

Quel motivetto

quel motivetto che mi gira a vuoto
e non mi lascia
e mi riporta agli anni andati
quando con un soldo
compravo caldarroste all’angolo

quel motivo che mi accompagnava
nelle scorribande per vicoli emulando
sandokan o il pirata barbanera
-banda d’obbligo sull’occhio-

a fare da sfondo al tempo
d’un’età spensierata

23

Per A.

caro fratello
non ti è stato dato di “giocare” la vita:
appena un affaccio sul mondo
fuori dall’alveo di nostra madre
che hai subito rimesso le ali
per altri lidi

potevamo giocare insieme
io giovincello tu ancora bambino
avrei potuto tenerti a cavalluccio
avremmo corso per i prati
e guardare con innocente meraviglia
la farfalla posarsi su un fiore
o immergere le mani nelle acque del ruscello
e poi ridere ridere
nell’incoscienza dell’età

ora -strappato il velo del sogno-
posso solo ricordarti
nella mia preghiera
mentre tu mi guardi dai cieli
con occhi d’angelo

24

Sul ciglio

(nightmare)

sempre in bilico sul ciglio
a lato voragini e fiamme

il più delle volte non rispondo
più di me stesso:

sono il grido dei perduti

al cospetto dell’Altissimo
sarò giustificato?
25

Non più quei brividi

sono arida sabbia
più non mi lecca l’onda
si è ritirato il mare

non più quei brividi sulla pelle
della musa che latita
propiziassero le braccia a conforto

in queste aride notti
al lume d’una luna controversa
26

Poesia è quando

stasera un film già visto
di bevute e scopate (factotum)
per nulla emotivo o poetico
se la poesia è viva ti domandi:
lei è quando
seduto sul water leggi un libro
o davanti a un tramonto bevi per
dimenticare e ti vien da piangere
-ami bukowski
quando t’ispira cavolate
27

Ipnagogica

il mio doppio
con le braccia d’aria
s’inabissa
nei fondali d’inconscio
28

Le tue ceneri

(ad A.)

una nube si specchia nel lago
in pareidolie bizzarre
le tue ceneri
disperse nel roseto

anche tu a precedermi – io
nel vortice degli anni
29

La lotta

all’alba continua l’eterna
lotta dell’angelo

folgorato dagli strali lucenti
“quello” si ritira ma per poco

per rimontare più agguerrito
bava alla velenosa bocca
30

Sognare uno svolìo

arte e poesia tendono
a cicatrizzare ferite

si bea il cuore di bellezza

sogna
in fondo agli specchi uno svolìo
di ali

(ispirata a “L’oisseau blu” 1909, di Maeterlinck: “…gli uccelli azzurri del sogno si nutrono di raggi di luna…”)
31

Una ridda la mente

una ridda la mente
crocifissa al blasfemo

sarebbe forse un cadere in demenza
meno devastante
che questo abbuiarsi del sangue

mostro che come un gioco
m’intrappola in un giro vizioso *

ah la non voluta offesa
ricada su di me Signore
ch’io resti trafitto
sulla punta delle stelle

e il sangue formi le parole:
“Ti amo!”

* affetto da DOC: disturbo ossessivo compulsivo
32

Epifanie

rifrangersi dei
rinsanguati echi
del divenire

33

Riconciliazione

Verbo fatto bambino
nato in una mangiatoia
Ti darai in pasto
“questo è il mio corpo”
sarai appeso ad una croce

Tu compassionevole
ci vuoi simili a Te
un dì trasfigurati
noi nati
da uno sputo nella polvere

o felice colpa!
34
La ripulsa

fioca luce emana
la tua aura se il cuore
non risponde a impulsi
di perdono

per legge di contrappasso
la tua ripulsa è un boomerang
35

Quel motivo

mi venisse almeno in sogno
quel motivo che mi sfugge
a ogni ora del giorno
e che mi prende il cuore
in una lacerante nostalgia

che sia di debussy o di
vivaldi o chissà chi?

il non ricordare mi fa
mutilato nell’anima

fantastico –
un altr’anno se ne va –
nell’ora meridiana me ne sto
s’una panchina ancora calda di sole
seguendo pareidolie in bianche nuvole
36

I difetti

usa le posate
in modo non ortodosso
infila la manica da sopra la spalla
odia gli ombrelli e le filastrocche
farsi fare la barba
(acconsentirebbe da mani femminili!)
deve dare la destra
a chi gli cammina a fianco
detesta la verbosità
vuol sempre dire la sua e
interrompe chi sta parlando
(ma non pretende l’ultima parola)
si accende per
questioni di lana caprina
fa ogni tanto
6-7 starnuti a raffica
è affetto da DOC
(disturbo ossessivo compulsivo)
37

Irriverente la mente

irriverente la mente
del vegliardo scivola
su osceni pensieri

impiccato
all’albero più alto
il puro ideale

che
nutriva il fanciullo
a specchio di cielo
38

Fotografie

affacciato sui ricordi
da finestra che abbaglia:

vi si sfoglia
il quaderno degli anni

ti risucchiano a imbuto
gli io i tuoi fantasmi
39

Placebo

poi
uscito dal dormiveglia
alcune note ti affiorano alla mente
che ti lasciano uno stato
di grazia tutta la mattina

poco importa se si è trattato
di autosuggestione o
effetto placebo

40

Lo spartito
(a Piergiorgio Frassati)

tendi l’orecchio

ascolta lo spartito
che il Signore suona per te solo

41

Invocazione alla Vergine

stargate – Tu orifiamma –
misericorde – Mater
dulcissima –
Avvocata

infinite voci
per la Tua grazia

fluenti
nell’infinito mare delle
beatitudini
42

Corpo di luce

uscire da te stesso
è un ritrovarti

non più guardare un orizzonte
che “il guardo esclude”

la mente un’espansione
dei sensi

là dove si perpetua
la bellezza

avrai
un corpo di luce

e potrai
volare

28.1.25
43

Scomosciuti

le volte -rare- che l’incrocio
il suo garbo è una mano
che mi carezza il cuore

e il sorriso da ‘gioconda’
nel dare il buongiorno
è balsamo – stato di grazia

rare le volte e si resta
sconosciuti

come un’apparizione: è forse
l’angelo che me la fa incontrare

rari gl’incontri
che vanno a molcere
questo scorcio d’anni

29.1.25
44

Sogno impossibile

un mare incantevole
luccicante – piatto
.
la sensazione
di voler trasferire quella
visione fuori dal sogno
.
intatta – viva – con
sottofondo incluso
.
poi riavermi
da quella illusione
.
30.1.25
45

L’inconoscibile

chi ci dice che non siamo feti
nel grembo dell’universo

“tutta la natura geme
delle doglie del parto”

lì nel tumulto del sangue
si agitano le nostre emozioni

chi ci dice che non è
il nostro Sé a sognarci

noi
“materia” del possibile

5.2.25
46

Il nostro sì

noi “siamo” – a prescindere
dal corpo di terra

che limita il volo
sognato
con ali di luce

essere
vita
non vuoto:

il nostro sì

9.2.25
47

In ondivaghi spazi

(visione)

in ondivaghi spazi
lasciano tracce
nella carne del cielo
ali d’angeli

17.2.25
48

Lui mi conosce

Lui mi conosce più
di quanto io non mi conosca

chi non ha scheletri non è
di questo mondo

17.2.25
49

Poesia che nasci

ti levi dal letto di tenebra
monco alfabeto
e annaspi nella luce

veleggia
la tua barchetta di carta
tra perigliosi flutti

sognando un’itaca lontana

19.2.25
50

Ove bellezza ti levi

solare sangue vortica
sul perno dell’esistere
ove bellezza ti levi
a scalzare la morte

21.2.25
51

Doppio celeste

l’uomo celeste
l’uomo terreno:

l’essere sdoppiato – la sua ombra
proiettata

nell’apparire

23.2.25

1

Dove bellezza fiorisce

(ascoltando: waltz no 3 “Dance of heaven” di Shostakovich)

dove bellezza fiorisce
ti vedo angelo della volta
piegato su curvature di luce

istanti in fremiti ascolto
dove piove melodia
su corde del cuore
(Nota: Non da meno il più noto waltz no 2 ne “Il Gattopardo”)

24.2.25

2

Fragilità

volare –
la meraviglia della sospensione
nella turchina rarefatta aria –

invidiare quegli ossicini cavi
delle creature del cielo e del “falco
alto levato”

mentre
nell’assedio degli anni
una fragilità di ossa come vetro

(tra virgolette un’espressione di Montale)

3.3.25

3

Distrofia

di pomeriggio o mattina
camminate sempre più brevi

finisce che
lo guardi dalla finestra il mondo

lo spettro della luce
ti richiama lacerti d’infanzia

porti occhiali scuri
il sole un distrofico lo acceca

12.3.25
4

In sogno

mi appari in sogno Ungà –
“questa la puoi migliorare”
e sbirciando il foglio mi strizzi l’occhio

ah poter appoggiare alla “tua” balaustrata
questa febbre
il daimon che mi tiene

17.3.25
5
Sotto tante lampade

non ne mangia mai il cestino
le tieni tutte
anche quelle un po’ così
che fanno arricciare il naso
-è un peccato dici
sono tue creature

ah i critici!
ti denudano l’anima
sulla pagina-lenzuolo
sotto tante lampade

18.3.25
6
Nulla si perde

nulla si perde
tutto si trasforma – mi dici
quasi divinassi – riflessa nella
vetrofania del cielo – metà
del viso in ombra – mi guardi
in tralice – alle spalle una luce quasi
ultraterrena

22.3.25
7

Untitled

stamattina mi trovo disperato
non so sarà stato il sogno
di quel tizio che inseguivo
per avermi derubato
finì che volò giù dal parapetto
di un piano altissimo
stamane non trovo più il cuore
la primavera ha il sorriso dei fiori
mi bacia la fronte
appoggio la disperazione su una panchina

27.3.25
8

Dietro il velo

“vi ho dato un soma da gestire
entro un mondo transeunte
non lo profanate in gozzoviglie
epifanie del nulla”

Io Sono sentenziò
parlò la Luce –
indi si ritrasse
dietro il velo di maya

30.3.25

9

Volare basso

un volare basso
s’invischia nella melassa
d’infantili ricordi

quando la luna era
lo scrigno dei sogni

e un’altalena dondolava
corpi d’aria

a fare la vita leggera

3.4.25
10
Penso dunque sono

tendo le braccia nella luce
dai rami pendono aborti
-il sangue delle visioni

sono io il sogno
io che mi “vivo”
in un mndo parallelo apparente

4.4.25
11
Nell’oltre

(al fratello minore)

più sù sei ora
dove lo spirito aleggia

e tu dicevi chissà
di là ci dev’essere qualcosa
ora che sei nell’oltre
non potrai darcene notizia

ma pure c’è Chi vede
ora il tuo levarti leggero
su quel levante d’impellente nascere

6.4.25
12

Come un mantra

mi desta un motivo nella testa
mi crogiolo ancora un po’ tra le lenzuola
vorrei portarmi dentro quelle note
nel bere il caffè poi per strada
per il resto del giorno come un mantra
ma incombenze me le fanno svanire
come acqua nel cavo delle mani
chissà mi chiedo se verranno
ancora a deliziarmi il cuore

14.4.25
13
Proiezioni

porta senza pareti
vi si entra di taglio
a guisa d’un foglio
vaghezze ondivaghe
in meandri d’inconscio
lì incontri i tuoi morti
gli occhi forti di luce
-proiezione di te
vano decifrarti
sei mistero che vive

15.4.25
14

abusi della rima fiore-amore
trita e ritrita
sali aerei precipizi
di fonemi e arditi ossimori
ti suona un verso sdrucciolo
ti dai un tono
col “tu” montaliano

21.4.25
15
Vedevamo il berretto spuntare

si scendevano di corsa le scale
fin giù in strada
se la mamma brandiva il battipanni *
quella volta l’avevamo fatta grossa
era andata in frantumi la lampada
davanti al Sacro Cuore
giocando con una palla di carta
“quando viene vostro padre vedrete”
era la ‘minaccia’ ma già l’ira sbolliva

dalla finestra -al crepuscolo-
vedevamo il berretto spuntare
era il papà che staccava dal lavoro in caserma
poi una lavata di testa e tutto finiva lì
.
*In occasione di qualche malefatta diventava il protendimento del suo braccio. Le volte che glielo nascondevamo lei riusciva sempre a ritrovarlo.

24.4.25
16

Né in cielo né in terra

“ti prego fa gettare nella massa operaia”
apri gli occhi: h 7.32
giusto come ogni mattina

cosa vorrà mai dire – pensi
e ripensi: un nonsense
che più nonsense non immagini

sarà forse
spunto per una fantasia
che generi una nuova poesia?

29.4.25
17

A Papa Francesco

grazie papa Bergoglio
grazie di tutto
non sia mai non voglio
venga insozzata l’aureola
dai detrattori che ti odiano
tu orifiamma
tu sulle orme di Cristo
che benevolo hai difeso
a spada tratta i derelitti
che hai ripetuto fino allo stremo
“la guerra è la sconfitta dell’uomo”
grazie Francesco
per il tuo cuore grande

2.5.25

18

Sarò altro

non guido più
(ma spesso ancora lo sogno)
son distrofico e il sole
mi è nemico
mi abbagliano anche le strisce
bianche

alfine una luce
ultraterrena
mi avvolgerà e sarò altro

5.5.25

19
Lembo di cielo

(poesia ripresa degli anni 70)

muoio ogni giorno a me stesso:
un’ombra di pietà
nei miei occhi fa sera

mi è rasserenante
il lembo di cielo
che l’angelo solleva

6.5.25
20

La musica

le mani la voce il linguaggio
del corpo: non sono che atavici mezzi
di espressione

la musica vive nell’aria
che trema di palpiti ed è
da sempre –

convive col canto degli uccelli
e viene da mondi
ultraterreni

10.5.25
21

Si lasciano prendere sulle spalle

(Apocalisse di Giovanni, cap. 7)

vengono dalla grande tribolazione –
oggi il loro cuore
trabocca dalla gioia:
si lasciano prendere sulle spalle
dal buon Pastore

11.5.25
22

Si spalma la luce

“come ti butta?”
i passeri hanno fatto il nido
primavera s’infiora la luce
si spalma sugli alberi le case
quanto a me una distanza
mi separa sempre da me

13.5.25
23

Già il sole s’asconde

già il sole s’asconde e le ombre
si apprestano ad un’atavica danza

un ripudiato sé
“morto” in me da tempo m’irride

-lo trafiggo
con strali di luce-preghiera

16.5.25
24

Tenerezza

“e c’è una vecchia zia sorella di papà
che quando morirà tutto a me mi lascerà”
si riempiva poi la bocca
con la “e” del ritornello:
“e come son felice-felice-felice”

(mi guardava l’angelo della volta
seienne febbricitante) –

dei ricordi di mia madre fu quella
l’unica tenerezza

20.5.25
25

Tra visionari lampi

ho nostalgia della
mia parte mancante

-essenza e
sangue franto-

non ne ho memoria ma la immagino
tra visionari lampi
giocare coi capelli dei miei avi

22.5.25
26

Se vuoi la pace

se vuoi la pace
fai la tua guerra
all’orgoglio e all’ego
se vuoi la pace
impara a morire
all’apparenza
terreno per l’inganno
dello ‘strisciante’

25.5.25
27

Hypnos

“il mio nome è del sonno”
cosa vorrà mai dire ti chiedi
ha visioni distorte e voci
il nonsense che scioglie le briglie
e senza remore
sale su spiralante
come fumo dal cervello
di questo corpo come morto

29.5.25
28

Fuori posto

sentirsi fuori posto
in casa d’altri saltano le abitudini
e la pennichella pomeridiana
l’ospite è come il pesce
tocca soprassedere far buon viso
la gatta guaisce il bimbo frigna

“tornate quando volete
qui c’è un bel verde e si respira”

30.5.25
29

La donna

bella per le armoniose forme
Iddio la pensò perché l’uomo non fosse solo
“chi dice donna…” è detto ma
di lei si dirà “benedetta”
quando nel grembo porta una vita

3.6.25
30

Antinomia è la morte

staccati dalla primaria essenza
-ungarettiane foglie-
ne siamo ombre esangui
sin dalla ferita della creazione

antinomia è la morte

7.6.25
31

In attesa

chi ti vedesse –
ombra di te
per niente in carne

porti le tue quattr’ossa
in questo girare in tondo
negli anfratti del possibile

una voce aspetti
da tanto – in attesa di te
ti chiami

11.6.25
32

Distrofico

mi è nemica la luce – giammai quella
noetica – celeste

ah quando verrà quel giorno
che l’anima mia si sveglierà nel sole
verso da Dino Campana

12.6.25
33
Sogno a catena

esci dal sogno e
ti trovi nel tuo letto
sì – ma sei entrato in un altro sogno
allora ti alzi che è l’alba
e vedi tuo fratello morto da poco
lo tocchi lui si volta e non parla
-la notte è lunga e
questa catena del sogno non è finita
ché ti ritrovi in un’altra sequenza
a dirti ho sognato ma realtà ancora non è

13.6.25
34
Anelito

bagnarmi nella
iridescente noetica luce

16.6.25

35

Dell'infinito di noi

fatti di sensi? d'intelletto? o della

"materia dei sogni"?

siamo ben altro

di noi ci attende

l'inconcepibile

il cuore lo sente

22.6.25

36

Cogito ergo sum

faccio mio il "cogito ergo sum"

penso e sono

sogno e sono

creo e sono

in questo ondivago esistere

il creare

è la bellezza che mi salva

26.6.25

37

Siamo

siamo sulla soglia dei voli

nella rarefatta aria

della vertigine del dovequando

siamo non siamo

pensiero siamo

27.6.25

38

Disperi che l'angelo

(crisi esistenziale anni 60)

la vocina suggerisce

"dai una mano di bianco"

tu fai l'indiano ti crogioli

ti acciambelli come un gatto

guardi dall' oblò del cuore

le tue scelleratezze

disperi che dal tuo fondo

l'angelo venga a sollevarti

30.6.25