Indizi del lavoro
Un maestro non dà alla persona quello che chiede, ma quello di cui ha bisogno. Sì, un maestro, ma io chi sono? Allora affrontiamo il problema dall'altra parte, in un altro modo.
Come faccio a sapere che non hai quello di cui hai bisogno? Beh, un modo c'è: camminare sull'acqua. La stagione è propizia. Il lavoro che ho fatto su me stesso, sia a livello personale che a livello di studio, non lascia dubbi.
Se le persone potessero individuare i loro reali bisogni, il mondo non sarebbe così. Come dici? Ah no, ma tu sì, no, tu... Continua. Ma guarda, possiamo fare due possibilità. Ci sono due possibilità.
O tu veramente hai realizzato questo, allora vieni, insegnamelo. Oppure, se l'hai realizzato, diventiamo amici. Che problema c'hai a provare? È un vantaggio enorme incontrare qualcuno con cui avere una condivisione. Certo, gli argomenti diventano pochi, però magari andiamo a pescare.
E se invece non ti rendi conto di non avere capacità di sapere quali sono i tuoi reali bisogni, beh allora che aspetti? Sapisco che non sembri facile, ma pensa quanto non sia facile non farlo tutti i giorni
alcune tradizioni chiamano le personalità che ci assolvono energia, tempo e ci guidano voladores. Io preferisco "nano da giardino" e la soddisfazione di accarezzare la barba al nano e farti trovare la pentola d'oro è divertente.
Per potersi accorgere di quella presenza è necessario rallentare fino ad arrivare alla capacità di stare fermi.
Il nano teme solo una cosa, che tu lo veda e non lo vedrai con gli occhi.
Ti propongo di lavorare con un atto espiratorio, semplicemente osservando. Questo già ti darà la possibilità di iniziare un cambiamento.
Così semplice? Sì, se lo fai.
Non ti dico cosa fare, non ti dico: "chiamami, parliamo. È imperdibile, fantastico." Se il tuo sistema non lo sente, non c'è nessuno con cui parlare.
Ma puoi sperimentare, anche qualche mese, solo osservando il tuo respiro e avendo cura non di respirare, ma di espirare e permettere ai tuoi polmoni di respirare. E quanto basta per lasciare il menù sul tavolo del ristorante e andare a fare la spesa.
Non ti dico cosa fare. Ma non ti faccio male.
Il dolore che sentirai è quello che hai dentro.
Cos'è il dolore? Il dolore è la nostra incapacità di lasciare andare gli scenari del passato a cui siamo legati con un patto omertoso di cui non siamo consapevoli e che non riusciamo a lasciare andare.
Cos'è la sofferenza? La sofferenza è una parola che indica che stai portando qualcosa, ma la domanda è: è tuo? O è così tanto tempo che ce l'hai addosso che non ci fai neanche più caso?
È pesante? È leggero? Lo senti leggero? Quante tonnellate fa giorno per giorno?
La sofferenza non è un problema, se da quella sofferenza ne ricavi tu un dono. Non ti sembra che tutta la vita che lavori senza essere riconosciuto?
Ovviamente essere riconosciuti non è un fatto esteriore, non dipende dagli altri, sì anche, ma tu sei il responsabile di questo. Perché se dentro di te non c'è un riconoscimento, nessuno ti riconoscerà, garantito. Senti questa frase, "a me non mi capisce nessuno", non la trovi divertente? È tragicomico sì, perché è una frase che tanta gente si ripete costantemente.
Ma la parte ironica di questa storia è che "non mi capisce nessuno" implica anche il fatto che tu stesso non ti capisci. Nessuno è nessuno. E allora che ne pensi di incominciare a trovare lo zero dove poter iniziare a riconoscerti? Il lavoro di autostima che il mondo propone è solo un'accelerazione su alcuni aspetti, che ti dà l'impressione anche di volare.
Sì, ma dell'atterraggio ne hai parlato? Perché sbagliare una volta può essere un problema.
Il lavoro con le parole. Cos'è il linguaggio? Tutti pensano al linguaggio come a parole. Beh, la parola è solo una scatola e molta gente mangia la scatola e butta i biscotti. La parola è originaria. La parola descrive la realtà delle cose. Pensa, se ne conosci il significato profondo, pensa a quanta fatica in meno che avrai a spiegarlo agli altri, e a spiegare soprattutto a te stesso cosa ti piace, cosa desideri.
Lavorare sulle parole produce un cambiamento neurale sia a livello della testa che a livello del cuore, soprattutto. Abbiamo una quantità impressionante di neuroni nel cuore che non usiamo. "Sentilo nel cuore", "fallo con il cuore". Sì, ma cos'è il cuore? Ecco, questo è un argomento importante su cui lavoreremo a lungo.
Sì, lo so, il mio lavoro con me è lentissimo, non offre nessun risultato, nessuna promessa, nessun obiettivo. Lo scopo del mio insegnamento non è quello di darti obiettivi, ma di permetterti di trovarli. Quanto tempo serve per lavorare con me? Non tanto, non poco, tutto. Ma perché io voglio il tuo tempo? Che me ne faccio? E tu, a proposito, sei sicuro di avere un tempo? Sei sicuro di avere tempo?
E cos'è il tempo? Mi pare un argomento interessante da affrontare.
È difficile descrivere queste cose perché c'è tanto lavoro, ma è anche vero che è il lavoro più divertente del mondo.
Cosa posso fare per te?
Non sono psicologo, non sono filosofo, non sono scienziato. Sono semplicemente Niccolò Corcos.
Il Punto di Partenza
Tu, di cosa hai bisogno?
Voglio dire proprio quello di cui hai veramente bisogno. Se ti chiedo di cosa hai bisogno, dove si orienta la tua mente? Dove volge il pensiero? E soprattamente: chi rivolge il pensiero?
L'essere umano non ha bisogno di certezze preconfezionate. Ha bisogno dell'Essere.
Ha bisogno di:
Respiro — il primo e l'ultimo atto, il ponte tra corpo e spirito, la presenza nel momento
Parola — lo strumento per esprimere l'anima, creare connessioni, dare forma ai pensieri
Ascolto — la capacità di ricevere, comprendere, entrare in risonanza
Svuotare — lasciare andare ciò che appesantisce, fare spazio al nuovo
Fermarsi — interrompere la corsa, uscire dall'automatismo, ritrovare se stessi